Editoriale

21 dicembre: “pensieri sparsi sul Natale”

21 Dic 2022

di Emanuele Ferro
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21 dicembre

Pensieri sparsi
«Sono in massa» è una frase che si sente dire spesso anche da adolescenti volenterosi che cominciano il loro percorso di aumento della massa muscolare anche compiendo sacrifici fisici e alimentari non indifferenti. Ore di allenamento, sedute contemplative davanti allo specchio per osservare i risultati. Si tratta di un universo che appassiona tanti giovani e non solo. Alcuni si aiutano con scorciatoie “chimiche” o meglio, con qualcosa in più di un integratore alimentare. E poi levatacce, garage trasformati con panche, bilancieri, tapis roulant, cardiofitness, tone. Ovviamente se si dovesse esprimere un giudizio verrebbe da mettere in guardia dalla cura smodata per l’aspetto esteriore. È il cavallo di battaglia di molti cattolici occidentali pluridecorati: «È più importante l’essere che l’apparire». Niente di più stucchevole e noioso, avamposto del partito dei bruttarelli ma belli dentro, sempre pronti ad offrire una parola sconfortante per tutti.

Il bandolo della matassa
La verità è un’altra. Tante energie e sacrifici per l’aspetto fisico ci devono far chiedere perché invece il Vangelo non appassioni più gli animi giovanili. I giovani non hanno paura del sacrificio e non sono barricati in confort zone di prudenza quando qualcosa per loro ha fascino. Sono disposti a mettersi in gioco. Sappiamo bene che imparare a perdonare, educare al rispetto, affinare il proprio cuore per accordarlo in Dio, consta di esercizi quotidiani, di sollevamenti e di trasporto di pesi. Il Natale è un viaggio notturno, è un’avventura piena di rifiuti. È l’abbraccio di due giovani che stanno vivendo un amore incompreso ma per loro irrinunciabile. È una notte fredda di ragazzi rimasti fuori di casa che cercano un posto in cui scaldarsi e dare alla luce il loro bambino che sanno già essere un enigma e un problema per molti, ma è il loro bambino. Che cosa c’è di più giovanile di questo? Qualcuno deve pur dire che tanto allenamento serve per trascinare l’asinello che trasporta Maria incinta e che tutti quei muscoli sono sprecati per il solo specchio della palestra o per i reel quotidiani!

Intanto la Chiesa oggi canta:
O Astro che sorgi,
splendore della luce eterna,
sole di giustizia:
vieni,
illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

O Oriens,
Astro che sorgi,
è un’invocazione meravigliosa di un’era nuova.
La vita è fatta di inizi, di astri che sorgono,
di albe che annunciano opportunità e che parlano di una luce eterna,
quella che non si spegnerà mai.

Astro che sorgi,
mettimi in piedi,
mettimi in viaggio,
sono stanco di giacere al buio.
L’ombra della morte è una vita che non si apre
all’avventura del Natale.  

 

 

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