L’insegnamento di religione e la costruzione dell’intelligenza spirituale
Un corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica specialisti
L’appuntamento annuale per il corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica si è concentrato sul tema della costruzione dell’intelligenza spirituale. La scelta di questo tema è legata al 60° anniversario della lettera di papa Leone XIV sulla ‘Gravissimum Educationis’, la quale invita la comunità a sviluppare tre impegni principali: la cura dell’interiorità, l’accompagnamento nell’uso del digitale e la promozione della pace. Nelle giornate del 9-10-11 marzo, al seminario arcivescovile, oltre 100 insegnanti di religione si sono messi in ascolto degli esperti e hanno potuto avere del tempo a disposizione per il confronto e l’incontro. Il corso ha approfondito i vari aspetti attraverso interessanti contributi. Il professor Mancini ha analizzato le sfide educative del post-umano, mettendo al centro la cura dell’interiorità per aiutare gli studenti a riscoprire i propri desideri autentici e la speranza, sottraendosi ai bisogni indotti dal contesto culturale. Il professor Sebastiano Pinto, docente di Sacra Scrittura, partendo dal libro dei Proverbi, ha illustrato il cammino di ricerca interiore tra tecnica e sapienza, sottolineando l’importanza per l’uomo di riconoscersi come creatura davanti a Dio. Il professor Vincenzo Annicchiarico ha fornito una definizione di intelligenza spirituale intesa come la cura di sé nelle relazioni, mettendo a fuoco il concetto paolino di Hypomene (pazienza), ovvero la capacità di rimanere fermi e stabili anche sotto il peso delle avversità della vita. La professoressa Silvia Ruggiero, psicologa, ha esaminato il rapporto tra mondo interiore ed esteriore per sviluppare ulteriormente questa dimensione di cura.
Così ha sintetizzato le giornate don Ciro Marcello Alabrese, direttore dell’ufficio Educazione, scuola, Irc, università: “L’intelligenza spirituale non si riduce a una ricerca individualistica, ma si sviluppa verso un’apertura verso gli altri per vivere bene le relazioni”.
Durante l’evento, l’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, ha incoraggiato i docenti a proseguire nel loro compito, sottolineando la dimensione del ‘noi’ e definendo l’insegnante di religione come un facilitatore di relazioni significative all’interno della scuola.
Il terzo giorno è stato dedicato a laboratori pratici per l’elaborazione di percorsi formativi specifici per ogni ordine e grado di scuola. I lavori sono stati introdotti dal racconto di alcune buone pratiche messe in atto dagli insegnanti di religione cattolica. Paolo Narcisi, docente nella scuola primaria a Martina Franca ci ha descritto la sua attività: «Nella scuola primaria cominciamo a lavorare sulle emozioni dalla classe quarta sulla base del gioco e approdiamo alla secondaria di primo grado con un progetto vero e proprio. Si lavora con i ragazzi insieme agli insegnanti di religione dell’istituto comprensivo, in modo trasversale, coinvolgendo anche l’infanzia. Punto d’avvio è il tema della cittadinanza consapevole, quindi si vanno a toccare temi come la gestione delle emozioni, la gestione della rabbia, l’individuazione delle fake, la drammatizzazione su situazioni spiacevoli che si possono verificare come bullismo, cyberbullismo, eccetera. Il tutto è corredato dal gioco, come ad esempio il Twister delle emozioni, fino a terminare poi alla costruzione di un Google site o di video di questo tipo».
Gli altri racconti sono stati di Sara Masella, docente nella scuola dell’infanzia, che ha ideato e realizzato per i suoi alunni dei video per accompagnare l’apprendimento e il piacere del conoscere, e di Teresa Di Mitri che ha saputo coinvolgere i docenti in un progetto sulle emozioni nella scuola secondaria di secondo grado.
In conclusione delle giornate di aggiornamento, il direttore ha annunciato l’incontro nazionale degli insegnanti di religione cattolica provenienti da tutta Italia che si svolgerà a Roma, il prossimo 25 aprile, alla presenza del santo padre Leone XIV. Questo incontro, come i precedenti, servirà a fermare lo sguardo su un terreno delicato di confronto e di accompagnamento dei fanciulli, ragazzi e giovani che continuano ad avvalersi di questo insegnamento nella scuola.







