Editoriale

Sempre più poveri

I dati sulla povertà contraddicono la narrazione trionfalistica prevalente sull’aumento dell’occupazione

ph Siciliani Gennari-Sir
22 Ott 2024

di Stefano De Martis

Le statistiche, quelle serie, costituiscono uno strumento indispensabile per l’analisi dei fenomeni sociali. Ma la rappresentazione complessiva che se ne può ricavare dipende dall’uso che se ne fa, dal confronto tra le diverse rilevazioni e dal peso “politico” che si attribuisce alle grandezze misurate dai numeri. I dati più recenti sulla povertà assoluta, per esempio, rivelano che in Italia si è toccato il livello più alto dal 2014, da quando cioè vengono effettuate misurazioni comparabili con quelle attuali. Ma il tema, una volta abolito il reddito di cittadinanza, è praticamente scomparso dai radar.
I dati ci dicono che negli ultimi vent’anni il numero dei poveri assoluti si è praticamente triplicato, passando dagli 1,9 milioni del 2005 ai circa 5,7 milioni del 2023. Rispetto al 2022, il dato percentuale dello scorso anno è sostanzialmente stabile (9,7% dei residenti), ma si registra comunque una crescita di 30 mila individui. Per la povertà relativa (che si misura nel confronto con il reddito medio di un Paese) c’è anche un incremento percentuale, dal 14% al 14,5%. Quasi 6 milioni di poveri assoluti (tecnicamente coloro che sono impossibilitati a raggiungere “uno standard di vita minimo accettabile nel contesto di appartenenza”) sono una cifra enorme, a cui non ci si dovrebbe rassegnare, a prescindere da lievi incrementi o diminuzioni di anno in anno. Invece il problema è stato quasi del tutto assente nel pur sovrabbondante dibattito sulla manovra economica. Diciamo “quasi” perché fortunatamente ci sono sempre delle voci, come quelle della Caritas e dell’Alleanza contro la povertà, che fuori dal coro ricordano a tutti anche quello che non fa comodo ascoltare. E lo fanno sulla base non di pregiudizi ideologici o interessi elettorali, ma dell’esperienza sul campo.
Il punto è che i dati sulla povertà contraddicono la narrazione trionfalistica prevalente sull’aumento dell’occupazione. Purtroppo avere un lavoro non basta per evitare la povertà o per uscirne. È il fenomeno del cosiddetto “lavoro povero”, oggetto di infiniti studi e approfondimenti, ma ancora colpevolmente eluso dalla politica. L’armamentario retorico messo in campo per motivare l’eliminazione del reddito di cittadinanza (gli attuali sostituti si stanno rivelando macroscopicamente insufficienti) era proprio basato sull’idea che la povertà si combattesse con il lavoro. Mentre è un problema molto più complesso, sia nelle cause che nei modi in cui si manifesta. La sua incidenza varia per aree geografiche e per situazioni sociali (famiglie numerose e immigrati restano le fasce di popolazione più colpite). E poi di quale lavoro stiamo parlando? L’Ocse ha calcolato che in Italia i salari reali sono diminuiti quasi del 7% rispetto al 2019. L’effetto ottico dell’inflazione, che gonfia i valori nominali, ha oscurato questa dinamica regressiva, in questo come in altri settori (vedi la spesa sanitaria).
Sui possibili rimedi si può e si deve discutere. La mancanza di una misura universale di contrasto ha segnato indubbiamente un passo indietro. Ma la domanda preliminare a cui la politica deve rispondere è se il Paese si possa permettere che una persona su dieci viva in condizione di povertà assoluta. È una questione di umanità e di civiltà, innanzitutto, e anche di tenuta del sistema economico.

Leggi anche
Editoriale

Cisgiordania, gli ulivi sradicati e la terra che grida

Quando mia figlia, prossima alle nozze, mi mostrò la bomboniera per gli invitati fui piacevolmente sorpresa: si trattava di un’ampollina colma d’olio degli ulivi delle nostre colline umbro-marchigiane, verde come la speranza. Ho poi visto anche in Sicilia come molte coppie facciano spesso la stessa opzione col loro olio gravido di sole. Il mio pensiero […]

Padroni anche della morte

L’idea è venuta al ministro della guerra Pete Hegseth, approvata subito con entusiasmo da Trump, il presidente dei moniti globali in punta di mitra: fucilare in diretta streaming Nidal Hassan, reo della strage di Fort Hood, nel Texas, dove aprì il fuoco uccidendo tredici persone. Il 3 dicembre, in mancanza di ricorsi, il ministero della […]

Se questa è giustizia …

Negli Stati Uniti, il giorno della esecuzione della sua condanna a morte, Christa Pike non è morta. Ha scontato però un’altra pena, non stabilita da un tribunale: è sopravvissuta a due iniezioni letali che avrebbero dovuto ucciderla. È ricoverata, con possibili danni cerebrali, è incosciente, ed è attaccata a un respiratore. Dire che si è […]
Hic et Nunc

Ilva, stop a presidi e sciopero Messaggio dell'arcivescovo Miniero

La vertenza Ilva entra in una nuova fase: dopo la firma di un documento unitario in Regione e la convocazione a Palazzo Chigi il prossimo 27 ottobre, l’assemblea dei lavoratori ha deciso di rimuovere immediatamente i presidi all’esterno della fabbrica e i conseguenti blocchi stradali, anche ai varchi Eni, e di chiudere questa sera lo […]

I dialoghi di Lourdes con padre Serighelli, al santuario della Madonna della Sanità di Martina

‘I dialoghi di Lourdes: l’esperienza spirituale di Santa Bernadette a Nevers’ è il tema dell’incontro che padre Giuseppe Serighelli, sacerdote passionista, cappellano di lingua italiana al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, terrà venerdì 23 ottobre alle ore 19.30 nel santuario della Madonna della Sanità, a Martina Franca, su invito del parroco don Damiano Nigro. […]

Alla Regina Mundi incontro con il parroco di Betlemme

Domenica 18 ottobre la parrocchia della Regina Mundi, a Martina Franca, accoglierà fra Raffaele Tayem, parroco di Betlemme, che presiederà la santa messa delle 11.30. Nel pomeriggio alle ore 19: fra Raffaele offrirà alla comunità la sua testimonianza come parroco della Chiesa Latina di Santa Caterina a Betlemme, l’unica cristiana, aiutando a comprendere la complessa […]
Media
16 Ott 2026