Argomento 2-Nuovo Dialogo

L’ARGOMENTO

L’ ACR in festa con il suo pastore

Oltre mille ragazzi e ragazze hanno partecipato alla tradizionale marcia per la pace



Avolte gli adulti pensano che costruire la pace sia uno sforzo, un sacrificio o una missione impossibile da realizzare e che non li riguardi direttamente, invece la Festa diocesana della Pace organizzata dall’equipe diocesana dell’Acr è stata l’occasione per invogliare tutti a rimboccarsi le maniche, per cominciare a promuovere la pace partendo dalle proprie interazioni quotidiane, prendendo esempio dai più piccoli.

Domenica 29 gennaio resterà una giornata memorabile per circa un migliaio di bambini, genitori ed educatori, poiché l’Acr si è riunita per far festa intorno al suo pastore: Sua Eccellenza mons. Filippo Santoro, che per la prima volta ha incontrato l’associazione tutta attraverso i bambini e i ragazzi che l’hanno atteso e accolto con il calore e l’entusiasmo di cui sono capaci.

La mattinata si è svolta presso la parrocchia S. Rita dove abbiamo avuto la possibilità di riflettere insieme ai  ragazzi sulla tutela dei diritti dei minori attraverso giochi a tema organizzati dagli educatori delle circa 25 parrocchie partecipanti.

I bambini con la loro semplicità ci insegnano che per costruire la pace c’è bisogno di piccoli gesti concreti di amore, di attenzione e di solidarietà nei confronti di chi ci sta intorno.

Tra canti, slogan, musica e striscioni la tradizionale marcia della pace si è snodata per le vie del quartiere in festa, fino a giungere presso la parrocchia Beato Nunzio Sulprizio dove Sua Ecc. mons Filippo Santoro ha celebrato la S. Messa in una chiesa gremita e festante che con grande partecipazione ha atteso di incontrare Gesù che si dona a noi con immenso amore.

Un incontro gioioso che ha dato valore all’intera giornata, quello con Gesù che si è sempre speso per la tutela dei diritti dei più piccoli, dei più poveri e dei bisognosi e per la costruzione della pace.

L’arcivescovo nella sua omelia ci ha aiutati a riflettere, anche attraverso aneddoti della sua infanzia, sull’importanza del rispetto delle regole e sul concetto di libertà intesa come la possibilità di crescere bene insieme agli altri senza ricercare solo il proprio interesse, ma promuovendo la collaborazione e il benessere di tutti.

I bambini dell’Acr hanno voluto donare al proprio Pastore una maglietta in ricordo della bella giornata vissuta insieme.

Alla fine della celebrazione l’arcivescovo, con alcuni bambini, ha fatto volare due colombe bianche, simbolo di pace che, partendo dai più piccoli, si diffonde in tutto il mondo; in continuità con il Santo Padre Benedetto XVI che, nella stessa giornata di domenica, aveva liberato due colombi ricevendo una delegazione di bambini dell’Acr della diocesi di Roma.

I sorrisi, gli sguardi gioiosi, le voci dei bambini dell’Acr di Taranto insegnano a noi adulti che è possibile impegnarsi per la pace nella collaborazione, poiché solo insieme è possibile camminare diritti alla pace, nel nome di Gesù.

Gabriella Iaia


«Ragazzi, datevi da fare!»

L’invito della docente Giuliana Martirani



«Voi giovani dovete costruire la fiducia nel mondo. Fiducia deriva dalla parola fede. Noi adulti possiamo solo passare il testimone ma datevi da fare nel realizzare quel patto di solidarietà con le nuove generazioni che si perpetua nel tempo».

Così Giuliana Martirani, docente presso l’Università Federico II di Napoli, sprona i giovani dell’Ac tarantina a diventare protagonisti del presente e del futuro. La professoressa è intervenuta sabato pomeriggio, nell’istituto “Maria Immacolata” di via Mignogna, alla “Festa della Pace”, la due giorni organizzata dall’Ac diocesana.

Durante la prima serata i giovani e gli adulti di Ac hanno riflettuto su «“Giustizia e pace si baceranno” (Sal 85,11). Educare i giovani alla giustizia e alla pace» grazie alla testimonianza della professoressa. Al tavolo dei relatori anche la presidente dell’Ac tarentina, Angela Giungato, l’assistente diocesano unitario dell’associazione don Giuseppe Costantino Zito e Chiara Alessio del movimento cattolico per la pace “Pax Christi”.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato moltissimi giovani ed adulti, la prof.ssa Martirani ha citato il messaggio di papa Benedetto XVI in occasione della XLV Giornata mondiale della Pace ed ha discusso della primavera araba.

«Azioni non violente – ha specificato la docente – divenute aggressive per i pastrocchi degli occidentali e le brutalità dei dittatori locali. Le proteste sono state ispirate dai libri di due “arzilli studiosi”, Stephane Hessel e Gene Sharp, che con il loro pensiero hanno mutuato il patto generazionale di fiducia».

Parole di speranza, riprese dalla docente, sono anche quelle scritte da Benedetto XVI che, nel suo Messaggio, chiede alla Comunità «di essere attenta al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare».

Con l’esortazione del Santo Padre è d’accordo anche la presidente di Ac Angela Giungato.

«La vera ingiustizia – ha detto – è scippare il futuro alle giovani generazioni. Per evitare ciò è fondamentale un’educazione che si basi sulla consapevolezza che questo è un periodo difficile ma che attraverso lo studio e valori come il merito e la solidarietà si può costruire un futuro migliore».

Per la dirigente dell’associazione «questa è una società apparentemente violenta. La mia esperienza quotidiana di insegnante mi spinge a dire che l’aggressività è amplificata dai media. Ci sono ragazzi che non lavorano e non studiano ma tanti altri sono maturi ed in loro è forte il senso della pace».

Al termine dell’incontro, i giovani e gli adulti di Ad hanno partecipato al silenzioso cammino per la pace, che si è snodato tra le vie del centro cittadino fino alla chiesa di S. Pasquale. Nell’antico tempio, l’assistente diocesano unitario dell’Associazione, don Giuseppe Costantino Zito, ha presieduto una Veglia di preghiera per la pace.

«Questo evento diocesano è stato organizzato proprio per riunire tutti gli associati, affinché offrissero una salutare cristiana provocazione alla nostra città – ha affermato – ed è il culmine di un intero mese dedicato alla Pace. L’Ac diocesana è impegnata, attraverso i suoi percorsi educativi, a formare i propri soci ai valori della Giustizia e della Pace. In prospettiva cristiana – ha aggiunto – la Giustizia apre il varco all’esercizio concreto della Carità».

L’evento Pace si è concluso domenica con la marcia degli acierrini e la Messa celebrata dall’arcivescovo.

Luca Caretta


L’intervista



«Conto molto sul lavoro che l’Ac potrà fare per supplire alla grave emergenza educativa che stiamo vivendo». Questo il mandato che il neo arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, consegna, in questa intervista, a tutti i soci dell’Azione Cattolica diocesana, a margine della festa della pace.

Eccellenza in questi primi giorni di ministero che idea si è fatto del laicato tarantino? Quali sono i suoi punti di forza?

«Ho visto un grande entusiasmo, una buona organizzazione ed un capacità lodevole di essere presenti sul territorio e nelle parrocchie. Ho notato che l’esperienza associativa in ogni parrocchia è viva, in piena comunione con il vescovo. È un segno di speranza per l’emergenza educativa che stiamo vivendo».

A questo proposito, dall’inizio del suo mandato ha detto che il cardine del suo ministero sarà l’educazione. L’Azione Cattolica quanto può aiutare in questo senso?

«L’Ac ha una grande tradizione educativa. Ha formato tante generazioni ed ha una presenza attiva nella scuola, nel mondo del lavoro, nella società. Il suo insegnamento abbraccia tutte le fasi della vita, quindi corrisponde alla prospettiva di un’educazione integrale che reagisce bene ai tempi che ci troviamo a vivere. Io conto molto sul lavoro che l’Ac potrà fare».

La due giorni sulla pace viene a conclusione di un mese che l’Ac dedica ogni anno a questo tema. Come si può veicolare un messaggio di pace, al di là di singoli momenti o iniziative?

«L’unico modo è farne esperienza. Quando il messaggio è radicato nella fede, che ci portiamo addosso in ogni posto, in ogni momento, allora possiamo essere portatori di pace. Se seguiamo il Signore saremo costruttori della pace non sporadicamente, ma come dimensione di vita. Ed è così che si offre davvero un grande contributo alla nostra società».

In questa occasione Le chiediamo infine di inviare un messaggio agli animatori ed educatori di Azione Cattolica, che si impegnano tutti i giorni volontariamente nelle parrocchie per portare avanti l’insegnamento di Cristo.

«Incontrare il Signore significa rendere più umana la società. Vivete l’entusiasmo della fede che spinge a comunicare con la vita e con la testimonianza la bellezza dell’incontro con Gesù e ad essere portatori di speranza».

Marina Luzzi


Il saluto di don Giuseppe Zito



Eccellenza carissima!

Con grande affetto e deferente ossequio, a nome di tutta l’associazione – ed in particolare degli amici dell’Acr – La saluto cordialmente e La ringrazio vivamente per il gradito dono della Sua presenza: L’accogliamo, infatti, tra noi con grande e corale gioia filiale! Sono qui presenti circa 1.000 nostri associati – tra bambini, ragazzi, educatori ed aiuto-educatori Acr, provenienti dalle parrocchie della nostra Arcidiocesi – che con animo gioioso hanno vissuto un’intensa mattinata di fraternità, di formazione associativa e spirituale sul tema della Pace, giungendo fin qui, in marcia festosa, dalla vicina parrocchia di S. Rita.

Gennaio, Eccellenza – il “mese della pace”, posto a metà del cammino associativo – vuole essere per tutti i soci di AC occasione propizia per riflettere, pregare e cooperare per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno: è questo il senso intrinseco della “Festa della Pace”, una “due giorni” diocesana, che ha visto protagonisti ieri i giovani e gli adulti, oggi i bambini e i ragazzi e che si pone – per i tutti nostri gruppi parrocchiali – quale conclusione di un lungo itinerario, ispirato all’annuale Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace.

Eccellenza, in questo nuovo decennio dedicato dalla Chiesa Italiana alla “sfida educativa”, l’Acr diocesana – unitariamente inserita e vitalmente collegata con i settori diocesani dei Giovani e degli Adulti – si sente fortemente interpellata nella tensione al compito “urgente” dell’educazione, ribadendo il proprio impegno ad accompagnare e sostenere la crescita integrale delle nuove generazioni nell’incontro vivo e vero con il Signore Gesù, singolare evento di grazia, generatore di gioia, di verità e di vita piena ed abbondante.

In questa occasione, Eccellenza, mi preme pure evidenziare come tutta l’Ac diocesana – nelle Sue diverse componenti – sia seriamente impegnata nell’ambito della cura educativa. Illuminata e salutarmente spronata dall’icona biblica dell’Anno del cieco di Gerico (cfr. Mc 10,46-52), la nostra benemerita associazione è consapevole di essere di fronte ad una crisi educativa societaria, che è “cecità” di valori, ma sa pure che perseguendo, come Bartiméo, la “via” del Suo Signore può ricevere “luce” e forza e fare così esperienza di “risurrezione”, nonostante tutte le difficoltà, nelle quali si dibatte oggi l’opera educativa.

Sappiamo, infatti – come scrive il nostro presidente nazionale – che «l’educazione non può limitarsi alla trasmissione di “nozioni” […]. È prima di tutto e fondamentalmente una scelta di speranza, che investe sulla libertà della persona; una scelta, operata da testimoni e maestri, capaci di scorgere in ogni essere umano la scintilla di Dio. In tal senso, è una risposta del cuore, animata da una profonda passione per l’uomo. Ed è un’impresa comunitaria, che passa per uno scambio affettuoso tra generazioni».

Questo – Eccellenza – è il Suo primo incontro con l’Ac diocesana, oggi realizzatosi con i suoi soci più piccoli, gli acierrini! I nostri occhi sono rivolti verso di Lei, nostro nuovo ed amato Pastore, brillando per quell’emozione, che nasce da una fede personale ed associativa, marcatamente ecclesiale!

Eccellenza carissima, noi saremo sempre al Suo fianco! Conti pure sulla Sua numerosa Azione Cattolica e ci benedica! Benedica i desideri e gli impegni di questi bambini e ragazzi, dei loro educatori e delle loro famiglie, di tutta l’Ac diocesana, insieme alle nostre parrocchie e alle nostra amata città! E nel ringraziarLa ancora di cuore per il gradito dono della Sua presenza, ci predisponiamo ora a celebrare fruttuosamente il divino Sacrificio eucaristico, desiderosi di accogliere quanto vorrà donarci con la Sua sapiente e paterna parola.

don Giuseppe Costantino Zito

assistente ecclesiastico

diocesano unitario


Oscar Luigi Scalfaro - il ricordo

“Fieramente portava il distintivo dell’Ac”



“Con profonda commozione la presidenza nazionale e l’Azione Cattolica italiana tutta rendono omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfano, indimenticato presidente della Repubblica italiana e da sempre socio dell’associazione, di cui fieramente portava il distintivo. È stato un grande protagonista della vita politica democratica della nazione italiana – ha affermato il presidente nazionale dell’Ac, Franco Miano –. Vogliamo ricordarlo soprattutto come cristiano, uomo dalla fede limpida e dalla testimonianza coerente e rigorosa. Nella sua lunga vita ha avuto due riferimenti costanti: il Vangelo e la Costituzione. Proprio alla luce di questi punti fermi del suo cammino di credente e di politico, ha vissuto la sua esperienza di uomo delle istituzioni fronteggiando con fermezza coerente e lineare momenti tra i più difficili della storia italiana. L’Azione Cattolica ricorda la sua vicinanza alla vita dell’associazione, che si è manifestata più volte in incontri al Quirinale e nella partecipazione ad alcuni appuntamenti nazionali e locali dell’associazione. E ricorda, ancora, la sua grande umanità, il suo rispetto per l’altro, il suo amore per gli ultimi. Alla figlia Marianna l’amicizia e la vicinanza, nella preghiera, di un’associazione che non dimenticherà mai il suo illustre socio”