Diocesi

Sull’esempio di San Lorenzo da Brindisi, ‘pellegrini di speranza’ nel mondo

16 Lug 2025

di Angelo Diofano

Al quartiere Salinella si festeggia San Lorenzo da Brindisi a cura della omonima parrocchia dei padri cappuccini, in viale Magna Grecia.
Il parroco, fra Pietro Gallone quest’anno ha pensato di soffermare le celebrazioni sul tema ‘In cammino con San Lorenzo pellegrini di speranza nel mondo’, concetti su cui si fonda l’anno giubilare in corso.

Il triduo in preparazione alla festa sarà predicato, durante la santa messa alle ore 19, da fra Francesco Simone, frate cappuccino della San Lorenzo (18 luglio), fra Vincenzo Chirico, frate minore e parroco alla San Pasquale Baylon (19 luglio) e fra Gianpaolo Lacerenza, ministro provinciale dei cappuccini di Puglia (20 luglio).

Lunedì 21, festa liturgica di San Lorenzo, sante messe saranno celebrate alle ore 7.30 e alle ore 8.30; alle ore 19, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; alle ore 20 uscirà la processione per le vie del quartiere, accompagnata da tutte le realtà parrocchiali e dalla banda musicale di Crispiano.

Le iniziative esterne avranno luogo in via Lago di Varano (chiusa al traffico) con inizio alle ore 21. Il programma prevede per sabato 19 il concerto dei ’Vasconnessi – Vasco Rossi tribute band’;

per domenica 20 la serata musicale con lo showman tarantino Franco Cosa e per lunedì 21 (al rientro della processione) momenti di festa, fraternità con stand gastronomico.

Il pensiero del parroco, fra Pietro Gallone

San Lorenzo coltivò una vita spirituale di eccezionale fervore, dedicando molto tempo alla preghiera e in modo speciale alla celebrazione della santa messa, che si protraeva spesso per ore, compreso e commosso nel memoriale della Passione, Morte e Risurrezione del Signore. Alla scuola dei santi, ogni presbitero, può evitare il pericolo dell’attivismo, di agire cioè dimenticando le motivazioni profonde del ministero, solamente se si prende cura della propria vita interiore. Così a tal proposito il santo specificava: “Il momento della preghiera è il più importante nella vita del sacerdote, quello in cui agisce con più efficacia la grazia divina, dando fecondità al suo ministero. Pregare è il primo servizio da rendere alla comunità. E perciò i momenti di preghiera devono avere nella nostra vita una vera priorità… Se non siamo interiormente in comunione con Dio, non possiamo dare niente neppure agli altri. Perciò Dio è la prima priorità. Dobbiamo sempre riservare il tempo necessario per essere in comunione di preghiera con nostro Signore”. Del resto, con l’ardore inconfondibile del suo stile, Lorenzo esortava, e attualmente continua a farlo, e non solo i sacerdoti, a coltivare la vita di preghiera perché per mezzo di essa noi parliamo a Dio e Dio parla a noi: “Oh, se considerassimo questa realtà! – esclamava – Cioè che Dio è davvero presente a noi quando gli parliamo pregando; che ascolta veramente la nostra orazione, anche se noi soltanto preghiamo con il cuore e la mente. E che non solo è presente e ci ascolta, anzi può e desidera accondiscendere volentieri e con massimo piacere alle nostre domande”.

Un altro tratto che caratterizza l’opera di questo figlio di san Francesco è la sua azione per la pace. L’autorevolezza morale di cui godeva lo rendeva consigliere ricercato e ascoltato. Oggi, come ai tempi di san Lorenzo, il mondo ha tanto bisogno di pace, ha bisogno di uomini e donne pacifici e pacificatori. Tutti coloro che credono in Dio devono essere sempre sorgenti e operatori di pace. Fu proprio in occasione di una di queste missioni diplomatiche che Lorenzo concluse la sua vita terrena, nel 1619 a Lisbona, dove si era recato presso il re di Spagna, Filippo III, per perorare la causa dei sudditi napoletani vessati dalle autorità locali.

Inoltre, essendo un mariologo di grande valore, autore di una raccolta di sermoni sulla Madonna intitolata “Mariale”, egli mette in evidenza il ruolo unico della Vergine Maria, di cui afferma con chiarezza l’Immacolata Concezione e la cooperazione all’opera della redenzione compiuta da Cristo.

Tutta l’attività di san Lorenzo da Brindisi è stata ispirata da un grande amore per la Sacra Scrittura, che sapeva ampiamente a memoria, e dalla convinzione che l’ascolto e l’accoglienza della Parola di Dio produce una trasformazione interiore che ci conduce alla santità. “La Parola del Signore – egli afferma – è luce per l’intelletto e fuoco per la volontà, perché l’uomo possa conoscere e amare Dio. Per l’uomo interiore, che per mezzo della grazia vive dello Spirito di Dio, è pane e acqua, ma pane più dolce del miele e acqua migliore del vino e del latte… È un maglio contro un cuore duramente ostinato nei vizi. È una spada contro la carne, il mondo e il demonio, per distruggere ogni peccato”.

San Lorenzo da Brindisi ci insegna ad amare la Sacra Scrittura, a crescere nella familiarità con essa, a coltivare quotidianamente il rapporto di amicizia con il Signore nella preghiera, perché ogni nostra azione, ogni nostra attività abbia in Lui il suo inizio e il suo compimento. È questa la fonte da cui attingere affinché la nostra testimonianza cristiana sia luminosa e sia capace di condurre gli uomini del nostro tempo a Dio.

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