Natale a Taranto

In cattedrale concerto conclusivo del Natale in città vecchia

05 Gen 2024

di Angelo Diofano

Sabato 6 gennaio nella Basilica Cattedrale San Cataldo, dopo la processione di Gesù Bambino (“Bammine all’erta”) dalla chiesa di San Domenico e la santa messa delle ore 11.30 celebrata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, il coro di voci bianche della Cattedrale, formato dai bambini residenti nella Città vecchia, e la banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, terranno un concerto con le musiche e i canti tradizionali del Natale tarantino, già eseguiti durante la novena di Natale svolta in città vecchia dal 16 al 24 dicembre scorsi con grande coinvolgimento di tutti gli abitanti e visitatori. Nel concerto, cui parteciperanno il soprano Daniela Abbà e il baritono Mario Patella, saranno riproposte inoltre alcune pastorali tarantine “dimenticate”, trascritte per organico moderno dal maestro Gregucci. I brani saranno registrati per essere diffusi sulle piattaforme on-line, rendendoli così fruibili ad una più ampia platea di ascoltatori e cultori.

Media partner del concerto, Nuovo Dialogo.

La tradizione della Novena di Natale un tempo si viveva nei vicoli, nei pressi delle edicole sacre, e in alcune case, davanti al presepe o alla statua del Bambinello, spesso posizionato sotto un’artistica campana di vetro. Dopo alcune pastorali natalizie dei più noti autori tarantini quali Ippolito, Battista, De Benedictis ecc., gli strumentisti accompagnavano il coro di bambini nell’esecuzione di canti della tradizione natalizia. Non poteva mancare il popolare “Tu scendi dalle stelle” di Alfonso Maria De’ Liguori ma ancor di più “Dalle celesti sfere”, il cui testo è attribuito da Alfredo Nunziato Majorano a mons. Giuseppe Ricciardi, già padre spirituale delle confraternite della SS. Trinità e del Carmine, poi divenuto vescovo di Nardò. Il tutto si concludeva con il canto delle litanie (“‘U Kirieleise”), per concludersi con l‘accenno di una musica popolare. Quindi, l’atteso quanto sobrio rinfresco offerto dal padrone di casa a base di pettole, sanacchiùtele e buon rosolio.

Negli anni Ottanta un gruppo di musicanti volle riproporre la tradizione su iniziativa fu del trombettista Tonino Rosa, già componente della banda “Santa Cecilia”, che vi partecipava sin da piccolo negli anni cinquanta, nel coro dei bambini e successivamente come musicante nel complesso bandistico “Combattenti”. Tornato da Torino (dov’era emigrato per motivi di lavoro) per lavorare al centro siderurgico, a metà degli anni ottanta radunò un gruppetto di giovani suonatori e di piccoli coristi per la Novena in Città vecchia. Le edicole visitate erano nei siti seguenti: via Di Mezzo, largo Chiappino, IV palazzina Iacp (via Garibaldi), discesa Vianuova, vico Crocifisso, largo San Nicola, via Porto, via Cava, chiesa San Domenico, largo Candelli, arco San Martino, arco Madonna del Pozzo, largo Santa Teresa. L’accoglienza fu oltre ogni aspettativa ma l’inarrestabile degrado edilizio e sociale e lo spopolamento del vecchio quartiere di quegli anni fecero daccapo sparire questa bella tradizione e che ora, in un contesto decisamente migliore e grazie alla parrocchia della basilica cattedrale e al suo parroco mons. Emanuele Ferro, è tornata a vivere.

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