settimana160712-Nuovo Dialogo

settimana 16 07 2012

IL FATTO

Cigni rubati in villa Peripato? 

Una bufala passata sotto silenzio

Nell’estate delle bufale, al Taranto in serie B si aggiunge quella dei cigni morti in villa Peripato. La scorsa settimana si era diffusa la notizia dell’uccisione di cinque cigni ad opera di ignoti che si erano introdotti di notte all’interno del parco cittadino  e dopo aver divelto una rete di protezione avevo fatto morire gli animali e rubato due uova delle stessa specie. 

Anche la nostra redazione online aveva dato la notizia. Ulteriori verifiche, un presupposto necessario nell’esercizio della professione giornalistica, però ci hanno portato su una strada diversa. Fedeli alla verità, anche quando significa doversi scusare con i nostri lettori per la prima velina, rivelatasi falsa e colpevolmente non appurata, abbiamo deciso, controcorrente, di andare in fondo alla vicenda. Così abbiamo scoperto che da circa un anno i cigni in villa sono due, dopo la morte di un terzo avvenuta per l’ingerimento di un ramo appuntito che ha provocato una lesione dello stomaco. Dei due uno è nero, l’altro bianco. 

Nessuna traccia degli altri, che non sono mai stati all’interno del laghetto. “Hanno screditato il nostro lavoro – si sfoga Nicola Rucci, uno dei metronotte che si occupa della sorveglianza della villa per conto del Comune – quando invece ci sforziamo di essere molto attenti, nonostante la carenza di personale. Basti pensare che c’è  soltanto uno di noi per tenere sott’occhio l’intero parco”. Sono state prelevate illegalmente cinque uova di pavone da un’altra gabbia, rubate tagliando la rete di ferro che delimita l’area dove si trovano i due esemplari. 

Su ciascuna recinzione sono presenti delle telecamere, che inquadrano esattamente la zona. Così sarebbe stato possibile capire chi ha preso i piccoli di pavone, ma le registrazioni non sono avvenute perché le telecamere non sono funzionanti. “Nella prima settimana in cui furono montate –racconta Rucci – c’era accesa una spia rossa che indicava il corretto funzionamento. Poi la spia si è spenta e non si è più riaccesa. Non posso averne assoluta certezza ma credo non funzionino da tempo”. 


OTIUM

Dai deserti ai ghiacciai: una mostra fotografica al Siddharta 

Arrivare nei posti più lontani del pianeta, stando sempre in città? In questa torrida estate tarantina si potrà grazie all’associazione di promozione sociale Eris, che in collaborazione con l’associazione culturale L’Impronta, presenta la mostra fotografica: “Dai deserti ai ghiacci ai, in cammino agli estemi del mondo”, che raccoglie le più belle foto scattate dall’astrofisico Gianluca Lombardi. Un talento nostrano, nato a Grottaglie, laureate nel 2004 in astronomia ed astrofisica a Padova, specializzatosi a Bologna, dal 2007 lavora all’European Southern Observatory di Santiago del Cile. La mostra è visibile da oggi, 16 luglio e fino al 4 agosto al Wine Bar Siddharta Jazz &Art, in via Massari 3, a Taranto, dale 12.30 alle 16.00 e dale 19.00 alle 00.30.   


ECCLESÌA

Monsignor Santoro risponde all'appello dei malati oncologici della provincia ionica

Negli scorsi giorni era apparso sui quotidiani locali un accorato appello dei malati oncologici rivolto all’arcivescovo Santoro, affinché si prodigasse per risolvere il problema del loro mancato trasporto verso i luoghi di cura.

Oggi la curia interviene in merito. “Vogliamo sottolineare – si legge in una nota del portavoce del pastore, don Emanuele Ferro - che abbiamo appreso della questione dai media locali, in quanto alla segreteria di monsignor Santoro non è pervenuta alcuna richiesta.

L'arcivescovo è addolorato per i disagi che questi malati sono costretti a subire nella loro già difficile condizione e assicura che è loro sempre vicino nella preghiera. La sofferenza dei malati oncologici non gli è oscura e, tantomeno, lo è quella dei loro familiari: a tutti desidera far sentire l'abbraccio della Chiesa di Taranto. Nel merito della questione, l'arcivescovo sa che si stanno cercando soluzioni idonee e confida nell'impegno delle istituzioni preposte affinché si giunga quanto prima ad una sintesi che tenga conto della delicatissima situazione e, a tal proposito, chiede agli enti locali di fare uno sforzo ulteriore, superiore a quanto normalmente possibile, affinché si possa alleviare almeno questo disagio”. 


AMBIENTE

YouTube Video


“La villa Peripato? Non è quello che si potrebbe immaginare”. Parola di operatori Amiu. Uno di loro, durante lo svolgimento delle sue abituali mansioni, ci ha raccontato come i tarantini vivono l’area verde al centro della città. 


SPORT, CALCIO

 

Tramonta la trattativa con Antonio Flora

 

Sembrava fatta. Ed invece no. Ancora una volta 

Taranto si rivela per quello che è. Incapace di fare squadra, intrisa di supponenza e divisionismo.

Facciamo un passo indietro: negli scorsi giornisi era fatta strada la più concreta tra le varie ipotesi di iscrizione al campionato di serie D, unico modo per ripartire da zero e provare a dimenticare i guai combinati dalla presidenza D’Addario. Fuori dai giochi sia Giove che Blasi, l’attenzione si è concentrata sul presidente del consorzio Asi, Emanuele Papalia, che si è prodigato per creare  quella che ha definito una “public company”, composta da 40 soci minori, intestatari di quote di 40mila euro ciascuno, e due investitori maggiori, disposti a sborsare 200mila euro a testa. Acquisito il primo dei due nomi, quello di Antonio Bongiovanni, ex presidente della Prisma, società  ionica dell’A1 volley, l’altra scelta era ricaduta su Antonio Flora, già presidente del Trani. Erano già pronti i nomi dell’allenatore, Pettinicchio, e del direttore sportivo, La Penna. Oggi, 17 luglio, ci sarebbe dovuto essere l’incontro decisivo tra le parti. Ma, a sorpresa, la trattativa è decaduta. Papalia e parte dei soci minori, non erano d’accordo sul dare carta bianca a Flora per quanto concerneva l’aspetto tecnico.  Eppure l’imprenditore, impegnato nella sanità privata, di calcio se ne intende parecchio. Potrebbero aver influito anche le rimostranze di parte della tifoseria, contraria a Flora perché di “matrice” barese.  Dunque si ricomincia a cercare in città un imprenditore disposto a mettere sul banco 200mila euro. Il tempo stringe e a noi sembra che si sia persa un’altra importante occasione di crescita e confronto. Sempre più autoreferenziale e chiusa in se stessa, la Taranto calcistica è ormai allo sbaraglio.