Ecclesia

Un bilancio del Giubileo 2025: oltre 33 milioni di pellegrini a Roma

ph Siciliani Gennari-Sir
07 Gen 2026

di Riccardo Benotti

“La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno”: si può sintetizzare così il bilancio del Giubileo 2025, tracciato da mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’evangelizzazione, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e al prefetto Lamberto Giannini.
Tra i 33,4 e i 33,8 milioni di pellegrini avranno attraversato le Porte sante entro il 6 gennaio, con una media giornaliera di 90.400 presenze nei 358 giorni dell’Anno santo. “Il temuto pericolo paventato da alcuni che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi è stata pienamente smentita dai risultati ottenuti su tutti i fronti”, ha sottolineato mons. Fisichella.

I numeri e la dimensione spirituale

A guidare i flussi è l’Europa con il 62,63%, seguita dall’America del Nord (16,54%) e dall’America del Sud (9,44%). Tra le singole nazioni, l’Italia si colloca al primo posto con il 36,34%, seguita da Stati Uniti (12,57%), Spagna (6,23%), Brasile (4,67%) e Polonia (3,69%). Due i picchi di affluenza che hanno segnato l’anno: il periodo della morte di Papa Francesco e del Conclave, dal 21 aprile all’8 maggio, con 3,9 milioni di pellegrini, e il Giubileo dei giovani, dal 28 luglio al 3 agosto, con oltre 13 milioni. “Il Giubileo non è stato un investimento a perdere – ha aggiunto il presule -, è stato piuttosto un volano che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale, aggiungendo valore alle infrastrutture che rimangono a beneficio della città di Roma e dell’Italia”.

Al di là dei numeri, mons. Fisichella ha evidenziato “la dimensione spirituale che è a fondamento del Giubileo”, che “ha permesso di verificare un popolo in cammino con tanto desiderio di preghiera e conversione. Le basiliche papali, altri centri di preghiera, ad esempio la Scala Santa, hanno registrato presenze mai viste in precedenza. Le confessioni sono state incrementate e la celebrazione giubilare del perdono pieno dell’indulgenza è giunta a tutti. Il Giubileo è stato realmente un anno di grazia”. Tra le immagini destinate a restare nella memoria, il presule ha citato “la gioia dei giovani a Tor Vergata”, “la processione delle confraternite con le loro statue storiche attraverso il Foro romano” e “la canonizzazione di due giovani santi come icona di speranza”. Una parola specifica è andata ai 5.000 volontari in servizio durante l’anno, affiancati dai 2.000 dell’Ordine di Malta.

I numeri

Pellegrini complessivi: 33,4 – 33,8 milioni
Media giornaliera: 90.400 presenze (358 giorni)
Provenienza: Europa 62,63%; America del Nord 16,54%; America del Sud 9,44%
Principali Paesi: Italia 36,34%; Stati Uniti 12,57%; Spagna 6,23%; Brasile 4,67%; Polonia 3,69%
Picchi di affluenza: 3,9 milioni (aprile–maggio); oltre 13 milioni (Giubileo dei giovani)
Volontari: 7.000 complessivi
Interventi: 332 totali, 204 conclusi o parzialmente conclusi

Il ‘metodo Giubileo’

Sul piano organizzativo, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha illustrato quello che ha definito “il metodo Giubileo”, un modello di collaborazione interistituzionale che il governo intende “non confinare al 2025”. La cabina di regia ha coinvolto stabilmente oltre cento enti. “L’amministrazione statale deve il più possibile coordinare piuttosto che dirigere”, ha spiegato Mantovano, ricordando tra gli esempi virtuosi il tunnel sotto Piazza Pia, completato nonostante il rinvenimento di vestigia romane, e la riqualificazione della Vela di Tor Vergata, “un’opera che era diventata l’immagine del fallimento delle istituzioni”. Il presidente Francesco Rocca ha sottolineato che “l’elemento centrale è stata la serenità con cui questo gruppo di lavoro ha saputo lavorare per obiettivi”, senza ricorrere a poteri straordinari. “Il metodo Giubileo non è un metodo di poteri straordinari – ha precisato –, è un metodo dove la pubblica amministrazione finalmente dimostra buon senso”.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha presentato il bilancio degli interventi: su 332 complessivi, 204 risultano conclusi o parzialmente conclusi. Per quelli “essenziali indifferibili” la percentuale sale al 90%. “Piazza Pia ha ottenuto il primo posto nel The Plan Award 2025; il percorso ciclopedonale Monte Ciocci è stato premiato con un European Green Award”, ha ricordato. “Forse l’eredità principale è quella della fiducia nella possibilità di migliorare e trasformare la città”, ha osservato il sindaco. Il prefetto Lamberto Giannini ha sottolineato i 70 comitati per l’ordine e la sicurezza tenuti durante l’anno e ha ringraziato i romani “perché hanno dato un esempio straordinario di accoglienza”.

ph Sir

Lo sguardo al 2033
Mons. Fisichella ha chiuso il bilancio con lo sguardo rivolto al futuro. “Questo Anno santo orienta il cammino verso un’altra ricorrenza fondamentale per tutti i cristiani – ha affermato citando la bolla Spes non confundit -. Nel 2033, infatti, si celebreranno i 2000 anni della Redenzione compiuta attraverso la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù”. Per il presule, “il cammino non è terminato. Si è trattato solo di una tappa significativa, ma propedeutica ad un altro evento di grazia che dovrà essere preparato con lungimiranza”. I 35 grandi eventi e il pellegrinaggio quotidiano “hanno permesso di verificare una Chiesa dinamica che sa guardare con realismo alle sfide che le si pongono, ma sempre fiduciosa di essere guidata dalla forza dello Spirito che la accompagna”. In sintesi, “è stato un Giubileo che ha seminato e i frutti verranno nel futuro”.

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