Emergenze sociali

Daniela Chieffo (policlinico Gemelli): “Le vittime di bullismo perdono completamente di vista le proprie risorse”

foto Siciliani Gennari-Sir
21 Ott 2024

Nei giorni scorsi la triste notizie del quindicenne suicida di Senigallia ha riportato all’attenzione dei media il fenomeno del bullismo tra gli adolescenti e della difficoltà che vivono alcuni giovani con fragilità a inserirsi nel gruppo dei pari. Ne parliamo con Daniela Chieffo, professore associato e direttore dell’Unità Operativa di Psicologia clinica dell’Università Cattolica Fondazione Policlinico Agostino Gemelli.

In una dinamica di bullismo tra bambini o adolescenti qual è il profilo tipico della vittima?

Chi subisce bullismo solitamente ha un profilo che non corrisponde ai canoni che la società identifica come “forti” o “vincenti”, risulta dissonante rispetto agli altri e quindi attira l’attenzione del piccolo gruppo. A volte è “diverso” semplicemente nel modo di vestire, o di relazionarsi agli altri. Anche un bambino o adolescente plusdotato può essere al centro di una dinamica di bullismo a causa della sua “non ordinarietà” e del suo modo di esprimersi. Gli stereotipi e la tendenza all’omologazione sono pregnanti purtroppo anche nelle giovani generazioni, alcuni aspetti vengono enfatizzati dai socialmedia e dalla cultura digitale.

Come mai la diversità e la fragilità a volte non trovano accoglienza e protezione all’interno di ambienti strutturati come scuole e comunità educanti?

I fattori sono molteplici. A volte i soggetti fragili mascherano il proprio disagio perché provano vergogna nel confidare agli adulti le molestie o i soprusi subiti. Tendono così a chiudersi e a cercare all’interno del gruppo una posizione periferica.  Al contempo, però, si convincono che per essere accettati e instaurare un legame con i pari debbano assecondare un meccanismo vessatorio che col tempo diviene insostenibile. Queste ambiguità fanno sì che tra il bullizzato e i bulli si crei una relazione deviata, non sempre evidente però a occhi esterni. D’altro canto, in alcuni casi gli adulti sottovalutano in maniera grave segnali inequivocabili. A quel punto la responsabilità di questi ultimi è enorme.

In queste circostanze si può parlare di una responsabilità “sistemica”, cioè dell’ambiente intero in cui il dramma del singolo si consuma?

Tutti quei comportamenti aggressivi e vessatori che si consumano nei confronti dei più deboli sono spesso il risultato di un apprendimento sociale. Il bullo porta avanti uno schema relazionale non innato, ma che riproduce per imitazione. Ci sono genitori che offrono rinforzi positivi agli atteggiamenti sopraffatori dei propri figli, perché ritengono che siano manifestazioni tipiche del carisma di un leader. Occorre invece essere vigili su questi comportamenti e attivare delle pratiche di prevenzione del bullismo fin dalla prima infanzia. Questo fenomeno, tra l’altro, polarizza due diverse fragilità: quella dell’aggredito e quella dell’aggressore. Anche il bullo esprime un disagio e in età evolutiva il suo malessere può essere ancora sanato.

Il clima sociale può contribuire a inasprire le dinamiche di bullismo?

I modelli che giovani e giovanissimi imitano vengono proprio dal contesto sociale. Oggi le aggressioni, le discussioni, i litigi purtroppo fanno audience e diventano perfino virali. L’aggressività è molto diffusa anche a livello verbale, facilmente si ricorre all’ingiuria e all’offesa gratuita. La cultura divisoria condiziona fortemente le nostre relazioni sociali.

Nelle vittime qual è il sentimento più devastante?

La sensazione dominante è un profondo senso di inadeguatezza che porta ad amplificare nel bullizzato il senso di solitudine. Le vittime di bullismo spesso perdono completamente di vista le proprie risorse, sperimentano il vuoto e lo smarrimento interiore. I genitori e gli insegnanti dovrebbero aiutare le giovani vittime di bullismo a costruire delle relazioni alternative, solidali e gratificanti e a sviluppare nei confronti del mondo una maggiore fiducia.

Come si giunge al proposito di togliersi la vita?

Episodi di sopraffazione e vessazioni reiterate generano traumi importanti, soprattutto quando avvengono in maniera sommersa. A volte il suicidio è identificato come l’unica strada che porta alla liberazione. Il dolore può essere estenuante, soprattutto se vissuto in solitudine. Chi arriva a una scelta così tragica percepisce la propria esistenza come inutile e viene sopraffatto dal senso dell’abbandono.

VISITA IL MENÙ DEL GIUBILEO

Leggi anche
Emergenze sociali

Cnel: i giovani scappano dall'Italia, inseguendo il lavoro e una vita migliore

Secondo l’ultimo rapporto del Cnel, tra il 2011 e il 2024, 630.000 giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese: il 7% dell’intera popolazione giovanile. Il Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che in molti vorrebbero abolire perché, a fronte di un costo enorme di mantenimento della struttura, non […]

“Difendiamo il Natale”, ma non le culle che sono vuote. Uno studio rivela perché

La festa dell’Immacolata mette al centro della Chiesa e del mistero dell’Incarnazione la genitorialità e Maria madre del Salvatore. La nascita annunciata dall’angelo è la scelta di Dio di entrare nell’umanità e farne parte. La nascita di Gesù è il segno paradigmatico della Natività per i cristiani, ma anche per tutta l’umanità. Eppure proprio questa […]

Francesca Di Maolo (Serafico): “Dal welfare ai diritti reali: è questa la vera rivoluzione”

Il 3 dicembre si è celebrata la Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità: un’occasione per riflettere a 360 gradi sul cammino dell’inclusione e sulle sfide ancora aperte. Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi che accoglie persone con gravi e gravissime disabilità, sottolinea come questa ricorrenza debba diventare un momento di verità […]
Hic et Nunc

Il governo ha scelto: Flacks Group potrà acquisire gli impianti ex-Ilva

Le acciaierie ex Ilva passeranno alla finanziaria statunitense Flacks Group. È la stessa azienda ad annunciarlo su Likedin, affermando di aver raggiunto un’intesa con il governo, dopo il parare positivo dei commissari sia di AdI (Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli) che di Ilva in AS (Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi), che […]

Bitetti: “Le casse del Comune sono vuote, lavoriamo in emergenza”

Una città in emergenza che fa tutti gli sforzi possibile per uscire dall’angolo in cui è stata messa, in un momento storico complicato dalla situazione industriale. È il quadro in chiaroscuro che il sindaco Piero Bitetti e la sua giunta comunale hanno proposto alla stampa nell’incontro di fine anno. “La situazione economica dell’ente non è […]

Domani, 31 dicembre, a Catania la Marcia nazionale per la pace

Il 31 dicembre, Catania ospiterà la 58ª Marcia nazionale per la pace, promossa dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, insieme all’arcidiocesi di Catania e a numerose organizzazioni cattoliche e realtà della società civile. Il titolo scelto – “La pace sia con tutti voi: verso una […]
Media
01 Gen 2026