Settimana240912-Nuovo Dialogo

Settimana del 24 settembre 2012

“Può un vescovo tacere?”

Mons. Santoro  ribadisce la sua vicinanza ai cittadini che soffrono a causa dell’inquinamento e per l’incertezza del futuro

di Emanuele Ferro

Eccellenza, sul caso Ilva divenuto nazionale, la Chiesa di Taranto non ha fatto mancare la sua voce.

Come arcivescovo di questa diocesi è facile intuire che il problema tarantino, ora assunto a caso nazionale, oltre a rivestire il carattere di emergenza per via della paventata perdita dei posti di lavoro e del dilemma cruciale, direi illogico, della contrapposizione tra questo diritto e quello alla salute, rivela un tessuto cittadino e sociale frammentato. L’attività della Chiesa è nel ricordare, senza se e senza ma, che per la realizzazione degli uomini è necessario un ambiente sano e un lavoro dignitoso. Divisi non si realizza il bene comune. Le partigianerie rivelano “anime diverse” in città, ma anche interessi contrapposti. Questo non aiuta.

 Lei ha ribadite più volte che è necessario il ‘sacrificio’ di tutti per il bene di Taranto. Cosa vuole affermare?

In una catastrofe ambientale e sociale è impensabile che si ristabilisca lo status quo senza rivedere la scala delle proprie priorità. Bisogna che tutti rinuncino a qualcosa. Sicuramente al primo posto nella gerarchia delle responsabilità c’è l’azienda che deve sbilanciare sensibilmente i suoi profitti a favore delle bonifiche e dell’adozione delle migliori tecnologie disponibili. Di seguito, dopo gli interventi dello Stato, tutti gli enti e le istituzioni che anche marginalmente sono parte in causa.

 Qualcuno le ha rimproverato il fatto che i il suo impegno a favore degli operai metta in secondo piano il diritto alla salute?

 Non credo. Comunque sia, chi lo avesse fatto evidentemente non ha letto ciò che scrivo. Nella veglia di preghiera organizzata dalla diocesi il primo agosto scorso, oltre a parlare di doverosa solidarietà per gli operai, ho chiamato a raccolta tutti: un momento di preghiera della città per la città; erano presenti i sindacati e gli ambientalisti. Ho rivolto il mio saluto ai malati oncologici come ai bambini, come per gli operai. L’Ilva è un problema di tutti. Gli operai sono le prime vittime dell’inquinamento. La contrapposizione fra i due diritti della Costituzione, e principalmente per me, dei doni che Dio ci ha dato, è chiaramente un’opera perversa, diabolica nel senso etimologico del termine. Perseverando in questa guerra fra vittime non si scardinano i giunti che hanno tenuto chiusa la porta del futuro sostenibile e giusto cui i tarantini hanno diritto. Non sia più così. Come può un vescovo tacere di fronte ad un bimbo malato di leucemia come di fronte ad un padre disperato che non sa come pagare il mutuo della casa? Per questo continuo ad invocare l’unità! Questa posizione è la stessa di Papa Benedetto XVI e del Presidente Giorgio Napolitano.

 Nei giorni scorsi la Chiesa è stata tirata in ballo sulla questione Ilva - mazzette. Immagino un coinvolgimento increscioso, tant’è che lei è intervenuto con toni abbastanza secchi

 Chi scende nel campo di battaglia mette in conto qualche schizzo di fango. Io sono in diocesi dal 5 gennaio scorso. Posso affermare, però, che la realtà dei fatti non corrisponde a ciò che è stato ipotizzato, che la Chiesa, cioè, fosse stata a libro paga dei Riva. È assurdo pensarlo. Si trattava, così come le cifre pubblicate hanno chiarito, di piccole donazioni che, come per tutte le diocesi, arrivano anche alla Chiesa di Taranto da tante aziende così come da privati cittadini per sostenere il lavoro della stessa. Voglio ricordare il grande lavoro che facciamo a sostegno delle categorie sociali in difficoltà in special modo in questo grave momento di crisi economica. Attaccare la Chiesa è come pepare a dovere la minestra e voi giornalisti, me lo lasci dire, sapete come funziona il sistema. Ad ogni modo il tempo darà ragione di quello dico. Ciò che il mio predecessore riceveva dalle offerte, veniva subito donato ai poveri in opere di Carità. Personalmente sono abituato a risolvere le questioni con estrema chiarezza. Così ho ritenuto opportuno, per evitare qualsiasi malinteso, dichiarare che la diocesi di Taranto rinuncia, da ora innanzi, volentieri ad ogni offerta dell’Ilva, chiedendo contemporaneamente all’azienda di destinare almeno le stesse somme agli indigenti della città. Per la carità e per i poveri che quotidianamente bussano alle porte della Diocesi, faremo uno sforzo ulteriore di generosità con la collaborazione del nostro popolo, che è sempre molto sensibile ai più bisognosi.

 Come continuerà il suo impegno?

Continueremo ad essere presenti in questa vicenda. Con lo stesso stile; in quaresima ho detto, e lo riaffermo con sicurezza che dalla parte dei poveri e di chi soffre non si sbaglia mai.    L’ ho verificato durante i miei ventisette anni di missione in Brasile. Il cuore di Cristo è vicino a chi soffre e a chi ha bisogno. Il vescovo rispondendo con gesti di solidarietà concreta alla fame di Dio e alla fame di vita degna è il segno del suo abbraccio.


I 26 punti irrinunciabili di Legambiente per la riapertura dell’AIA concessa all’Ilva di Taranto 


I seguenti sono 26 punti che Legambiente ritiene irrinunciabili per ridurre nell'immediato il notevole impatto ambientale prodotto dallo stabilimento siderurgico di Taranto. Si tratta di un primo contributo che precede le osservazioni che l'associazione intende effettuare in relazione alla riapertura delle procedure di rilascio dell'AIA all'Ilva ed in continuità con quelle già precedentemente presentate. Non mancano alcuni punti ritenuti strategici per le sorti dello stabilimento

(scarica il file: 26 punti irrinunciabili per la nuova AIA  all'ILVA di Taranto)


Il pastore di Taranto ha fatto visita ai lavoratori dello stabilimento siderurgico

Foto gallery

"Filippo, Filippo, vescovo ci aiuti”. L’appello condiviso di un operaio ha accolto monsignor Filippo Santoro che ha raggiunto la fabbrica siderurgica per portare il suo sostegno ai lavoratori Ilva che protestano sull’altoforno 5 e sul camino 312. Lungo la via Appia, gli operai procedono in marcia per la manifestazione sindacale indetta da Fim Cisl e Uilm. 

Un sorriso di speranza si disegna sul viso dei lavoratori quando vedono scendere dalla macchina Sua Eccellenza, si apprestano a salutarlo, lo ringraziano. 

Dopo aver attraversato il mare di tute blu, monsignor Santoro ha superato i cancelli della dirigenza, dove lo aspettava il presidente dello stabilimento, Bruno Ferrante: “Siamo felici di questa sua visita.  La sua presenza in questo periodo è fondamentale per riuscire a smorzare le tensioni e le preoccupazioni”.
Dentro lo stabilimento siderurgico, grande una volta e mezza Taranto,  l’arcivescovo è venuto a portare la sua solidarietà, la sua vicinanza alle famiglie dei lavoratori. Nelle loro case, ieri è arrivata la decisione del gip, Patrizia Todisco, che ha detto no al piano d’interventi per il risanamento degli impianti inquinanti, proposto dalla proprietà dello stabilimento.
Arrivato davanti all’altoforno 5, il vescovo sarebbe voluto salire sulla passerella presidiata dai lavoratori, arrivare a 60 metri  di altezza, e lo avrebbe fatto se, per motivi di sicurezza, la Digos non avesse impedito al Pastore di Taranto di raggiungere gli operai, che hanno per un po’ sospeso il sit-in per raggiungerlo ai piedi dell’altoforno. 
Commossi e provati dalle ore di sciopero, i tre lavoratori che in rappresentanza hanno abbandonato il presidio, hanno accolto con felicità la visita del vescovo: “Vi porto l’abbraccio della Chiesa. Sono venuto fin qui per dimostrare la mia solidarietà. A voi e alle vostre famiglie. Mi raccomando – ha sottolineato – non mettete a rischio la vostra vita. Fate sentire la vostra voce, senza estremizzare”.
La visita dell’arcivescovo ha confermato l’attenzione della Chiesa locale per il caso, in questi giorni di tensione per il capoluogo ionico.
Fuori dallo stabilimento, intanto, gli operai hanno deciso di bloccare la statale Appia 100 e 106. Quarantaquattro ore di stop, fino alle 7 di sabato mattina.

“Devono rinforzare i finanziamenti. Altrimenti la decisione del gip porterà inevitabilmente alla fine della produzione. L’Ilva è come una nave da crociera, noi siamo i suoi passeggeri. Se questa nave affonda, per noi non ci sono scialuppe di salvataggio”. Silvano ha 42 anni e lavora in Ilva “da sempre”. Ha moglie e due figli piccoli. Nella sua testa si confondono idee e paure, il futuro è una grande incognita, come per tutti i lavoratori dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa. Il messaggio scritto su un lenzuolo, all’entrata della direzione, arriva deciso: "Senza lavoro, nessun futuro". Un grido a lettere cubitali.
“Il saluto del vescovo ci ha dato il coraggio di continuare a lottare per questa nostra situazione - continua – La sua visita ci ha rincuorato, ci sentiamo meno abbandonati”.

Presenti anche alcuni  esponenti del comitato dei ‘’Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’’ che hanno tenuto una conferenza stampa davanti la portineria dello stabilimento. “È arrivato il momento di opporsi a chi lascia gli operai nel dubbio e nell’insicurezza. Dobbiamo riprendere in mano la nostra vita, perché in questi anni non abbiamo avuto modo di esprimere il nostro pensiero”- chiosa Cataldo Ranieri, rappresentante del comitato, che esibisce con fierezza la sua maglietta gialla ‘’Sì ai diritti, no ai ricatti’’.

Lo sciopero continua. Fa caldo per essere una giornata di fine settembre. La visita del vescovo ha portato speranza tra gli operai: “Il vescovo è sceso nella nostra quotidianità. Non tutti sono stati disposti a farlo”.


ECCLESIA

Anche Taranto si prepara alla Gmg di Rio 2013

Domenica 30 settembre, nella parrocchia Spirito Santo di Taranto i ragazzi della nostra diocesi si avvieranno in un cammino spirituale verso il raduno in Brasile

Anche Taranto comincia a prepararsi in vista della Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013.  I ragazzi della diocesi ionica si avvieranno verso un cammino spirituale lungo un anno, che li condurrà all’incontro con il Santo Padre, già a partire da domenica 30 settembre nella parrocchia Spirito Santo. Dalle 9.30 e fino al pranzo i giovani vivranno momenti di preghiera, animazione e riflessione promossi dall’ufficio di pastorale giovanile in cui si alterneranno il vescovo cittadino, monsignor Filippo Santoro, che presiederà la Celebrazione Eucaristica e terrà una catechesi sul tema dell’annuncio, e don Claudio Barboni, direttore regionale del servizio per la pastorale giovanile, che informerà i ragazzi sulle iniziative correlate al raduno mondiale. Il tema scelto da Benedetto XVI per il prossimo incontro con i giovani riguarda la testimonianza e l’apostolato e prende spunto da un versetto del Vangelo di Matteo: “andate e fate discepoli tutti i popoli” (28,19). “II mio auspicio è – ha dichiarato monsignor Santoro rivolgendosi ai sacerdoti delle singole parrocchie ed ai responsabili di associazioni e movimenti giovanili - che siano in tanti coloro che, formandosi su questa parola del Signore, si rendano partecipi e responsabili discepoli dell’annuncio del Vangelo nella vita, sia partecipando alla Gmg in Brasile, sia vivendo intensamente questi momenti nella nostra arcidiocesi. Perciò desidero vivere alcuni momenti di preghiera e di formazione nello spirito della gioia che contraddistingue il mondo giovanile”. Questo incontro diocesano rientra nei tre cardini individuati dal servizio di pastorale giovanile come necessari per permettere che quella di Rio non sia soltanto una bella esperienza di fraternità e scoperta ma anche di incontro nuovo, consapevole e non solo emozionale, con Gesù Cristo. Primo punto da cui non si può prescindere per la preparazione è la preghiera, che l’arcivescovo di  Rio de Janeiro, monsignor Orani Joao Tempesta ha chiesto con insistenza, tanto che ogni secondo venerdì del mese nella grande diocesi brasiliana, i giovani si riuniscono per tutta la notte e fino all’alba nel santuario per chiedere a Dio il dono di una Gmg che si svolga secondo la Sua volontà ed anche la diocesi di Madrid e l’intero Portogallo si sono uniti a questa iniziativa. Secondo cardine è l’azione missionaria, che si concluderà nei giorni precedenti alla Gmg, quando tutte le diocesi brasiliane accoglieranno i pellegrini stranieri e con loro svolgeranno una missione popolare per le strade. Ultimo aspetto essenziale è l’impegno sociale: i giovani brasiliani si stanno impegnando nella lotta alla droga, un vero flagello per la loro realtà. Il comitato organizzatore di Rio sta per avviare dei percorsi di prevenzione rivolti agli adolescenti ed un centro di recupero per tossicodipendenti. La richiesta è che ciascuno, nel proprio Paese di origine, si impegni per sconfiggere una delle dipendenze più dilaganti tra le giovani generazioni. Preghiera, azione missionaria, impegno sociale: da qui si parte per arrivare a Rio.


I patroni della Gmg

Nostra Signora di Aparecida, “patrona della Chiesa e delle famiglie”, San Sebastiano, “soldato e martire della fede”, sant’Antonio de Santana Galvao, “testimone di pace e di carità”, santa Teresa di Lisieux, “patrona delle missioni” e il beato Giovanni Paolo II, “amico dei giovani”: sono questi i cinque patroni della Giornata mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro (23-28 luglio 2013). A renderli noti, nel corso di una celebrazione nel santuario mariano di “Nossa Senhora da Penha”, è stato l’arcivescovo di Rio de Janeiro, dom Orani João Tempesta, che guida anche il Comitato organizzatore locale (Col) della Gmg. “Si tratta - ha detto l’arcivescovo - di uomini e donne che, anche in gioventù, hanno saputo scegliere la parte migliore della vita: Gesù Cristo. La loro storia ci esorta a coltivare le virtù e a testimoniare a tutti che la santità è possibile nella vita reale”. A fianco dei patroni dom Orani ha elencato anche altre figure esemplari, quali “intercessori” della Gmg: santa Rosa da Lima, “fedele alla volontà di Dio”, santa Teresa delle Ande, “contemplativa di Cristo”, santa Laura Vicuña, martire della purezza, beato José de Anchieta, “apostolo del Brasile”, beata Albertina Berkenbrock, “virtuosa dei valori evangelici”, beata Chiara Luce Badano, “devota a Gesù”, beata Irma Dulce, “ambasciatrice della Carità”, beato Adílio Daronch, “amico di Cristo”, beato Pier Giorgio Frassati, “ardente di amore per i poveri e la Chiesa”, beato Isidoro Bakanja, “martire dello scapolare”, beato Federico Ozanam, “servo dei più poveri”, san Giorgio, “combattente del male”; santi Andrea Kim e compagni, “martiri dell’evangelizzazione”. “Sono santi e beati - commenta padre Eric Jacquinet, responsabile della sezione giovani del Pontificio Consiglio per il laici - che richiamano virtù come la grande fede, la carità, la gioia, la testimonianza, la missionarietà, l’amore verso i poveri, quanto mai attuali e necessarie. La speranza è che i giovani del mondo possano conoscerli più a fondo e seguire il loro esempio per prepararsi al meglio per le Giornate di Rio”.