Cinema

La magia di “Animali fantastici. I segreti di Silente”

Il terzo capitolo della nuova saga di J.K. Rowling, diretto da David Yates, ci riporta tra le stanze della scuola di magia dove abbiamo visto crescere Harry Potter

22 Apr 2022

di Sergio Perugini

Si torna a Hogwarts! Il terzo capitolo della nuova saga di J.K. Rowling, “Animali fantastici. I segreti di Silente”, diretto da David Yates, ci riporta tra le stanze della scuola di magia dove abbiamo visto crescere Harry Potter. La storia questa volta vede però protagonista Albus Silente accanto al magizoologo Newt Scamander. Cast inglese di grande richiamo a cominciare da Jude Law e Eddie Redmayne.

“Animali fantastici. I segreti di Silente”
Ci stiamo avvicinando progressivamente al periodo in cui è ambientata la saga di “Harry Potter”. Con lo spin-off “Animali fantastici” – a oggi tre film dal 2016 – J.K. Rowling insieme al regista David Yates (già firma dei titoli di “Harry Potter” a partire dall’“Ordine della Fenice”), con lo storico produttore David Heyman e la Warner Bros., sta raccontando il rapporto tra mondo magico e babbano nella prima parte del XX secolo, tra Stati Uniti e Inghilterra, una stagione che vede protagonisti i professori di Hogwarts negli anni giovanili giovani. In questo terzo episodio a fare da capofila non sono più solamente il magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) e il babbano Jacob Kowalski (Dan Fogler), perché entra in campo Albus Silente (Jude Law), in prima linea nel voler arrestare le mire dell’amico-nemico Gellert Grindelwald (Mads Mikkelsen, che subentra a Johnny Depp).

La storia. Siamo nel 1932, tra Vecchio e Nuovo mondo. Newt Scamander, su indicazione di Silente, si reca nel cuore della foresta cinese per recuperare un’antica e rarissima creatura, il qilin, che nel mondo magico viene utilizzata – date le sue proprietà divinatorie – per scegliere la guida internazionale della Federazione dei maghi. Sulle orme del qilin è anche il potente mago oscuro Gellert Grindelwald, che ambisce a impossessarsene per intestarsi un nuovo corso nel mondo dei maghi e dare finalmente battaglia ai babbani, una “minaccia” da estinguere…

Si entra facilmente in partita con il nuovo “Animali fantastici. I segreti di Silente”, anche rispetto ai due titoli precedenti. La storia inizia infatti a prendere maggiormente forma, a strutturarsi in maniera avvincente e stratificata, giocando inoltre su non pochi richiami con la saga portante di “Harry Potter”: ad esempio l’ingresso di Minerva McGranitt, il ritorno a Hogwarts con tanto di giro di note che riporta alla celebre colonna sonora di John Williams, così come il ruolo di Aberforth Silente, ecc.

Quello che colpisce maggiormente è la cura visiva-formale e un livello di effetti speciali mai così suggestivi e realistici, capaci di suscitare stupore e godimento. A rafforzare la potenza del racconto si unisce poi una riuscita caratterizzazione dei personaggi, che troviamo ancor più affascinanti e brillanti.

Se dunque c’è l’incanto, il fuoco d’artificio della magia visiva, a latitare purtroppo è il brivido. Manca a questo film – e forse alla saga tutta di “Animali fantastici”, per quello che si è visto –, un definito aggancio narrativo-emozionale pari a “Harry Potter”: lì c’era una perfetta armonia di forma e contenuto, di bellezza visiva e sostanza narrativa; un racconto dalla cornice fantastica ma dalla densità tematica, dal realismo, pari alla penna di Charles Dickens.

“I segreti di Silente”, che va detto è forse l’episodio più riuscito dei tre realizzati, risulta una magnifica e avvincente scatola dal contenuto però troppo esiguo. C’è spettacolo sì, ma non adeguata introspezione né metafora sociale.

 

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