Sinodo2012-Nuovo Dialogo

Intervento al Sinodo

Mons. Filippo Santoro

Arcivescovo di Taranto


Beatissimo Padre,

venerabili confratelli, fratelli e sorelle,

il Motu Proprio Porta Fidei afferma che è necessario mostrare in primo luogo ai cristiani e ai non cristiani Cristo come compimento di ogni desiderio e di ogni attesa del cuore dell’uomo (n. 13). Il cristianesimo si rivolge a quell’esigenza profonda di verità che costituisce il cuore dell’uomo, che è desiderio di Dio (Cfr. Ibid., n. 10). E la Chiesa ha da dire a ogni uomo una parola definitiva sulla vita e sulla morte, sul significato del mondo e della storia.

La Nuova Evangelizzazione ha sete di incontrare i cristiani ormai lontani e di dialogare con la cultura attuale del mondo. Ma il mondo molte volte non ha nessuna voglia di dialogare con noi e se lo fa è solo in battaglie da lui fissate secondo lo spirito del tempo.

Ma anche agli inizi dell’ Evangelizzazione nessuno aveva interesse a dialogare con i cristiani, con quella piccola schiera di uomini strani che credevano che un uomo crocifisso fosse risorto. Ma era proprio a questo mondo che essi si rivolgevano mostrando a chi li ignorava o li perseguitava l’ esperienza di una vita cambiata e la proposta della salvezza. A quel mondo non si rispondeva con un discorso, ma con il miracolo di una umanità trasformata. E anche chi proponeva il discorso, come il filosofo Giustino, dava allo stesso tempo la prova suprema del sangue: il martirio.

Uomini e donne, schiavi e padroni, ricchi e poveri erano incontrati da Cristo per mezzo del segno della Chiesa, dell’ unità che li raggiungeva attraverso un amico, attraverso la donna amata, il soldato, il centurione, lo schiavo, la donna convertita, la vergine, la madre di famiglia.

Per i cristiani distanti e per le persone che non si pongono il problema della fede e che seguono il loro cammino pieni di affanni e di incertezze ciò che colpisce è solo l’ incontro con un miracolo che, nella forza dello Spirito, tocca il cuore, cioè l’ affetto e la ragione.

Dopo 27 anni di missione e di servizio alla Chiesa in Brasile sono tornato in Italia, in una diocesi di antica evangelizzazione, in un contesto di diffusa e sentita religiosità popolare dove la fede è fortemente provocata dalla secolarizzazione. Per gli effetti inquinanti della più grande fabbrica siderurgica d’Europa, dodicimila persone (ventimila con l’indotto) rischiano di perdere il posto di lavoro, mentre molte altre persone già sono state vittime di tumori e di altre gravi malattie a causa della contaminazione ambientale.

La Chiesa non è stata a guardare, ma ha preso subito partito per la difesa della vita attaccata dalla diossina e da altre sostanze tossiche, ma ha anche difeso il lavoro che permette lo sviluppo della vita. Non avendo a disposizione una ricetta per la soluzione di questo grave problema, abbiamo offerto una presenza solidale e un sostegno concreto a quanti sono toccati dagli effetti disastrosi di questa triste alternativa in questo periodo di recessione economica mondiale. Non offriamo soluzioni, ma la vicinanza, consapevoli della missione di farci pellegrini accanto a chi soffre, favorendo il dialogo e la concertazione e il bene comune. Per questo ho visitato gli operai dell’ altoforno 5 che scioperavano a 60 metri d’ altezza ed ho incontrato gli ammalati di tumori, ho visitato la lega contro la leucemia, la sclerosi multipla, l’associazione nazionale tumori e altre associazioni, tra cui i bambini contro l’inquinamento.

Ma il conflitto rimane aperto e vediamo la profonda crisi umana e sociale di questo modello di sviluppo economico.

Gesù ha abbracciato il bisogno, si è messo dal lato dei poveri, dei piccoli, dei peccatori, degli esclusi. Li ha amati ed in questo ha rivelato il volto del Padre. Nel Motu Proprio Porta Fidei sta scritto:

La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino (Porta Fidei, n. 14).

La Nuova evangelizzazione vede uniti insieme l’annunzio della fede ela testimonianza della carità. E questo sia nella sfida delle povertà, vecchie e nuove, sia nel dramma della salute minacciata dall’ inquinamento e delle fabbriche che rischiano di chiudere. Nelle gioie e nel dramma della vita annunciamo la presenza di Cristo Risorto, la Sua vittoria sul male e sulla morte senza complessi di inferiorità e senza ansia di egemonia.

Dixi. Grazie!