Inclusione

Penny Wirton: a scuola di umanità camminando insieme verso un domani migliore

foto Pasqualin-Sir
17 Lug 2024

di Giovanna Pasqualin Traversa

L’aria gioiosa che si respira è quella di una grande e coloratissima famiglia: studenti immigrati e insegnanti da Bari, Bologna, Brescia, Castel Volturno, Faenza, Fara Sabina, Fidenza, Forlì, Frascati, Lanciano, Latina, Manziana, Milano, Monterotondo, Napoli, Padova, Parma, Pinerolo, Sassari, Settimo Torinese, Siena, Torino, Trento, Viterbo, Trieste. Circa 200 i partecipanti alla settima assemblea annuale della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, che si è svolta lo scorso 15 giugno nella sede romana di Casal Bertone: 130 in presenza e oltre una cinquantina collegati da remoto. Una grande famiglia che si riunisce festosa nell’ampio locale adibito a scuola dove ogni particolare – dai libri ai materiali didattici, dai giochi linguistici ai pelouche per i bambini che accompagnano le mamme a lezione – parla di cura e attenzione per l’altro.

“Sentiamoci parte di una famiglia”, esordiscono Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi, marito e moglie che 16 anni fa hanno fondato la prima Penny Wirton in un locale della parrocchia di San Saba, partendo con tre insegnanti. Da allora le scuole si sono moltiplicate in tutta Italia; ad oggi sono oltre 60 “ed ogni volontario che viene ci arricchisce. Noi puntiamo tutto sulla qualità della relazione umana”, sottolinea Eraldo, prima di dare la parola ad alcuni alunni che si presentano mostrando la velocità con la quale apprendono la nostra lingua. Quindi prendono il via quattro tavoli tematici. “Stile didattico alla Penny Wirton” – perché qui non si parla di metodo, ma di stile – il primo. Senza nascondersi le difficoltà di insegnare anche a chi non è scolarizzato nella propria lingua madre, i docenti – tutti volontari – parlano di insegnamento destrutturato e assenza di voti e si soffermano su quattro parole d’ordine: persona, empatia, accoglienza, inclusione.

“Testimonianze migranti” il secondo tavolo, molto partecipato e che ha dato voce agli studenti: tra loro Baili, 35 anni, della Guinea; la nigeriana Vivian che ha lasciato i suoi bambini nel villaggio ma sogna di portarli un giorno in Italia; Jessica, brasiliana; altri in fuga da guerre o situazioni difficili. “Che cosa sto imparando dalla Penny Wirton”, il terzo tavolo. Parola ancora agli insegnanti che ricordano come “momenti più belli” il sorriso degli alunni al momento della merenda, il ballo con gli allievi, l’emozione di spiegare capolavori della letteratura italiana come il Cantico delle creature a giovani pakistani o egiziani che devono affrontare l’esame di terza media, la “solita allegra confusione”, il saluto affettuoso tra ragazzi che si riconoscono. Unanime la “riconoscenza nei confronti di Anna Luce ed Eraldo che hanno messo in piedi questo miracolo: una scuola che accoglie tutti e permette ad ognuno di noi di resettarci come davanti ad uno specchio”. C’è chi dice di avere scoperto il vero senso dell’insegnamento, chi ha imparato ad entrare in contatto con l’alunno che ti sta di fronte.

“Vedere i ragazzi dei licei che si rapportano ai ragazzi africani, e viceversa, è bello e dà speranza”, aggiunge un altro. Suor Loredana Corazza, salesiana di Milano, afferma che la Penny Wirton l’ha fortificata nella sua vocazione e le ha insegnato ad accogliere e valorizzare le persone: “Don Bosco voleva che le Figlie di Maria Ausiliatrice si prendessero cura dei ragazzi più poveri”. La gioia più grande? “Il sorriso, il grazie, l’abbraccio dell’alunno”. Padre Filippo, missionario comboniano dell’associazione Black & White di Castel Volturno e amico della Penny Wirton di Roma, spiega che l’incontro personale abbatte la paura e il pregiudizio: “Di fronte non ho un immigrato, ma un fratello o una sorella con un nome e una storia”. “Se vogliamo abbattere ancora di più le barriere la strategia è invitarci a casa a mangiare.

Se per te una persona è importante vai a trovarla a casa e ci mangi insieme”.
Eraldo sottolinea che è strategico “passare il testimone per proseguire la corsa”. E il riferimento è ad Emily, quindicenne liceale di Latina che, insieme ad altri, ha di recente fondato nella sua città la Penny Wirton, dopo aver visto il film “Io Capitano di Matteo Garrone. “Lì – spiega dopo avere partecipato al quarto tavolo, “Ho fatto un sogno che vorrei trasformare in progetto” – è nato il sogno di creare un progetto capace di rendere i miei coetanei più consapevoli riguardo alla migrazione, molti sono indottrinati dagli stereotipi. Credo che l’educazione nelle scuole, a partire dalle elementari, sia fondamentale per creare una società più inclusiva”.

Ma c’è anche chi sogna di insegnare nelle carceri “creando collegamenti con educatori che già operano al loro interno”, oppure di “creare una mappa dei bisogni collegata con un centro di volontariato territoriale di riferimento per rispondere alle domande di logistica o di tipo burocratico poste dagli studenti”. “Siamo una potenza – dice Eraldo -; in tutta Italia coinvolgiamo migliaia di persone. Dipende da noi realizzare i sogni”. “Ciao! Come ti chiami? Come stai? Bene grazie”.

Anna Luce suggerisce di “imparare dai nostri allievi queste semplici frasi di saluto” e di avviarne la trascrizione fonetica in più lingue del mondo per facilitare l’avvicinamento tra insegnanti e studenti. Numerosi i contributi dalle scuole di Modena, Milano, Torino, Ghilarza, Parma, Siena, Udine, Messina, Faenza, Bari e di molte altre. Tra le sfide “vinte”, essere riusciti ad insegnare a leggere e a scrivere in italiano ad un trentenne ucraino sordo, ma non muto, con l’aiuto di alcuni tirocinanti in Lis. “Siamo qui perché l’umanità non è morta”, conclude una volontaria a corollario della giornata.

Leggi anche
Rigenerazione sociale

Immigrazione, Migrantes: “La riforma della cittadinanza è una scelta di futuro”

Lunedì 14 settembre, la Fondazione Migrantes è stata ascoltata dalla Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto e di revoca della cittadinanza” (C. 2124 Iezzi). Nell’introduzione del suo intervento, la Fondazione Migrantes premette che “un aggiornamento […]

L’estate lavorativa di tredici giovani tarantini disabili

Questa è una calda estate lavorativa per tredici ragazze e ragazzi diversamente abili che, provenienti da diversi comuni della provincia di Taranto, sono stati tutti regolarmente contrattualizzati grazie al progetto “Terre dell’uguaglianza”. Il progetto è finanziato nell’ambito del bando regionale C.OS.T.A. (Comunità Ospitali per il Turismo Accessibile) di Regione Puglia e Pugliapromozione per un turismo […]

Ex-Ilva, don Antonio Panico: “Ora serve un decreto ‘salva-Taranto”

La recente decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro novanta giorni subordinando un’eventuale ripresa delle attività alla completa bonifica dell’amianto e alla riduzione delle emissioni di polveri sottili, rappresenta un passaggio destinato a segnare la lunga vicenda dello stabilimento siderurgico. Una pronuncia che […]
Hic et Nunc

Padre François-Marie Dermine: una vita al servizio della verità e del discernimento

La Chiesa e il mondo della ricerca socio-religiosa salutano padre François-Marie Dermine, sacerdote domenicano, teologo moralista, esorcista e presidente nazionale del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa), spentosi nella serata di ieri, 14 ottobre. Con la sua scomparsa viene meno una figura che ha dedicato gran parte della propria vita allo studio delle nuove […]

Lavoratori e governo ancora lontani, nonostante il decreto la protesta continua

Giorgia Meloni è stata chiara riferendosi alla vicenda Ilva: il governo si è trovato davanti a una situazione drammatica. Non ha invece chiarito con sufficiente efficacia perché negli oltre quattro anni del suo governo le cose sono precipitate ancora, scaricando in maniera eccessiva sulla giustizia e sugli enti locali. In particolare sul sindaco Bitetti, che […]

In piazza San Pietro, celebrazione eucaristica e preghiera per papa Leone XIV

La santa messa in occasione del 10° anniversario della pubblicazione dell'esortazione apostolica ‘Amoris Laetitia’
Media
15 Ott 2026