Francesco

Corpus Domini: l’Eucaristia non è credibile se rimane un rito

Nell’Eucaristia Gesù non ci dà solamente la sua Parola, il suo Vangelo, ci dà anche il suo “corpo” per farci comprendere che il nostro incontro e la nostra comunione con Lui non passano attraverso le idee, ma attraverso la concretezza del dono di sé nella vita di tutti i giorni

foto Siciliani-Gennari/Sir
20 Giu 2022

di Paolo Morocutti

La Chiesa ci introduce nella solennità del Corpo e Sangue del Signore attraverso il sublime racconto del Vangelo di Luca, nel quale si fa riferimento al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. L’episodio narrato da Luca è una chiara allusione al mistero dell’Eucaristia. I termini che vengono utilizzati sono gli stessi che sono impiegati per descrivere l’istituzione dell’Eucaristia durante l’Ultima cena che Gesù ha mangiato con i suoi discepoli: prendere, rendere grazie, spezzare, dare. Dopo aver preso nelle sue mani quei pani e quei pesci, Gesù ringrazia il Padre che, anche nel poco, dimostra di essere vicino all’uomo. Poi spezza e dà. Quel gesto “eucaristico” per eccellenza celebra la moltiplicazione della vita. Un gesto che si ripete in ogni Eucaristia.

Lì Gesù si dona a noi nel suo Corpo e nel suo Sangue, rende cioè accessibile a noi la sua persona, e ci invita ad entrare in comunione con Lui, con la sua storia, la sua testimonianza, il suo vangelo. Gesù poi moltiplica il dono di sé tramite noi, chiamati a diventare a nostra volta pane spezzato per la vita degli altri, ossia sacramento di unità, di concordia, di amore e di condivisione. Nell’Eucaristia Gesù non ci dà solamente la sua Parola, il suo Vangelo, ci dà anche il suo “corpo” per farci comprendere che il nostro incontro e la nostra comunione con Lui non passano attraverso le idee, ma attraverso la concretezza del dono di sé nella vita di tutti i giorni. Il fatto che “tutti mangiarono a sazietà” ci dice che il Signore non vuole escludere nessuno e che la sua Chiesa dev’essere capace di proclamare il regno di Dio prendendosi cura di tutti e accogliendo tutti.L’Eucaristia non è credibile se rimane un rito, il ricordo di un fatto successo duemila anni fa. È invece credibile quando coinvolge tutta la nostra esistenza, un presenza potente, silenziosa e reale, capace di dare la vita a un mondo che troppo spesso giace nelle tenebre e nell’ombra della morte, ma che ogni giorno, in ogni altare e in ogni tabernacolo, è visitato dalla sua presenza viva e vivificante. Senza l’Eucaristia, nella quale incontriamo il cuore misericordioso del Padre che ci illumina e ci vivifica, la nostra esistenza non troverebbe un senso duraturo, poiché niente fra le cose create potrà mai saziarla in maniera definitiva. Qualsiasi cosa si abbracci, essa lascerà sempre un vuoto dentro di noi.

 

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