Torna il Frecciarossa: la Regione si tassa ma Taranto resta isolata ugualmente
Alla fine la Regione Puglia si è rassegnata a mettere le mani nel portafogli e a tirare fuori 1 milione e mezzo di euro per consentire al Frecciarossa di approdare nuovamente alla stazione di Taranto, accettando il “ricatto” di Trenitalia. Il no secco di ministero e operatore, infatti, non lasciava spazio a una soluzione diversa, così l’assessore regionale ai Trasporti, Piemontese, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco, accollando alla Regione, per senso di responsabilità, un costo che, per un servizio pubblico,doveva essere a carico dello Stato. Ma tutti i rappresentanti delle associazioni datoriali, pur riconoscendo la correttezza della posizione della Regione Puglia, hanno sollecitato a trovare una soluzione, anche perché, giusto o sbagliato che sia, anche altre regioni pagano per avere il servizio.
Il trasferimento di costi dallo Stato alle regioni, in realtà, è un gioco tra le parti che consente allo Stato e ai suoi enti di alleggerire i propri conti ma riversando i costi agli enti locali e, quindi, ai cittadini delle regioni più gravate che, per non restare tagliate fuori, devono pagare di tasca propria. È un po’ quello che è accaduto per la sanità, settore maggiormente penalizzato per la mancanza di adeguati trasferimenti, e che rischia di riversare sui “soliti contribuenti”, cioè dipendenti e pensionati pugliesi, i costi attraverso l’aumento dell’Irpef regionale.
Sulla questione è intervenuto il sindaco Piero Bitetti che, accogliendo con favore la decisione della Regione Puglia di destinare risorse al collegamento Frecciarossa, definendolo “un segnale importante di attenzione verso Taranto e il territorio ionico, per rafforzare la mobilità di cittadini, lavoratori e imprese”, definisce questo intervento insufficiente a rispondere alle esigenze infrastrutturali dell’arco ionico. “Serve una visione complessiva del sistema dei trasporti, costruita attraverso un forte lavoro interistituzionale e una programmazione strategica che parta dal Governo nazionale e si sviluppi a cascata sui territori”.
Secondo il sindaco, “è necessario creare i presupposti per una reale integrazione tra ferrovia, viabilità, portualità e trasporto aereo, abbandonando polemiche e contrapposizioni politiche che rischiano di rallentare il raggiungimento di obiettivi condivisi”. Questo per “restituire centralità e competitività a una città che sta rinascendo e che ora più che mai ha bisogno di scelte concrete e lungimiranti”.
In realtà, al di là della presunta reale rinascita della città, il cammino da fare è molto lungo perché il Frecciarossa ha un significato più che altro simbolico, rispetto a una qualità dei collegamenti ferroviari assolutamente inidonea, penalizzata dalla revoca per finanziamenti del Pnrr, che avrebbero dovuto ammodernare le linee. Per quanto riguarda poi l’aeroporto, poi, per il quale è avviato il progetto di voli cargo, soprattutto verso la Turchia, al di là delle potenzialità e dei rischi che questo comporterà per il sistema agroalimentare, non si avverte nessun segnale di attivazione di voli di linea, anche di fronte alla moltiplicazione del voli e delle linee per Bari, che acquisisce e concentra le linee di Volotea con ben 14 nuovi collegamenti che coinvolgono 5 paesi.




