Il pellegrinaggio alla Madonna della Mutata, a Grottaglie
La Domenica in Albis, nella cosiddetta “Pasca tli palomme” (Pasqua delle colombe) i grottagliesi si recheranno in pellegrinaggio allo storico santuario della Madonna della Mutata; non mancheranno fedeli dai paesi vicini, soprattutto Villa Castelli, Monteiasi e Montemesola, molti dei quali continueranno a giungere a piedi o sui caratteristici carretti. La chiesetta è affidata ai padri minimi che celebreranno sante messe alle ore 7.30, 9.30, 17.00 e 19.00. In mattinata, inoltre, si terrà il pellegrinaggio della comunità parrocchiale di Montemesola con le confraternite del Santissimo Rosario e di San Michele Arcangelo che parteciperà alle ore 11 alla santa messa presieduta da don Mimmo Alò, in occasione del 10.mo anniversario di ordinazione sacerdotale, concelebrata dal parroco don Andrea Casarano.
La chiesetta è ubicata a circa sei chilometri dal centro abitato, ai piedi della Murgia martinese, in località ‘Foresta Tarentina’, tant’è che il luogo era noto anche come ‘Santa Maria in Silvis. La particolare denominazione del santuario sarebbe legata a un presunto evento prodigioso verificatosi il giorno di Pentecoste del 1359 relativo all’affresco della Madonna dipinto sulla parete a sud. Si racconta che il dipinto originariamente avesse lo sguardo rivolto verso Martina Franca, cui perciò spettava (secondo la tesi dei suoi abitanti) il possesso del luogo.Ma questo non andò giù ai grottagliesi, particolarmente devoti al culto della Madonna con quel titolo, che alla fine ne avrebbe accolto le preghiere posizionandosi prodigiosamente con lo sguardo verso il loro paese. Da questo ebbe origine la particolare denominazione della chiesa: Madonna della Mutata. Ci sarebbe però, a tal proposito, una spiegazione ben diversa, basata su una ricerca storica condotta da Ciro Cafforio (1954), nella quale si mette in relazione il nome ‘Mutata’ con l’esistenza di locanda dove avveniva, appunto, il cambio (la ‘muta’) dei cavalli.




