Congresso eucaristico nazionale

La domenica del Papa – Il Pane eucaristico

Il sogno di Francesco: “una Chiesa eucaristica” capace di essere accanto ai tanti Lazzaro che troviamo lungo le nostre strade, “asciugando le lacrime di chi soffre”

foto Siciliani-Gennari/Sir
26 Set 2022

di Fabio Zavattaro

Una porta, quasi semplice velo li separa. Fuori, sulla strada, c’è un uomo che tende la mano per fame, per miseria; che si accontenta di raccogliere le briciole che cadono dal tavolo dell’altro uomo “vestito di porpora e di bisso”. Fuori c’è Lazzaro è un mendicante “coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi … perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe”, leggiamo il Luca. Nella casa abita un ricco mercante che l’evangelista indica solo con un aggettivo – “ricco” – perché, afferma il papa, “ha perduto il suo nome e la sua identità è data solo dai beni che possiede. Com’è triste anche oggi questa realtà, quando confondiamo quello che siamo con quello che abbiamo, quando giudichiamo le persone dalla ricchezza che hanno, dai titoli che esibiscono, dai ruoli che ricoprono o dalla marca del vestito che indossano. È la religione dell’avere e dell’apparire, che spesso domina la scena di questo mondo, ma alla fine ci lascia a mani vuote”.
È a Matera, la città del pane, papa Francesco, chiude il 27° Congresso eucaristico nazionale, e la sua riflessione sul brano di Luca, prende spunto dal Pane eucaristico, che “crea condivisione, rafforza i legami, ha gusto di comunione”. Il ricco della parabola pensa solo al proprio benessere, a soddisfare i suoi bisogni e godersi la vita: “soddisfatto di sé, ubriacato dal denaro, stordito dalla fiera delle vanità, nella sua vita non c’è posto per Dio perché egli adora solo sé stesso”. Non così Lazzaro, il nome significa “Dio aiuta”, il quale “pur nella sua condizione di povertà e di emarginazione, egli può conservare integra la sua dignità perché vive nella relazione con Dio” che è “la speranza incrollabile della sua vita”.
Francesco mette in guardia dall’adorare noi stessi, moriremmo “nell’asfissia del nostro piccolo io; se adoriamo le ricchezze di questo mondo, esse si impossessano di noi e ci rendono schiavi; se adoriamo il dio dell’apparenza e ci inebriamo nello spreco, prima o dopo la vita stessa ci chiederà il conto”. Mentre quando adoriamo il Signore Gesù “riceviamo uno sguardo nuovo anche sulla nostra vita”.
Il ricco del Vangelo non ascolta il grido silenzioso del povero alla sua porta. Solo alla fine della vita, all’inferno, leggiamo in Luca, vede Lazzaro accanto a Abramo al quale chiede di mandarlo “a intingere nell’acqua la punta del dito per bagnarmi la lingua”. Una goccia d’acqua come le briciole della ricca mensa. Abramo risponde: “tra noi e voi è stato fissato un grande abisso”, un muro invalicabile come la porta che li divideva nella vita.
Viene alla mente la notissima poesia di Totò – “a livella” – in cui il nobile marchese di Belluno e Treviso si lamenta perché vicino a lui è stato sepolto l’umile e povero netturbino; Totò fa rispondere il netturbino che dice: le pagliacciate delle differenze, delle distanze le fanno solo i vivi “nuje simmo serie… appartenimmo à morte”.
Una parabola – Lazzaro e il ricco epulone – che è ancora storia dei nostri giorni, afferma il vescovo di Roma: “le ingiustizie, le disparità, le risorse della terra distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti nei confronti dei deboli, l’indifferenza verso il grido dei poveri, l’abisso che ogni giorno scaviamo generando emarginazione, non possono lasciarci indifferenti”. L’Eucaristia “è profezia di un mondo nuovo”, e la presenza di Gesù impegno “perché accada un’effettiva conversione”: dall’indifferenza alla compassione; dallo spreco alla condivisione, dall’egoismo all’amore, dall’individualismo alla fraternità”.
Il sogno di Francesco: “una Chiesa eucaristica” capace di essere accanto ai tanti Lazzaro che troviamo lungo le nostre strade, “asciugando le lacrime di chi soffre”. Una chiesa comunità che chiede pace in Ucraina, in Myanmar, da dove è giunto il grido di dolore dei bambini morti in una scuola bombardata – “si vede che è di moda bombardare le scuole oggi”. La guerra, dice il cardinale Matteo Zuppi salutando il papa, “brucia i campi di grano, toglie il pane e fa morire di fame, trasforma i fratelli in nemici. Quelli che hanno la tavola imbandita e mandano a fare la guerra i poveri”. Una chiesa, afferma ancora papa Francesco, capace di guardare ai migranti che “vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati”. Una chiesa, quella in Italia, alla quale osa chiede “più nascite, più figli”.

Leggi anche
Ecclesia

Nel mare della storia: il tesoro che ridisegna la vita

Un campo ordinario può custodire un tesoro. Una ricerca paziente può condurre alla perla capace di cambiare il valore di ogni altra cosa. Una rete gettata nel mare può raccogliere, senza distinzione, pesci di ogni genere. Nelle immagini semplici del lavoro, del commercio e della pesca, Gesù racchiude la grandezza del Regno dei cieli: una […]

In città vecchia, festa di Sant’Anna e San Gioacchino

È iniziato ieri, giovedì 23, nella chiesa intitolata a Sant’Anna in largo Civitanova (città vecchia) il triduo di preparazione alla festa di Sant’Anna e San Gioacchino,  genitori della Vergine Maria e nonni del Signore Gesù, a cura dell’Opera Pia Ancelle di Sant’Anna, della confraternita dell’Addolorata e della parrocchia basilica cattedrale. Fino a sabato, santo rosario […]

San Lorenzo da Brindisi: la nuova comunità dei frati cappuccini

Il provinciale dei frati francescani cappuccini, fra Ruggiero Doronzo, ha annunciato la nuova composizione della comunità cappuccina della San Lorenzo da Brindisi, a Taranto: padre Pietro Gallone, parroco; fra Massimiliano Carucci, vicario parrocchiale ed economo; fra Severino Ciannella, confessore, e fra Marco Mascolo, collaboratore parrocchiale. Quest’ultimo, originario di Barletta, proviene dalla fraternità cappuccina di Montescaglioso […]
Hic et Nunc

Al Museo un mostra sui “Giochi”: dall'Atleta di Taranto a Iacovone

“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è il titolo della mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo. Presentata dalla direttrice Stella Falzone, la mostra 25 luglio al 10 gennaio 2027, celebra i Giochi del Mediterraneo, a poche settimane, tra l’altro, dal […]

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del “dopo”. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

San Lorenzo da Brindisi, un pieno di energia d’amore

Martedì 21 luglio, memoria di san Lorenzo da Brindisi, nell’eucarestia presieduta dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Puglia, fra Ruggiero Doronzo, è stata evidenziata l’organizzazione mentale del santo frate, formatasi attraverso lo studio capillare della Glossa ordinaria, un commentario biblico composto di rimandi.  Una rete di collegamenti biblici che, grazie anche alle sue capacità […]
Media
26 Lug 2026