Morti sul lavoro

Ancora morti sul lavoro a Taranto: a perdere la vita un giovane di 38 anni

13 Apr 2026

di Silvano Trevisani

Mattinata tragica per il lavoro a Taranto: un giovane operaio, Roberto Di Ponzio, di 38 anni, ha perso la vita mentre era impegnato a lavorare su un impianto di illuminazione all’esterno del cimitero comunale San Brunone. L’operaio, dipendente della Tec gen srl, stava operando su una gru quando è stato improvvisamente colpito da un palo della luce. Secondo una prima ricostruzione, il sostegno sarebbe crollato all’improvviso, forse a causa del forte vento, travolgendolo senza lasciargli scampo. L’impatto si è rivelato fatale e il decesso sarebbe avvenuto sul colpo. I soccorsi, scattati immediatamente, perciò, si sono rivelati purtroppo inutili. Sul luogo dell’incidente, assieme agli operatori sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri, il personale dello Spesal, il nucleo ispettorato del lavoro, oltre al pm di turno, Raffaele Casto.

Ora saranno effettuati gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità legate alla sicurezza sul lavoro. Resta da chiarire cosa abbia provocato il cedimento del palo e se e in quale misura le condizioni meteorologiche abbiano inciso in modo determinante sull’accaduto.

Non sarebbe la prima volta che le avverse condizioni meteorologiche determinano eventi tragici, tutti ricorderanno il crollo della gru in Ilva per una tromba d’aria nel 2011, così come di estrema pericolosità si rivelano le lavorazioni effettuate in piattaforme sospese. Solo pochi giorni fa il crollo di un carrello elevatore aveva causato la morte di due operai e il grave ferimento di un altro in Sicilia, anche questo ultimo di una serie di episodi simili.

Ma per la Puglia, di particolare pericolosità si rivelano propri i lavori di manutenzione ed edilizia che, assieme a quelli agricoli, si confermano i più pericolosi. Se guardiamo ai dati ufficiali, gli ultimi gli cui disponiamo ufficialmente, dobbiamo sottolineare che nei primi sei mesi del 2025 gli infortuni mortali in Puglia sono stati 38, 4 in più rispetto all’anno precedente, mentre nello stesso periodo sono state 16.391 le denunce di infortunio sul lavoro presentate, lo 0,37% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le denunce di malattie professionali sono state 59.857, con un incremento del 25,5%, i settori più colpiti sono agricoltura, edilizia e lavori su strada.

Proprio sul fronte delle malattie professionali, che molto spesso hanno avuto esiti tragici nel nostro territorio, ma poche volte sono state adeguatamente risarcite, dobbiamo segnalare un episodio importante che si spera possa aprire un nuovo capitolo sul fronte dell’amianto: gli eredi di un lavoratore dell’indotto dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto hanno ottenuto un risarcimento complessivo di circa un milione di euro dal ministero della Difesa, perché ritenuto responsabile per la mancata adozione di idonee misure di protezione della salute, anche nei confronti dei lavoratori delle ditte private dell’indotto.

“Con sentenza del novembre 2023 – ricorda l’avvocato Giuseppe Mastrocinque, titolare del noto studio legale tarantino che ha difeso i congiunti del lavoratore -, il Tribunale di Taranto, in funzione di giudice del lavoro, ha ritenuto il Ministero della Difesa responsabile, per non aver garantito un ambiente di lavoro salubre e per non aver informato e protetto il lavoratore dai rischi derivanti dall’esposizione a sostanze nocive. Sicché lo Stato italiano veniva condannato al risarcimento di circa 200.000 euro per la sofferenza patita dal lavoratore in conseguenza della malattia. In seguito, il Tribunale di Lecce, con sentenza del febbraio di quest’anno, condannava il ministero della Difesa – confermandone la responsabilità – ad un ulteriore risarcimento di circa 800.000 euro in favore del coniuge e dei figli del lavoratore, a titolo di ristoro dei danni conseguenti alla morte del congiunto, portando la liquidazione complessiva del risarcimento a circa un milione di euro”.

Ci si augura che, per il futuro, la giustizia garantisca almeno un giusto risarcimento alle famiglie che hanno subito eventi luttuosi a causa del lavoro. Ricordiamo, a questo proposito, che in Puglia, nel solo mese di febbraio, l’ultimo del quale si abbiano dati certi, sono stati 3 gli infortuni mortali.

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