Diocesi

L’abbraccio di mons. Miniero a don Lucangelo interpreta il sentimento della comunità

16 Feb 2026

di Silvano Trevisani

L’abbraccio con il quale l’arcivescovo Ciro Miniero ha salutato don Lucangelo De Cantis al termine della intensa e partecipazione eucaristica svoltasi nella Chiesa delle Madonna delle Grazie di Grottaglie, ha sancito e ricompreso l’abbraccio con il quale tutta la comunità della città delle ceramiche ha accolto il nuovo parroco. Numerosissimi i fedeli che hanno gremito la chiesa, come già nel giorno dell’insediamento di don Lucangelo, per la solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo, alla quale hanno preso parte, oltre all’arcivescovo emerito di Potenza, Salvatore Ligorio, che in quella parrocchia fu parroco tra gli anni Ottanta e Novanta, numerosi sacerdoti provenienti non solo dalla vicaria ma da altre parrocchie della diocesi. Una accoglienza calorosa, quella del nuovo parroco che ha raccolto l’eredita spirituale e pastorale dell’amato don Emidio Dellisanti, scomparso prematuramente, che l’arcivescovo ha sottolineato nella sua omelia, nel rimarcare come il pastore, interprete della Chiesa locale, abbia voluto dare, con la celebrazione comunitaria, un segno di adesione e disponibilità piena in rapporto con una comunità così viva, augurando un cammino sempre più fecondo alla luce del Vangelo. Lo stesso don Lucangelo ha voluto esprimere la sua gratitudine, innanzi tutto all’arcivescovo per la responsabilità offertagli nella sua città natale, poi a monsignor Ligorio, che lo ha visto crescere nella sua vocazione, e a tutta la comunità che lo ha accolto fiduciosa e affettuosa. Don Lucangelo, che ha ricordato don Emidio, al quale lo legava un rapporto di stima e fiducia, ha voluto interpretare, attraverso la “Preghiera Semplice” di san Francesco d’Assisi, i segni di un servizio pastorale che vuole basarsi sulla semplicità, sull’accoglienza, sulla disponibilità. Una nota di commozione evidente nell’abbraccio alla madre che di recente è rimasta vedova, per la perdita dell’amatissimo marito e papà del nuovo parroco, che è stato condiviso da molti amici e fedeli. Al termine dell’intensa e ricca cerimonia abbiamo raccolto una breve testimonianza dall’arcivescovo.

Questa accoglienza così entusiastica, che sembra un segno esplicito da parte di una comunità che attendeva il suo parroco, quali significati può assumere?

Una comunità che certamente sente forte la presenza del Signore, e che rende viva attraverso la vita e il ministero di un parroco, di un sacerdote. Quindi è una comunità che maggiormente ha espresso questo desiderio proprio perché sente la propria dimensione spirituale, evidentemente, perché è coesa. È una comunità unita, e quindi in questo modo ha manifestato, finalmente, tutta la gioia che è arrivata adesso con il nuovo parroco.

Lo Spirito soffia dove vuole, certe volte si manifesta in maniera sorprendente, e forse questo desta più meraviglia.

Lo Spirito soffia veramente dove vuole. E si prepara il cuore alla disponibilità, all’accoglienza. E Lui arriva proprio lì a farci toccare con mano che ognuno ha bisogno dell’altro e della comunità, sperimentando tutto questo nel dono di ciascuno.

Grottaglie si conferma luogo di vocazione e di chiamata alla fede.

Ringraziando Dio, ogni comunità manifesta la propria dimensione in tante forme, ma in tutte le comunità c’è questo desiderio, a volte è maggiormente espresso a volte è espresso in forme diverse. Ma certamente la comunità di Grottaglie è attenta a questo dinamismo della Chiese e lo manifesta così. In maniera entusiastica e intensa.

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