colpodocchio1-Nuovo Dialogo

COLPO D'OCCHIO

Dal taglio al cucito

Corsi e scuole da rilanciare anche per la politica e l’economica  

C’erano una volta i corsi e le scuole di taglio.  Al quale 
spesso si aggiungeva, come materia complementare, il cucito.  Corsi e scuole frequentate soprattutto, se non esclusivamente, dalle donne, le brave mamme di una volta, che dopo aver seguito con profitto le lezioni erano in grado di confezionare vestiti per tutti i componenti della famiglia. Ma oggi che vuoi tagliare e cucire, se con pochi euro i vestiti ce li compri già bell’e confezionati?  Né sappiamo se ancora funzionano le scuole di taglio professionali, per sarti e sarte, visto che questo mestiere non sembra rientrare tra le massime aspirazioni dei giovani.Il taglio dunque, almeno in questo senso, è materia ormai superata. Che volete che interessino più corsi e scuole di taglio?  Roba vecchia. Si avverte invece la mancanza di corsi e scuole di tagli (sì, avete capito bene, tagli, al plurale), materia decisamente di moda e per la quale c’è una preoccupante penuria di esperti, tanto è vero che lo stesso governo di professori presieduto da Monti ha dovuto arruolare uno dei pochi maestri di taglio (pardon, di tagli, quando si dice la forza dell’abitudine!) presenti sul mercato, ossia quell’Enrico Bondi che già dal fisico asciutto s’indovina essere un grande tagliatore, a incominciare dalle proprie porzioni di cibo.  Materia delicata i tagli! Come eseguirli nel modo più incisivo e nel medesimo tempo meno doloroso possibile? Come, dove e quando tagliare?  Da dove incominciare?  Ecco la grande disciplina del futuro, per la quale, viste ormai le crisi ricorrenti, occorreranno sempre più esperti e dunque bravi insegnanti in grado di prepararli attraverso corsi e scuole che possano rilasciare alla fine degli studi il diploma, se non la laurea, di maestro di taglio, pardon di tagli.  A pena di cadere, qualora non si provvedesse subito a istituire tali corsi, in quella “macelleria sociale” denunciata ieri l’altro dal neo presidente della Confindustria Giorgio Squinzi e che tanto ha fatto arrabbiare Monti, il quale tutto si aspettava, dopo aver arruolato Bondi, fuorché di essere paragonato lui e i suoi collaboratori ai macellai.  I quali, beninteso, sempre maestri di taglio sono, anche se in maniera sanguinolenta. 

C’è poco da dire. Qui, signori miei, urgono corsi di taglio, pardon di tagli. Corsi, magari accelerati, a beneficio di politici e pubblici amministratori. Se tagli ci devono essere – e la prospettiva ormai è questa, visto che una crisi tira l’altra –, che almeno siano effettuati in maniera chirurgica e da gente preparata.  Se poi ai suddetti corsi di tagli si volesse aggiungere anche il cucito, tanto meglio.  Una volta appresa la tecnica, politici e pubblici amministratori potrebbero avvalersene per ricucire quel rapporto di fiducia con i cittadini da troppo tempo, ahimè, miseramente scucito.                           Piero Isola