Disabilità

ExpoAid 2023, il ministro Locatelli: “Da qui ripartiamo per un piano nazionale sulla disabilità”

foto Ansa/Sir
25 Set 2023

di Riccardo Benotti

“Rimini è stato un punto di incontro per tutte le persone che si occupano di disabilità nei diversi contesti: dal mondo del terzo settore all’associazionismo, dallo sport alla cultura, dalle persone stesse con disabilità alle istituzioni a tutti i livelli. Mi auguro che l’evento che abbiamo vissuto possa unire ancora di più questo mondo su alcuni punti fermi, per invertire l’ordine di priorità che spesso ci vede in fondo alla lista delle cose da fare”. Il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, parla a conclusione dell’evento che ha visto riunite nel capoluogo romagnolo oltre duemila persone per ExpoAid 2023 sul tema “Io, persona al centro”.

Da Rimini si riparte per definire un piano di azione?
Abbiamo capito dove siamo arrivati e cosa dobbiamo fare. Quanto emerso in questi giorni sarà fondamentale anche per l’osservatorio nazionale sulla condizione di vita delle persone con disabilità, che presiedo e che sarà totalmente rinnovato. Il prossimo piano nazionale sulla disabilità sarà operativo: non un trattato di filosofia, ma una risposta concreta alle esigenze delle persone. Per farlo era fondamentale che le linee guida su cui lavorare fossero condivise e accogliessero le voci del territorio. Il piano sarà decisivo per la programmazione dei prossimi anni e avrà la firma del presidente della Repubblica. È un documento di grande importanza.

ExpoAid è stata l’occasione per dare la parola a tante realtà diverse.
Tutti devono avere la possibilità di portare il loro contributo. Abbiamo voluto dare spazio alle esperienze della disabilità in tutte le aree di intervento della vita quotidiana. L’evento ha avuto una dimensione seminariale per preparare le linee guida e una dimensione espositiva per far capire che ci sono davvero in Italia tante buone pratiche da condividere con esempi di progetti di inclusione e innovazione. C’è stata la festa serale al porto, che non è stato un evento banale ma ha coinvolto direttamente i ragazzi con disabilità intellettive, relazionali e di altro tipo. Hanno mostrato a tutti i talenti che possiedono, le competenze che mettono in campo ogni giorno. Il lavoro teorico intorno al tavolo si è unito alla divulgazione, abbiamo raccontato il valore di ogni persona.

Si augura una svolta culturale?
Assolutamente sì. È uno sforzo da fare a livello istituzionale – nazionale, regionale e comunale – per quel che concerne il tema della co-programmazione e della co-progettazione, ma anche del voler investire sugli altri e credere che ognuno abbia le potenzialità. Nei percorsi scolastici, di formazione, di lavoro, di inclusione. Ma anche nella dimensione privata, in cui troppo spesso registriamo ancora situazioni spiacevoli che vedono protagonisti i pregiudizi. Abbiamo bisogno di uno sguardo rinnovato.

Dopo Rimini si torna a lavorare sui decreti attuativi della legge delega?
Lavoriamo intensamente perché abbiamo delle scadenze importanti. Due decreti sono già stati portati al Consiglio dei ministri e stanno seguendo il loro iter parlamentare: la riqualificazione degli enti locali dal punto di vista dell’accessibilità e l’istituzione della figura del garante nazionale per le persone con disabilità. Adesso abbiamo due decreti, quelli più importanti, che sono stati definiti in bozza dai tavoli di lavoro. Si tratta del progetto di vita e della valutazione di base. Inoltre, abbiamo iniziato un’attività di concertazione con gli altri ministeri, che è importante dal punto di vista economico e di condivisione dei percorsi.

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