Lavoro

Fronti caldi per Arsenale e Leonardo e Bitetti scrive al ministro Crosetto

20 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Arsenale e Leonardo fronti caldi per l’occupazione. Le prospettive occupazionali nel settore industriale del territorio restano nebbiose, in un momento molto delicato per il Paese. Se la vertenza Ilva resta al centro delle preoccupazioni, non vivono momento di serenità due delle maggiori realtà industriali del territorio. Sulla situazione dell’Arsenale militare, che è ormai da tempo al centro delle preoccupate sollecitazioni, non solo sindacali, si è svolto un incontro tra le rsu e il sindaco Bitetti, che ha prontamente raccolto le sollecitazioni e ha scritto scritto al ministro della Difesa Crosetto. Allo stabilimento Leonardo di Grottaglie, invece, si è svolta una manifestazione dei lavoratori che hanno proclamato tre ore di sciopero e il blocco degli straordinari e della flessibilità, dopo l’annuncio della sottoscrizione di un mamorandum per una joint-venture con la Edge Group degli Emirati Arabi.

Partiamo dall’Arsenale della Marina sul quale, come accennavamo in apertura, si è tenuto a Palazzo di Città, l’incontro urgente tra il sindaco, Piero Bitetti e la coordinatrice della RSU dell’Arsenale Militare Marittimo, Valentina Falcone, che ha rappresentato al sindaco le forti preoccupazioni dei lavoratori. “Siamo di fronte a un momento storico delicatissimo – ha detto Valentina Falcone – senza nuovi ingressi, lo spettro di un’esternalizzazione coatta rischia di svuotare le nostre officine e le nostre banchine, privando Taranto della sua capacità strategica nella manutenzione della flotta navale”.

E in effetti lo spettro dell’esternalizzazione è sempre incombente su questo come su altri settori produttivi pubblici e non sarebbe la prima volta. Il Piano infrastrutturale Brin dell’Arsenale M.M. risalente al 2015 è stato attuato solo parzialmente e solo il 50% dei posti messi a concorso sono stati coperti, mentre i pensionamenti stanno decimando le risorse lavorative.

Il sindaco Bitetti, nella sua lettera a Crosetto invita “a rivalutare la necessità di superare i vincoli imposti dalla legge n. 244/2012, con cui sono stati tagliati posti di lavoro del personale civile e militare”. E sottolinea, in particolare: “L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto oltre ad essere uno stabilimento che si contraddistingue per la qualità del personale impiegato e per la funzionalità delle infrastrutture, degli impianti e dei mezzi in dotazione, rappresenta un pilastro storico dell’economia locale – scrive il Sindaco – Sembra, però, che il concorso pubblico del piano assunzione 2020/2022 riservato all’Arsenale di Taranto, non abbia sortito gli effetti auspicati, consentendo la copertura di solo 165 posti a fronte di 315 messi a concorso”.

Sul fronte della Leonardo, invece, i lavoratori dell’azienda, che hanno manifestato ieri, avvertono i pericoli che si celano nella joint-venture con gli Emirati Arabi.

“Oggi usciamo dalla fabbrica in segno di protesta – avvia il delegato della Fim Cisl, Giampiero Strusi – a seguito delle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Leonardo, Cingolani, dopo l’inconro dell’11 marzo e dopo il coordinamento nazionale del 18 marzo, perché non riceviamo risposte sul futuro dello stabilimento di Grottaglie e soprattutto dei lavoratori diretti e dell’indotto. Dalle voci che circolano, sappiamo che l’accordo dovrebbe concludersi a giugno e che ci sarebbe una ripartizione delle quote al 50%. Noi chiediamo che la governance resti a Leonardo e che i lavori restino a Grottaglie e alle dipendenze dirette dell’azienda”.

I sindacati chiederanno alla Regione Puglia di convocare un incontro al quale sia presente anche l’azienda.

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