Lizzano ha rivissuto la Passione di Cristo
Fede, silenzi ed emozioni in una storia che non si spegne
Nell’aria di Lizzano è ancora viva la profonda commozione che ha attraversato la comunità nella giornata di ieri, 29 marzo, Domenica delle Palme, in occasione della sacra rappresentazione della Passione di Cristo.
Gli scorci del piazzale di San Pasquale Baylon si sono trasformati in un palcoscenico a cielo aperto, fino a riportare in vita i luoghi e i momenti di una delle vicende più significative della storia dell’umanità.
A rendere possibile tutto questo è stata ancora una volta l’Associazione Pietre Vive, insieme ai suoi volontari, che con dedizione e spirito di servizio hanno dato forma a un appuntamento che si rinnova da oltre mezzo secolo, giunto quest’anno alla sua 54ª edizione.
Per fedeli e visitatori è stato possibile immergersi, per alcune ore, in un’esperienza che ha superato i confini della semplice rappresentazione teatrale. È stato un raccoglimento condiviso, in cui il teatro si è fatto mezzo per raccontare la Passione in modo diretto, coinvolgendo il pubblico in un dialogo fatto di sguardi, silenzi ed emozioni autentiche.
Tra gli elementi più caratteristici emergono il coinvolgimento diretto della cittadinanza, il contributo instancabile del volontariato, la cura delle scenografie e dei costumi, e un’organizzazione che si sviluppa lungo l’intero arco dell’anno: un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma essenziale per dare solidità e continuità a una consuetudine tanto sentita.
La responsabilità di portare in scena gli ultimi momenti della vita di Cristo si riflette negli sguardi e nei gesti di chi ha scelto di partecipare: non si tratta solo di interpretare un ruolo, ma di attraversare una storia che continua a parlare, lasciando spazio a una partecipazione sincera e consapevole.
Tra i numerosi attori volontari, significativa è la presenza di più generazioni, segno evidente di un’eredità viva e condivisa. Accanto ai più anziani, custodi della memoria e promotori dell’iniziativa, si affiancano giovani sempre più coinvolti, pronti a raccogliere il testimone con partecipazione.
A completare questo quadro anche i bambini, che si avvicinano con curiosità a questo racconto, entrando in un contesto che li mette in contatto con una memoria collettiva fatta di fede, gesti e tradizione.
Alla base di tutto vi è un lavoro di squadra concreto, costruito nel tempo, in cui ogni contributo trova il proprio spazio. Un impegno che si intreccia con una dimensione spirituale presente in ogni fase, dalla preparazione fino alla rappresentazione.
La Passione di Cristo a Lizzano non è soltanto un appuntamento atteso: è un momento in cui la comunità si ritrova e si riconosce.
Quando tutto finisce, resta qualcosa che non si spegne con le luci: un’emozione che accompagna, una riflessione che rimane, il segno discreto di un’esperienza condivisa.
Il servizio fotografico è stato curato da Ciro Monteleone





