Diocesi

Catechesi e persone con disabilità: ascolto, cura, attività inclusive

27 Apr 2026

di Paolo Simonetti

La proposta formativa rivolta a catechisti e coordinatori parrocchiali si è arricchita di un’altra opportunità preziosa per il servizio dell’annuncio, dopo la serata del 14 aprile dedicata al bibliodramma. Lo scorso giovedì 23 aprile, nella parrocchia di Sant’Antonio a Taranto, si è tenuto l’incontro sul tema ‘Catechesi e persone con disabilità. Ascolto, cura, attività inclusive’.

L’attenzione alla disabilità è di grande importanza per l’evangelizzazione e la formazione cristiana. Già papa Francesco, alcuni anni fa, ricordava che in questo popolo, che avanza tra le vicende della storia guidato dalla Parola di Dio, «tutti sono protagonisti, nessuno può essere considerato semplice comparsa» (Messaggio del 20 novembre 2021).

L’Ufficio diocesano cura costantemente questo ambito da numerosi anni con iniziative tese a sostenere i catechisti impegnati accanto ai ragazzi e le famiglie che fanno i conti quotidianamente con la fragilità. E le comunità sono chiamate non solo a prendersi cura dei più fragili, ma a riconoscere la presenza di Gesù che si manifesta in loro in modo speciale. Questo «richiede una duplice attenzione: la consapevolezza della educabilità alla fede della persona con disabilità, anche gravi e gravissime; e la volontà di considerarla come soggetto attivo nella comunità in cui vive» (Direttorio per la catechesi, 269).

Relatrice è stata la dott.ssa Angela Porrelli, responsabile regionale del settore catechesi con e per le persone disabili. Grazie alla sua esperienza, i catechisti hanno potuto esplorare strategie concrete per un cammino catechetico accogliente e inclusivo, ponendo al centro l’ascolto, la cura e le attività che valorizzino ogni persona.

La dott.ssa Porrelli ha sottolineato l’importanza del linguaggio capace di coinvolgere i ragazzi, e non solo loro, andando oltre la sola dimensione verbale. Nelle due ore trascorse insieme ai catechisti presenti, la relatrice ha simulato lo svolgimento di un incontro vero e proprio, facendo ricorso a una molteplicità di tecniche e metodologie per riuscire a rendere protagonisti attivi tutti i partecipanti. La presentazione dinamica dei presenti, la preghiera del Padre nostro attraverso l’albo illustrato, l’uso delle carte delle emozioni, l’ascolto di una canzone coinvolgente e la riflessione personale, sono state alcune delle risorse messe in campo dall’esperta per organizzare la narrazione. Le testimonianze e i racconti di giovani e adulti che quotidianamente si confrontano con situazioni a volte faticose hanno poi permesso di legare i suggerimenti della relatrice con la realtà che ci interpella.

In modo sempre più convito, ha sostenuto Angela Porrelli, bisogna valorizzare l’attenzione specifica al mondo della disabilità in tutte le iniziative della catechesi, facendo ricorso agli strumenti didattici più opportuni che ormai sono divenuti di facile accesso. Ma prima ancora c’è bisogno di cambiare mentalità perché l’altro è persona sì da accompagnare ma anche capace di offrire il suo apporto costruttivo all’annuncio del Vangelo.

Nel saluto conclusivo, il direttore dell’Ufficio catechistico, don Simone Andrea De Benedittis, ha richiamato i catechisti e gli educatori a non fermarsi di fronte alle difficoltà che storie e percorsi personali possono manifestare ma di curare costantemente la formazione personale e di gruppo per diventare segni concreti di cura all’interno delle comunità parrocchiali.

Come ha recentemente ricordato papa Leone XIV: «Non possiamo dimenticarci dei più fragili, non possiamo immaginare una società che corre a tutta velocità aggrappandosi ai falsi miti del benessere, ignorando tante situazioni di povertà e di fragilità».

Nel prossimo mese i catechisti si ritroveranno in seminario per la consegna degli attestati a quanti stanno per concludere il terzo anno del triennio di formazione di base.

 

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