Giornata Mondiale del Rifugiato, Acli: “Sia una Giornata di verità e umanità”

20 Giu 2025
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato – che si celebra oggi, venerdì 20 giugno –, le Acli rilanciano un appello forte e chiaro per la tutela dei diritti, l’accoglienza e la promozione della dignità di milioni di persone costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e disastri umanitari.
«Parliamo di oltre 120 milioni di persone nel mondo – dichiara Gianluca Mastrovito, delegato nazionale per l’immigrazione e l’accoglienza delle Acli – ma dietro i numeri ci sono storie, nomi, sogni spezzati, vite che hanno perso tutto tranne la speranza. Ed è nostro dovere accoglierle e costruire insieme percorsi di umanità condivisa».
Le Acli lanciano anche un appello al Governo italiano: non rinnovare il Memorandum d’intesa con la Libia, siglato nel 2017 e ritenuto da numerose organizzazioni internazionali responsabile di gravi violazioni dei diritti umani.
«Dal 2017, oltre 85.000 persone sono state intercettate in mare e riportate in Libia – afferma Mastrovito – molte di loro sono state detenute, torturate, sfruttate. È inaccettabile continuare a collaborare con chi viola ogni principio di legalità e umanità».
«Dal 2017, oltre 85.000 persone sono state intercettate in mare e riportate in Libia – afferma Mastrovito – molte di loro sono state detenute, torturate, sfruttate. È inaccettabile continuare a collaborare con chi viola ogni principio di legalità e umanità».
L’accoglienza non è emergenza, ma scelta politica e culturale. Significa costruire percorsi di integrazione, inclusione, ascolto e valorizzazione delle persone.
«Con il giusto sostegno, i rifugiati possono diventare protagonisti dell’innovazione sociale e dello sviluppo economico. In un’Italia colpita dall’inverno demografico – conclude Mastrovito -, questa è una verità che non possiamo più ignorare».
«Con il giusto sostegno, i rifugiati possono diventare protagonisti dell’innovazione sociale e dello sviluppo economico. In un’Italia colpita dall’inverno demografico – conclude Mastrovito -, questa è una verità che non possiamo più ignorare».
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