L'argomento

Ilva: dopo la tragedia, si sciopera
Per la vendita torna in campo Jindal

05 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Mentre a Taranto e in tutti gli stabilimenti ex Ilva è in atto lo sciopero, prolungato di altre 24 ore, per la tragica fine dell’operaio 36enne tarantino Loris Costantino, a poche ore dall’incontro convocato dal governo a Palazzo Chigi, il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso annuncia un ritorno nella partita per la cessione di Acciaierie d’Italia del gruppo indiano Jindal Steel & Power. Lo ha confermato oggi lo stesso ministro nel corso di una conferenza stampa al Mimit al termine di una bilaterale con il suo omologo della Francia, Sébastien Martin.

“Confermo che durante la mia missione a Nuova Delhi ho incontrato i titolari dell’azienda, alla presenza del nostro ambasciatore, e ho dato loro le informazioni che chiedevano, in merito alla gara, secondo le procedure europee per l’assegnazione degli impianti”, ha affermato il ministro.

Ma oggi i lavoratori del gruppo, che ieri avevano incrociato spontaneamente le braccia, entrando in sciopero e occupando la direzione dello stabilimento, in segno di solidarietà, si stanno ancora astenendo dal lavoro per lo sciopero di altre 24 ore formalmente dichiarato da Fim Fiom Uilm e Usb. Ed è anche partita una raccolta fondi tra tutti gli operai per sostenere la famiglia di Loris in questo momento di grave difficoltà.

Mentre sull’incidente indagano le autorità competenti, che dovranno fare piena luce sulle cause della tragica caduta avvenuta in una zona che pare non fosse interdetta, a circa 12 metri d’altezza, mentre effettuava la pulizia a un nastro trasportatore del reparto ‘agglomerati’, i sindacati lanciano un pesante atto d’accusa, nei confronti del governo che non ha ascoltato il loro grido d’allarme sulle condizioni delle strutture: l’assenza di risorse finanziarie e il ricorso massiccio alla cassa integrazione per i lavoratori delle manutenzioni, con percentuali che in alcuni casi arrivano al 50-60%, sono segnali evidenti di uno stabilimento in difficoltà. E chiedono interventi strutturali sugli impianti e controlli più stringenti affinché non si verifichino altri incidenti mortali. Nel mirino finiscono anche i confronti istituzionali che, a loro giudizio, si concentrano su assetti produttivi e ipotesi di vendita senza affrontare in maniera prioritaria la tutela di chi lavora in fabbrica.

“Occorre mettere in sicurezza i lavoratori di Adi in amministrazione straordinaria, di Ilva in amministrazione straordinaria e dell’intero sistema degli appalti, per evitare che il prezzo della crisi continui a essere pagato in termini di vite umane”.

Per quanto riguarda il futuro dell’Ilva, intanto, com’è noto si sta trattando, al momento, con il fondo statunitense Flacks Group per l’acquisto dell’intero gruppo, tuttavia questa negoziazione in esclusiva, che avviene nell’ambito di una procedura di gara Ue con i commissari straordinari, rischia di incontrare ostacoli, sia per la recente sentenza del Tribunale di Milano, che impone la chiusura dell’aria a caldo in assenza di modifiche dell’Aia, sia per l’avversione di parte del sindacato, che diffida di un acquirente non del settore e chiede allo Stato di occuparsi della decarbonizzazione. Nel frattempo, lo stesso Urso ribadisce “per giovedì abbiamo convocato i sindacati a Palazzo Chigi nell’ambito del tavolo insediato circa due anni fa per governare questo processo. In quella sede il governo presenterà ai sindacati le prospettive per il proseguimento dell’attività produttiva nel sito di Taranto e in generale negli stabilimenti dell’ex Ilva, tenendo conto della recente sentenza del Tribunale di Milano”.

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