Festeggiamenti patronali

Fare rete per costruire un futuro migliore

Il messaggio lanciato da ‘Le città visibili’, l’incontro svoltosi giovedi in arcivescovado

ph G. Leva
08 Mag 2026

di Angelo Diofano

Giovedì sera i sindaci dei Comuni della provincia si sono ritrovati nella basilica cattedrale per l’offerta dell’olio della lampada della pace assieme ai vescovi della metropolia: mons. Ciro Miniero (per la diocesi di Taranto), mons. Sabino Iannuzzi (per la diocesi di Castellaneta) e don Antonio Andriulo (viario episcopale della diocesi di Oria, in rappresentanza del vescovo mons. Vincenzo Pisanello). Il rituale è stata una novità per i festeggiamenti patronali e sarà rinnovato anche nei prossimi anni. “L’olio – ha detto mons. Miniero – rappresenta la nostra terra. Ma l’olio che brucia dà anche la luce, come accadeva quando non c’era l’energia elettrica. E oggi ritorniamo alle origini con questo atto, facendo luce, in un segno di speranza per il futuro”. La cerimonia è stata inframmezzata dalle esecuzioni musicali degli allievi del conservatorio ‘Paisiello’.

In precedenza si è tenuto nel salone dei vescovi l’evento ‘Le città visibili’, con la partecipazione delle amministrazioni comunali della provincia jonica: una social challenge dedicata alla condivisione delle esperienze del territorio sui temi della sostenibilità, dell’accessibilità, della qualità della vita dei comuni della provincia, anche qui con la partecipazione dei sindaci del territorio jonico. L’incontro è stato aperto dai saluti dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che ha così sottolinesto: “Bisogna guardare sempre al futuro con speranza e nello stare insieme, come accade in questo appuntamento, che ci aiuta a crescere insieme come comunità. E quale occasione migliore per lanciare un messaggio così bello e forte se non quella di San Cataldo, il santo che porta con sé i valori della rinascita, del bene comune?”

ph G. Leva

Successivamente il presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano, cui si deve l’organizzazione de ‘Le città visibili’ ha invitato i Comuni a inviare brevi video riassuntivi delle proprie ‘buone pratiche’, che saranno caricati sulla pagina web della Provincia e sottoposti a voto, con premiazione degli elaborati che riceveranno più like.

È invece toccato al giornalista Rai, Emilio Casalini, entrare nel merito dell’importante e significativo incontro, da lui così commentato: “La Chiesa ha una rete fortissima di rapporti sui territori mentre le amministrazioni comunali hanno reti di servizi. Parroci e sindaci sono dunque le figure di rifermento in ogni luogo. Quindi i presupposti ci sono tutti per lavorare meglio insieme. Impariamo così gli uni dagli altri quello che c’è di meglio, offrendolo per far funzionare al meglio le nostre realtà”.

”Dobbiamo lavorare per il benessere generale, valorizzando la bellezza e l’economia dei nostri territori affinché i nostri giovani, opportunamente motivati, non debbano più andare via – ha continuato Casalini -. In particolare Taranto deve iniziare una narrazione diversa che renda orgogliosi i suoi abitanti. Iniziamo tutti a impegnarci, a partire da questo momento importante che è la festa di San Cataldo”.

 “Il nostro impegno di amministratori – ha commentato Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia – è fatto di una presenza costante al fianco dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese che guardano al futuro con speranza nonostante le tempeste. Essere qui oggi significa rinnovare un patto di lealtà verso tutti i cittadini e ribadire che la Provincia non è un ente lontano ma una casa comune, cui fare rierimento per ognuno”.

Anche per il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, quella di San Cataldo costituisce una grande occasione per fare rete. “Il messaggio del santo vescovo, d’altronde, è quello dell’inclusione, dell’accoglienza e della pace – ha detto – E nell’anno dei Giochi del Mediterraneo parlare di questo nella nostra città è l’appello più importante che possiamo lanciare”.

Anche il parroco della cattedrale, mons. Emanuele Ferro, ha insistito sulla necessità di fare rete attraverso le buone pratiche, ciò che è importante e che funziona, comunicandole agli altri e fra noi. “Da questo presupposto è nato ‘Le città visibili’, opportunità per cominciare insieme un cammino virtuoso, rilanciando alcuni messaggi della ‘Laudato si’’ associati all’Agenda 2030. Guardiamo a sostenibilità, accessibilità, inclusione per cominciare la narrazione del futuro. Ciò si coniuga con il messaggio di San Cataldo, che è costruttore di civiltà e di comunità”.

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

 

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