Diocesi

Festa di popolo per l’arrivo in Cattedrale delle reliquie di San Pio

ph G. Leva
12 Mar 2026

di Angelo Diofano

Quella vissuta nel pomeriggio di mercoledì 11 è stata una vera festa di popolo per l’arrivo in Cattedrale delle reliquie di San Pio da Pietrelcina, su iniziativa della confraternita dell’Addolorata e delle associazioni ‘Taranto per San Pio e ‘I discepoli di San Pio’. L’accoglienza è avvenuta in largo Arcivescovado, con tanta gente accorsa in largo anticipo sull’orario annunciato per stare quanto più possibile vicina ai segni visibili della vita del santo di Pietrelcina. E così, fra gli applausi e le musiche festose della banda, non sono mancate le manifestazioni di giubilo quando il portone dell’arcivescovado si è aperto ed è apparso il reliquiario, dando così inizio alla processione verso la basilica di San Cataldo.

Nell’antico tempio, incredibilmente gremito, alla presenza del prefetto Ernesto Liguori, dell’assessore Luciano Lonoce (in rappresentanza del sindaco Bitetti) e delle maggiori autorità civili e militari, c’è stata la commossa testimonianza di Irene Gaeta, una ‘ragazza di quasi novant’anni’, come l’ha definita il parroco mons. Emanuele Ferro, sulla sua esperienza di vita vissuta con il frate stimmatizzato. Successivamente l’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha presieduto la santa messa, concelebranti mons. Emanuele Ferro, don Arturo Messinese e il suo segretario particolare, don Luciano Matichecchia.

“ È occasione bella nel cuore della Quaresima – ha detto nell’omelia l’arcivescovo Miniero – incontrare la testimonianza dell’amore straordinario di Dio manifestato nella vita di San Pio ed essere aiutati ancora di più a vivere il senso della nostra vita cristiana che nella Pasqua si rinnova di anno in anno, facendoci guardare  con speranza al futuro. Noi infatti celebriamo la speranza che si è accesa nel mondo, quella della vita di Gesù donata a tutti quanti noi. La testimonianza dei santi ci aiuta a camminare in questo mondo per diffondere attorno a noi, ma soprattutto a far crescere in ciascuno di noi, quella straordinaria potenza d’amore che permette all’umanità intera di vivere con speranza in tutti i tempi, anche quelli che stiamo vivendo oggi facendo riferimento all’esempio di San Pio.
Chiunque si prodiga per il bene altrui – ha continuato mons. Miniero – ha posto le sue radici nella promessa di Dio e i santi ce lo stanno concretamente dimostrando, sfuggendo ogni logica umana, a volte creduti non attendibili, come è stato per padre Pio. Nonostante ciò essi hanno continuato ostinatamente ad amare Dio e i fratelli mettendosi contro tutti, come ricordiamo avvenuto nella vita del nostro frate, anche contro le autorità della Chiesa, nel senso che quando qualche persona autorevole voleva in qualche modo ragionarci troppo sulla sua esperienza, lui ha fermato questa indagine. San Pio era sempre obbediente al Papa, alla Chiesa, al vescovo ma non  a chi voleva speculare sull’opera di Dio che si manifestava nella sua vita”.

“Nel silenzio, nell’obbedienza assoluta Padre Pio ha vissuto una vita di dono mostrando veramente quanto Dio ama tutti – ha proseguito mons. Miniero -. La sua preghiera, il suo impegno e tutto quello che conosciamo molto bene, c i ha portato a riconoscere in lui l’amore forte di Dio verso l’umanità”.

“Come si ama Dio? – ha continuato l’arcivescovo – Amando i poveri, spendendo la propria vita per il bene, la verità, la giustizia, la pace e per tutto ciò che aiuta tutti a vivere bene la propria esistenza. Questo è l’impegno di ogni discepolo del Signore e di ciascuno di noi. Quindi accogliamo veramente con tanta devozione e nell’affetto quei segni che ci ricordano  la vita terrena di Padre Pio, come l’abito, i guanti, il fazzoletto con le macchie del suo sangue. In tal modo stiamo vicino a quella esperienza straordinaria da lui vissuta e che ancora oggi ci parla attraverso i segni della sua presenza. Nello stesso tempo ammiriamo l’uomo di Dio che ha avuto una tenacia unica, capace di smuovere il cuore di tanta gente e non solo allora, ma ancora oggi. E di questo è segno la presenza di tutti noi che stiamo qui in chiesa, questa sera”.

“Ci aiuti il santo di Pietrelcina – ha concluso mons. Ciro Miniero – a essere testimoni dell’amore di Dio e del bene, ci aiuti con la sua intercessione ad agire giorno per giorno perché chiunque incontriamo possa dire ‘Il Signore è grande, il Signore è in mezzo a noi e ci ama”.

Al termine  si è mossa la processione per via Duomo che ha accompagnato le reliquie a San Domenico, dove ininterrotto è stato il concorso di popolo per la venerazione e la preghiera personale, con i sacerdoti resisi disponibili per le Confessioni.

Il programma di oggi, giovedì 12 marzo,  prevede l’apertura continuata della chiesa per la preghiera personale, alle ore 17.30 il santo rosario meditato e alle ore 18 la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Emanuele Ferro. Al termine, il commiato dalle reliquie.

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

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