Azione cattolica

La testimonianza laicale: quarto incontro del percorso FormAzione

26 Mag 2025

di Angela Giungato

Si è tenuto venerdì 23 maggio, al seminario arcivescovile, il quarto ed ultimo incontro del percorso di FormAzione per i responsabili di Azione Cattolica, con una tavola rotonda dal titolo ‘Laici impegnati nelle vicende del mondo e della storia. Giorgio La Pira testimone di ogni tempo’.

Il titolo riprende una frase del discorso di papa Francesco dell’incontro del 25 aprile 2024, con circa 100.000 aderenti all’Azione Cattolica, allora riuniti in piazza San Pietro in occasione della XVIII assemblea aazionale, che ha avuto come parola chiave ‘testimoni’. Hanno partecipato Vincenzo Di Maglie, Cesare Paradiso, Alessandro Greco e Fabio Mancini nel ruolo di moderatore.

Dopo un breve video con la biografia di La Pira, Vincenzo di Maglie, già presidente diocesano di Ac della nostra diocesi, ha inquadrato la figura del giurista attraverso due avvenimenti storici che hanno incrociato la sua vita: il fascismo, in gioventù, e il Concilio Vaticano II, durante la maturità. La sua opposizione al fascismo nasce dal ritenere fondamentale per il cristiano discernere ed intervenire nella storia, rimanendo fedele al Vangelo. Del Concilio è stato sicuramente, come tanti altri laici, un precursore, in particolare del capitolo sui laici della Lumen gentium e dell’Apostolicam actuositatem, in cui è proprio dei laici coniugare la vita di fede con la vita sociale. La Pira fu sentinella e presidio delle scelte audaci che deve fare il cristiano, nonostante le difficoltà della storia.

Nel secondo intervento, Cesare Paradiso, autore del libro ‘La povera gente attende ancora’, ha evidenziato di aver avuto come linee portanti della sua scrittura due testi di La Pira. Nel primo, ‘La nostra vocazione sociale’ (1945), l’autore colloca l’Azione Cattolica nel campo democratico, rifiuta ogni totalitarismo, afferma il valore della persona umana, apre un ponte verso i valori della Costituzione italiana, a cui i cattolici democratici daranno un contributo fondamentale. Con il gruppo di ‘Cronache sociali’ (La Pira, Lazzati, Fanfani, Dossetti) fa opposizione interna alla Democrazia cristiana diventata troppo moderata e considera la Chiesa, in confronto con la comunità primitiva degli Atti degli Apostoli, troppo domenicale e sonnacchiosa, passata dall’incendio all’incenso; egli però ritiene di non avere questa vocazione sociale, si vede e vive come un contemplativo, anche se da sindaco sarà capace di scelte molto concrete.

Nel secondo scritto ‘L’attesa della povera gente’ (1950), critica il capitalismo che provoca povertà. Il testo è pieno di citazioni bibliche e viene criticato all’interno della Chiesa da un lato per l’interesse ritenuto inopportuno verso tali argomenti e dall’altro per i troppi riferimenti biblici da parte di un laico. Da questa prospettiva nasce il suo fondamentale contributo all’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza di tutti cittadini e sull’impegno della Repubblica per rimuovere tutti gli ostacoli per la sua realizzazione. I suoi temi, ovvero, lotta alla povertà, visione globale dei problemi del mondo, pace, disarmo, dignità dei lavoratori, restano ancora, pur nelle diversità dei tempi, molto attuali.

Nel terzo intervento, Alessandro Greco, giovane di Azione Cattolica e delegato alla Settimana sociale di Trieste, con passione e competenza ha sottolineato il rischio che, ricordando queste figure, si rimpiangano nostalgicamente tempi e personaggi passati, senza vedere le persone che oggi si impegnano e vivono le sfide della storia: abbiamo scoperto Davide Sassoli dopo la sua morte.

La Settimana sociale dei cattolici di Trieste più che contenuti, certamente validi, ha consegnato un metodo di lavoro laboratoriale, fondato sullo scambio di esperienze e sulla partecipazione. Il mondo cattolico deve scrollarsi di dosso la nostalgia del passato sociale e politico, e deve entrare nella logica del lievito nella massa. Il delegato ha sottolineato, inoltre, la necessità di creare luoghi per far partecipare e parlare le persone; a tal proposito, ha ricordato le piazze della democrazia, luoghi pubblici in cui si dibattono temi cruciali per la società. L’Ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro sta progettando tali momenti, dopo quello vissuto il 16 maggio con il confronto tra i candidati sindaci per Taranto.

Nel dibattito è stato ripreso il tema della formazione laicale e della catechesi, che nell’ordinarietà deve essere aperta alle problematiche sociali, per maturare una fede incarnata e non sganciata della vita. Ed è questo che la presidenza diocesana ha provato a concretizzare con il corso FormAzione che per quest’anno si è concluso.

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