Diocesi

L’omelia dell’arcivescovo Ciro Miniero per la solennità del Corpus Domini

07 Giu 2026

Riportiamo il testo dell’omelia pronunciata dall’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, per la solennità del Corpus Domini:

Cari fratelli e sorelle,

la solennità del Corpo e del Sangue del Signore è caratterizzata dalla processione col SS. Sacramento.

La Chiesa, per capire e vivere bene questo gesto, ripensa alla luce della parola di Dio il cammino di Israele attraverso il deserto. Israele trova nella desolazione del deserto la strada che lo porta alla terra promessa, perché è il Signore stesso che lo guida. Può vivere per quarant’anni anche nella terra che non può produrre alcun nutrimento, perché capisca “che l’uomo non vive solo di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca di Dio”.

Abbiamo però sentito, cari amici, come il Signore dice al suo popolo: “ricordati di tutto il cammino”; “non dimenticare il Signore tuo Dio”. Perché questa insistenza contro la dimenticanza? Perché quanto ha vissuto Israele fa emergere ciò che di più profondo vi è in ogni storia umana. Non è forse tutto il nostro vivere la ricerca di una terra promessa, di una “città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso?” [Eb 11, 10]. Ma questo viaggio può trovare il suo orientamento, evita il rischio di trasformarsi in un estenuante vagabondaggio, solo se il Signore cammina con noi.

Quando fra poco processionalmente percorreremo le strade della nostra città, non dimentichiamo quanto il Signore ci ha detto nella prima lettura.

La Chiesa ha istituito questa solennità come un grande inno di gratitudine perché in Gesù, Dio non ha guidato il cammino del suo popolo solamente colla luce della sua Parola, ma si è fatto carne; è divenuto uomo fra gli uomini ed è rimasto con loro al punto che egli si pone nelle nostre mani e nel nostro cuore nel mistero del pane trasformato.

Nessuno ha espresso meglio di Tommaso d’Aquino la gioia della Chiesa: “impegna tutto il tuo fervore; egli supera ogni lode; non vi è canto che sia degno”.

In un momento drammaticodel loro cammino nel deserto, i figli di Israele mormoravano contro il Signore, dicendo: “il Signore è in mezzo a noi sì o no?” [cfr. Es 17, 3-7]. Forse, se non vigiliamo, anche noi siamo esposti a questa tentazione: “ma Gesù, Dio fattosi uomo è veramente presente fra noi; il pane ed il vino consacrati sono veramente il suo Corpo e il suo Sangue?”.

Abbiamo ascoltato le parole di Gesù nel Vangelo. “Il pane che io darò è la mia carne per la vita eterna”. E cominciò subito il mormorio, la protesta, lo scandalo di chi ascoltava:”come può costui darci la sua carne da mangiare?”. Gesù avrebbe potuto subito zittirli: “ma cosa avete capito? Guardate che intendevo solo lasciare come immagine che la mia carne è il vero pane di vita”. Non solo Gesù non dice questo, ma rafforza le sue parole: “se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita”.

La fede nel Dio fatto uomoinclude la fede in Dio corporeo; e questa fede diventa realmente vera, piena, solo se essa non si limita ad essere un atto puramente spirituale, ma diventa un avvenimento sacramentale, in cui il Signore corporeo afferra la nostra persona che è anche corpo. La presenza reale di Gesù è una presenza che esercita su ciascuno di noi come una forza gravitazionale, una potenza di attrazione che vuole afferrarci ed unirci a Sé.

 Cari fratelli e sorelle, poiché il Signore è realmente presente nell’Eucarestia, questa presenza ha sempre implicato l’adorazione.

Cari amici, mi chiedo ad alta voce: siamo ancora capaci di adorare? Quando siamo alla Presenza del Signore nell’Eucarestia, quando lo riceviamo nella Comunione non avviene un incontro fra uguali. Nella sua fede profonda,Sant’Agostino pregava: “tu, Signore, chiamami amico; ma io mi considererò tuo servo, sempre”.

Proviamo a pensare come trattiamo l’Eucaristia quando entriamo in chiesa: salutiamo sempre Gesù presente nel tabernacolo?, dopo aver ricevuta la comunione ci fermiamo in adorazione ponendoci in un profondo raccoglimento?

In una sua predica, Sant’Agostino dice ai suoi fedeli: nessuno può comunicarsi senza prima aver adorato. Teodoro di Mopsuestia, suo contemporaneo, che esercitava il suo ministero in Siria, riferisce che ogni fedele prima di comunicarsi pronunciava una parola di adorazione. I monaci benedettini di Cluny prima di comunicarsi si toglievano le calzature.

La solennità del CorpusDomini richiama questa esigenza di nutrire un vero spirito di adorazione. Ancora una volta, nessuno meglio di S. Tommaso ha espresso questa esigenza: “Ti adoro devotamente, o Dio nascosto, che sotto queste apparenze ti nascondi veramente; Solo in Te il mio cuore si abbandona, perché contemplando Te, tutto è vano“.

Carissimi, questa solennità ci fa capire che nella vita non siamo soli; ci sostiene nel bene il Signore in persona.

Leggi anche
Ecclesia

L’allocuzione di mons. Miniero per il Corpus Domini 2026

Di seguito il testo dell’allocuzione di mons. Ciro Miniero per la solennità del Corpus Domini: Fratelli e sorelle, al termine della nostra processione eucaristica adoriamo ancora per qualche istante il mistero della Presenza reale di Cristo fra noi. Adorare è rivolgere cuore e mente a Colui che ci salva mentre si lascia spezzare e si […]

Corpus Domini: il Dio che rimane

Vi sono parole del Vangelo che, ancora oggi, conservano tutta la loro forza originaria. Tra queste vi sono certamente quelle pronunciate da Gesù nella sinagoga di Cafarnao: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo» (Gv 6,51). Non si tratta di una semplice metafora spirituale né di un linguaggio simbolico destinato a evocare una presenza […]

Alla Regina Mundi: presentazione di un libro su don Tonino Bello

L'incontro con l'autore, mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca e profondo conoscitore di don Tonino
Hic et Nunc

L’allocuzione di mons. Miniero per il Corpus Domini 2026

Di seguito il testo dell’allocuzione di mons. Ciro Miniero per la solennità del Corpus Domini: Fratelli e sorelle, al termine della nostra processione eucaristica adoriamo ancora per qualche istante il mistero della Presenza reale di Cristo fra noi. Adorare è rivolgere cuore e mente a Colui che ci salva mentre si lascia spezzare e si […]

Leonardo, Natuzzi, porto, C&C: si teme per il futuro di molti posti di lavoro

Altro che record dell’occupazione! La Puglia, con Taranto in prima fila, sta collezionando migliaia di licenziamenti a fronte di poche decine di assunzioni. Ma a soffrire è un po’ tutto il paese. Alla crisi economica e commerciale si unisce una scellerata scelta di delocalizzare gli impianti, spesso anche in altri paesi europei, a partire dalla […]

‘L'eresia di Francesco’: il libro di don Cosimo Schena alla San Francesco di Paola

‘L’eresia di Francesco: storia di un santo che divenne uomo fino in fondo’ è il titolo del libro di don Cosimo Schena che sarà presentato sabato 6 giugno alle ore 20 nella chiesa di San Francesco di Paola, a Taranto. Dialogherà con l’autore il parroco e correttore della comunità dei frati minimi, padre Francesco Cassano. […]
Media
08 Giu 2026