Associazionismo cattolico

‘A braccia aperte’: la popolarità in Azione Cattolica

Nel seminario arcivescovile, si è svolto il secondo incontro del percorso FormAzione

foto Ac diocesana
09 Dic 2024

di Angela Giungato

Secondo incontro al seminario arcivescovile, del percorso di FormAzione per i responsabili di Azione Cattolica con la relazione del delegato regionale di Aci della Puglia, Piergiorgio Mazzotta, dal titolo ‘A braccia aperte’. Il titolo riprende lo slogan dell’incontro di papa Francesco del 25 Aprile 2024 con circa 100.000 aderenti all’Azione Cattolica riuniti in piazza San Pietro in occasione della XVIII Assemblea nazionale ed ha avuto come parola chiave” la popolarità”.
I lavori, che hanno previsto dei laboratori di riflessione e di scambio di esperienze, sono stati introdotti da un articolato contributo di Mazzotta.

L’intervento del relatore, per definire che cosa è oggi la popolarità per l’Azione Cattolica, ha fatto continuamente riferimento all’Evangelium Gaudium di papa Francesco, alla Lumen Gentium, al progetto Formativo dell’Azione Cattolica, al documento della XVIII Assemblea nazionale.
Popolarità in Associazione è vivere nella vita di ogni giorno, cogliere il desiderio di formazione nascosto nel cuore di ogni uomo, accogliere le domande di vita delle persone per camminare insieme, accompagnare ciascuno in tutti i passaggi della vita.
Popolarità è la caratteristica di un’associazione fatta di persone e non di leader, aperta a tutti in ogni condizione di vita ed età, coraggiosa nell’essere missionaria, evangelizzando anche da una scrivania, ma dopo essere stati in mezzo al popolo.
La popolarità in Ac non è solo questione di numeri, di iniziative o di immagine, ma di mente e di cuore, perché nasce dal piacere spirituale di essere popolo e perché l’incontro con l’altro ci fa riconoscere Dio e diviene, quindi, luogo teologico.

Popolarità è, secondo le parole di papa Francesco, assumere la forma di un poliedro, in cui confluiscono “tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità. Sia l’azione pastorale sia l’azione politica cercano di raccogliere in tale poliedro il meglio di ciascuno. Lì sono inseriti i poveri, con la loro cultura, i loro progetti e le loro proprie potenzialità. Persino le persone che possono essere criticate per i loro errori, hanno qualcosa da apportare che non deve andare perduto. È l’unione dei popoli, che, nell’ordine universale, conservano la loro peculiarità; è la totalità delle persone in una società che cerca un bene comune che veramente incorpora tutti.” (EG 236). La nostra associazione non è una zona protetta, ma ci deve essere accoglienza di tutte le persone con le proprie difficoltà.

Popolarità è per l’Azione Cattolica costruire l’unità nella diversità di età, di condizione sociale e culturale, scoprendo la dimensione profetica dell’essere popolo, ad intra mettendosi in ascolto della Parola di Dio, ad extra col servizio e la testimonianza, con l’obiettivo di far riemergere la speranza prima di tutto nel nostro cuore e poi nel cuore degli altri, insomma di essere pellegrini di speranza.

Nei laboratori sono emerse le ricchezze e i limiti dei nostri gruppi parrocchiali riguardo alla capacità di essere inclusivi e non selettivi, di collaborare e di fare rete con le altre realtà ecclesiali e civili presenti nel proprio territorio, di mettersi a servizio delle povertà e delle marginalità evidenziando un notevole sforzo che si fa perché nessuno sia escluso.

 

foto Ac diocesana

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