Diocesi

San Giorgio jonico, l’accoglienza della comunità alla reliquia di Carlo Acutis

29 Giu 2026

di Floriano Cartanì

Il sagrato della chiesa Maria SS. Immacolata si prepara a un incontro assai atteso che si terrà nella serata di oggi, lunedì 29 giugno, alle 21.30, con la comunità jonica che si radunerà per assistere all’arrivo della reliquia di San Carlo Acutis, giovane santo del nostro tempo, accolta dagli animatori dell’oratorio Anspi e dai bambini del catechismo, alla presenza di tanta gente, in particolare religiosi e religiose e autorità civili e militari. Un gesto semplice, ma carico di significato profondo che vede un paese stringersi attorno a un ragazzo che ha saputo parlare ai giovani con la lingua della normalità e della luce. Carlo Acutis, morto a quindici anni, ha lasciato un’impronta che continua a sorprendere i nostri giorni. La sua santità non nasce da gesti straordinari, ma dalla capacità di vivere l’essenziale con una limpidezza che oggi appare quasi rivoluzionaria. Per i ragazzi soprattutto, Carlo è diventato un compagno di strada, uno che conosceva internet, che amava la tecnologia, che viveva insomma le giornate come loro, ma che aveva scelto di mettere l’Eucaristia al centro, come un sole che illumina tutto il resto. La sua testimonianza ricorda ai giovani che la fede non è un peso, ma un respiro; non un dovere, ma un incontro possibile, quotidiano, concreto. Sul sagrato, quella sera, saranno proprio i più piccoli a dare il primo saluto alla reliquia. I loro canti, le loro voci, il loro entusiasmo faranno da cornice a un momento che unisce festa e raccoglimento. Attorno a loro, le famiglie, i giovani, gli adulti: una comunità intera, che si ritrova non solo per un evento religioso, ma per un gesto di appartenenza. In un tempo in cui tutto sembra correre, fermarsi insieme davanti alla storia di un ragazzo che ha scelto la semplicità diventa un atto di resistenza oltre che di piena santità, un modo per ricordare che la spiritualità può ancora essere un luogo di incontro. L’oratorio Anspi sangiorgese, con il suo lavoro quotidiano accanto ai ragazzi, trova in questa tappa del peregrinatio un’occasione per rinnovare la propria missione educativa. La presenza della reliquia diventa perciò un invito a guardare oltre l’abitudine, a riscoprire la bellezza della preghiera condivisa, a ritrovare nella comunità un punto fermo. La parrocchia Maria SS. Immacolata, cuore pulsante del paese, accoglierà la reliquia per tre giorni, offrendo momenti di preghiera e riflessione che accompagneranno il cammino spirituale di chi vorrà partecipare. Quando la reliquia ripartirà, resterà la memoria di quelle sere luminose, di un abbraccio collettivo, di un santo giovane che continua a parlare con la forza della sua normalità. Resterà soprattutto la consapevolezza che la santità non è un altrove irraggiungibile, ma un cammino che si costruisce nei gesti quotidiani, nella cura degli altri, nella capacità di lasciarsi toccare dalla grazia, proprio come san Carlo Acutis. E forse, guardando i volti dei ragazzi che accoglieranno la sua reliquia, si capirà che il suo messaggio non è passato invano: la luce che ha acceso quei cuori, continua a camminare con loro.

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