Emergenze sociali

Rossini (Alleanza contro la povertà): “Stipendi e pensioni da fame: troppe persone sono a rischio”

“Il problema non è il Reddito di cittadinanza ma che i salari sono molto bassi. Questa è la vera questione”: afferma il portavoce dell’Alleanza contro la povertà in Italia

foto Sir/Marco Calvarese
14 Lug 2022

di Alberto Baviera

“L’acqua si è troppo alzata, qualcuno rischia di annegare”. Usa questa immagine Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza contro la povertà in Italia, per descrivere la situazione di tanti italiani alle prese non solo con rincari diffusi, dalle bollette di luce e gas ai prezzi di molti generi di prima necessità, ma anche con stipendi e pensioni che, per via dell’inflazione, limitano il potere di acquisto. L’Inps lunedì ha diffuso il dato secondo cui per un terzo dei pensionati l’assegno è inferiore ai 1.000 euro al mese mentre pochi giorni fa è stato l’Istat a certificare che, in Italia, uno stipendio su tre non raggiunge i 1.000 euro mensili. Anche per questo si è tornato a parlare di un Paese di lavoratori poveri e che, in prospettiva, saranno anche pensionati poveri.

Come valutate la situazione?
Mi lasci prima fare una considerazione. C’è stato ancora una volta un attacco al Reddito di cittadinanza per dire che i lavoratori non percepiscono neanche quello. Il problema non è il Reddito di cittadinanza ma che i salari sono molto bassi.

Questa è la vera questione. I dati statistici confermano che rispetto alla media europea l’Italia ha retribuzioni inferiori rispetto agli Stati – Francia, Germania, Austria, la stessa Spagna – con cui amiamo confrontarci. Per cui il problema non è il RdC che interviene sulla linea della povertà assoluta, stabilità dall’Istat con un incrocio di variabili – componenti del nucleo famigliare, area e tipologia del Comune di residenza. I famosi 500 euro del RdC per persona sono la soglia della povertà assoluta media. Il problema non è la coerenza dell’importo del Reddito di cittadinanza con il dato Istat ma l’incoerenza del salario o dello stipendio medio.

È sotto gli occhi di tutti che i livelli di salari e stipendi non sono coerenti con il livello di vita in Italia.

In molti temono un “autunno caldo”. Condivide la preoccupazione?
In prospettiva futura, nell’autunno del 2022, non sarà più sufficiente il Reddito di cittadinanza. Abbiamo calcolato che la crisi generata dalla guerra in Ucraina inciderà, in media, per circa 2mila euro l’anno a famiglia. Il dato potrebbe essere di 1.500 euro per le famiglie più povere e 2.500/3.000 per quelle più ricche. In ogni caso, si tratta di circa uno stipendio in più che andrà speso per riscaldamento, generi alimentari considerata un’inflazione che si attesterà – par di capire – all’8%. Per chi lavora affrontare questo aumento è un conto mentre chi percepisce semplicemente il Reddito di cittadinanza avrà dei problemi.

Si continua a parlare di taglio del cuneo fiscale, salario minimo, rinnovi dei contratti… Cosa serve per invertire la tendenza?
Bisognerebbe riprendere un tema che negli anni ‘50 e ‘60 è stato un cavallo di battaglia dei partiti politici e che ora si è completamente dimenticato: la redistribuzione del reddito. È evidente che per qualcuno sta aumentando significativamente la ricchezza, i dati di Oxfam lo certificano con chiarezza. Aumentano i ricchi ma aumentano pure i poveri, questo significa che c’è un maggiore distanziamento sociale, la forbice si amplia. E l’unico modo per recuperare sul distanziamento sociale è la redistribuzione dei redditi. Anche se sembrano temi demodé, forse dobbiamo tornare a parlarne.

E invece…
Si continua ad attaccare i poveri, una cosa che mi stupisce. Ma perché si vuole sempre umiliare i poveri, attaccando il Reddito di cittadinanza? È inaccettabile che i poveri vengano trattati come furbetti o “divanisti”; per carità, qualcuno ce n’è, ma se vengono scoperti vuol dire che c’è anche lo strumento per individuarlo. Siamo i primi a dire che il RdC va riformato, abbiamo presentato 8 proposte. Ma non si può continuamente attaccare i poveri e dire che, in Italia, il problema sono loro.

Noi osserviamo drammaticamente che aumentano i prezzi di qualunque prodotto e il Reddito di cittadinanza non è più coerente con il potere di acquisto in questo Paese. Per questo è necessario riformalo per renderlo adeguato.

Stiamo parlando, secondo i dati dell’Istat, di 5 milioni e mezzo di cittadini in povertà assoluta, quasi un italiano su dieci. Nel nostro Paese la povertà è un problema ma non è che togliendo il RdC risolviamo i problemi di tutti, certamente aggraviamo quelli dei poveri. Sembra che il problema siano i poveri, ma la questione vera è un’altra…

Quale?
C’è un problema legato al lavoro in sé, che siano le politiche attive o i salari. Ancora ultimamente ci sono state affermazioni di imprenditori che dicono di non riuscire a trovare i lavoratori in una situazione nella quale contemporaneamente diamo il Reddito di cittadinanza: il problema, però, è vedere qual è l’offerta lavorativa, il salario, gli orari, le condizioni…

Dall’incontro tra Governo e sindacati è emerso che prima della pausa estiva sarà approvato un nuovo decreto per sostenere salari, pensioni e redditi delle famiglie…
Bisogna intervenire subito, perché ci sono persone che sono borderline sulla soglia della povertà e che rischiano di finire sotto.

Se, mediamente, ogni famiglia quest’anno dovrà spendere 2mila euro in più e chiaro che un bonus di 200 euro è meglio che niente. Ma è ovvio che occorre un riequilibrio di tutto: salari, stipendi, redditi, sussidi. Serve ridare equilibrio, altrimenti avremo tante persone che si ritroveranno sotto la soglia di povertà.

Leggi anche
L'argomento

Infortuni e lavoro nero, Mosseri (Anmil): “L’insicurezza investe un sistema retto su pratiche sleali

Lavoravano in nero Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine, i due operai morti precipitando dal cestello di una gru a Palermo, mentre eseguivano delle opere in un appartamento al decimo piano di uno stabile. Dai primi accertamenti degli investigatori, confermati anche dalle testimonianze dei familiari delle due vittime, non avrebbero avuto alcun contratto e […]

Lo sport tra benessere e inclusione: costituito un ‘tavolo’ per il settore

I Giochi del Mediterraneo, previsti in estate, impegnano Taranto a occuparsi non solo di organizzazione e accoglienza, ma anche di definire le future modalità di gestione degli impianti e degli spazi urbani realizzati e riqualificati per l’occasione. A questo scopo, lunedì scorso, nella sede dell’Università in via Duomo, vi è stato un primo momento tecnico-istituzionale […]

Kahlout (giornalista palestinese): “Senza luce e internet, così informiamo il mondo da Gaza”

“Ho fatto richiesta di rientrare a Gaza perché non c’è alcun posto nel mondo come la propria Patria. E la mia Patria ha bisogno dei suoi figli”. Safwat Kahlout è un giornalista palestinese di Gaza: nel suo Paese ha lavorato a lungo per alcune delle principali testate internazionali – tra cui New York Times, Guardian, […]
Hic et Nunc

Trump attacca Leone XIV: le parole del presidente della Cep

Mons. Giuseppe Satriano, a nome della Conferenza episcopale pugliese, esprime profonda indignazione e ferma condanna per le dichiarazioni del presidente Usa

Martina Franca, Ernesto Maria Ruffini alla Cristo Re

Venerdì 17 aprile (alle ore 18:30), Ernesto Maria Ruffini sarà a Martina Franca nella sala del ‘Cantico delle creature’ della parrocchia Cristo Re per presentare il suo ultimo libro ‘Più uno. La politica dell’uguaglianza’, edito da Feltrinelli. Converserà con l’autore Giuseppe Sangiorgi, già direttore del Popolo, quotidiano della Dc, e attualmente esponente di punta del […]

A Crispiano, il Giubileo dei bambini e dei ragazzi

A Crispiano, nell’ambito delle celebrazioni dell’anno giubilare per i duecento anni della sua fondazione, la parrocchia di Santa Maria della neve (parroco, don Michele Colucci) organizza per domenica 19 aprile il ‘Giubileo dei bambini e dei ragazzi’ . Il programma prevede alle ore 9 dalla parrocchia Santa Maria Goretti la partenza dei bambini e dei […]
Media
16 Apr 2026