Forum associazioni familiari: riflessioni per la morte di Bakari
Come Forum provinciale delle associazioni familiari Taranto abbiamo atteso qualche giorno per esprimerci sull’assassinio di Sako Bakari. Siamo vicini alla famiglia che pur lontana nel Mali, sentiamo concittadina, e rivolgiamo un pensiero alle famiglie dei ragazzi colpevoli di questa tragica morte/omicidio.
Dopo aver sentito le parole di pace durante le celebrazioni per il santo patrono provenienti da Gaza è ancora più difficile realizzare che un gruppo di giovani, alcuni minorenni abbiano potuto commettere quell’atto efferato. Sembra quasi che tutto il lavoro fatto nella città vecchia dalla chiesa e da associazioni e istituzioni sia stato inutile. Ora però è il momento di interrogarsi seriamente sul perché sia successo: razzismo? bravata, bullismo? incoscienza? sopraffazione del più debole? errato valore della vita umana? E i genitori, le famiglie?
Cercare i ‘colpevoli’ occulti è uno sterile esercizio, le indagini delle forze dell’ordine stabiliranno lo svolgimento dei fatti e le responsabilità personali, quello che compete agli altri e a noi come Forum in particolare è la riflessione profonda e il successivo agire in collaborazione e sinergia con gli altri agenti operanti: famiglie, scuole, associazioni, chiesa, servizi sociali. La presenza alle cinque di mattina di minorenni, maschi e femmine, in strada è un fatto eclatante, purtroppo non unico, come dicono le cronache; riporta l’attenzione all’educazione che nel caso di questi ragazzi, è evidentemente insufficiente, portando alla luce carenze genitoriali, scolastiche e istituzionali. L’impegno del Forum delle associazioni familiari, in collaborazione con la comunità educante (famiglie, docenti, studenti, pastori e società civile) è sottolineare l’importanza della famiglia, il cui disagio spesso non è solo economico, la sua importanza primaria nel trasmettere il valore dell’accoglienza, nel rispetto reciproco, una responsabilità crescente e consapevole finalizzata ad un buon vivere insieme; un patto che coinvolga tutte le famiglie native o accolte a partire da ciò che unisce; dalle parole che chiamano le cose con il loro nome, senza edulcorare o minimizzare, dal rispetto delle fasi di crescita del bambino, in accordo tra la maturità fisica e psicologica. La sinergia è fondamentale perché nessuno si educa da solo, da tutti i suoi agenti infatti viene generata vita, trasmessa fiducia, contrastata ogni forma di cultura della violenza in una ‘pace’ che è anzitutto l’altro nome dell’educazione, il primo livello del vivere insieme.
In programmazione abbiamo un incontro sul tema. È necessario lavorare con umiltà, senza mai perdere la speranza.




