Puglia seconda per le Bandiere Blu dato solo apparentemente positivo
Come ogni anno, all’arrivo dell’estate, anche per il 2026 la FEE (Foundation for environmental education) ha stilato la lista delle Bandiere Blu, ovvero l’elenco di spiagge premiate per la pulizia delle acque, l’efficienza dei servizi, la gestione dei rifiuti e l’educazione ambientale.
Anche quest’anno è la Liguria, con 35 Bandiere blu, tra le quali due nuovi ingrassi, la regione più premiata, mentre la Puglia si conferma seconda con 27 riconoscimenti, lo stesso numero dell’anno scorso, nonostante due nuovi ingressi, poiché questi compensano due esclusioni di spiagge presenti lo scorso anno. Tra i paradisi incontaminati delle coste italiane si annovera, quest’anno, un maggior numero di località della Calabria, che appaia la Puglia al secondo posto.
Come vedremo, tutte le province pugliesi sono rappresentate, all’infuori della Bat, mentre Bari ha solo 3 riconoscimenti, di fronte ai 9 di Lecce, che la fa da padrona. Proprio la provincia di Lecce, però, pur avendo ottenuto due “new entry”, ovvero Morciano di Leuca e Tricase, non cresce poiché subisce anche due esclusioni, essendo state espunte dall’elenco 2025: Patù e Castrignano del Capo, che non presentano più i requisiti necessari.
E per la provincia di Taranto? Si confermano le Bandiere blu dello scorso anno, ovvero: Manduria (San Pietro in Bevagna); Maruggio (Commenda, Campomarino, Acqua Dolce), Leporano (Lido Gandoli, Porto Pirrone, Portosaturo, Baia d’Argento), Pulsano (Marina di Pulsano), Castellaneta (Riva dei Tessali/Pineta Giovinazzi/Castellaneta Marina/Bosco della Marina) e Ginosa (Marina di Ginosa).
Un risultato, quello della Puglia, che solo apparentemente può ritenersi positivo, se misurato in termini numerici, ma che tutt’altro che positivo si dimostra se calcolato in proporzione alla lunghezza delle coste, che sono le più lunghe dell’Italia peninsulare. Le 27 Bandiere blu della Puglia sono, infatti, da dividersi per i 940 chilometri di costa, in massima parte “bassa”, il che vuol dire, in proporzione: una bandiera ogni 35 chilometri circa di costa. Se si considera che le 35 Bandiere-blu della Liguria sono suddivise su soli 350 chilometri di costa, di cui solo 154 “bassa”, il calcolo è fin troppo semplici: una bandiera ogni 10 chilometri. Certo: Sicilia e Sardegna dispongono di coste di lunghezza almeno doppia rispetto alla Puglia e hanno ancor meno Bandiere blu, ma soffrono, com’è noto, anche di molti più problemi. Va considerato che anche la Calabria ha meno coste della Puglia (800 Km) e molto meno basse.
Molti potranno ritenere ingiusto che alcune località pugliesi, e anche tarantine, non abbiano ottenuto la bandiera blu, anche se vantano un mare pulito e spiagge bellissime, a partire dalle altre località della costa orientale, come Lizzano, Avetrana e così via. Ma bisogna ricordare che per ottenere la Bandiera Blu non basta un mare “cristallino” e neppure una spiaggia “paradisiaca”, poiché la FEE valuta le location in base a criteri molteplici e tutti molto rigidi. Come prima cosa si analizza la qualità delle acque: campionamenti regolari devono certificare l’assenza di inquinamento. Bisogna poi prendere in esame l’educazione ambientale del luogo, dunque la presenza di attività e pannelli informativi esaustivi per i turisti, e la gestione dei rifiuti, ovvero: la raccolta differenziata deve essere obbligatoria e la pulizia dell’arenile costante, il che non sempre avviene, soprattutto nell’Isola amministrativa di Taranto. Infine, è necessario valutare sicurezza e servizi: sono essenziali la presenza del pronto soccorso e dei bagnini e l’accessibilità deve essere garantita a tutti. E così ci si rende conto di quanto ancora restai da fare. E non tanto e non solo per assecondare le esigenze dei turisti ma prima ancora quelle dei residenti.




