Dipartita

Enzo Bianchi: una vita in dialogo

ph Sir
02 Set 2026

Unità, dialogo, ricerca, non necessariamente in quest’ordine. Si può sintetizzare con queste tre parole la cifra spirituale di Enzo Bianchi, monaco, fondatore e priore della Comunità monastica di Bose, punto di riferimento di generazioni di cattolici e di una schiera molto folta di non credenti, morto oggi a 83 anni all’ospedale Molinette di Torino. Scrittore e autore di numerosi saggi, aveva collaborato nel corso degli anni con importanti quotidiani e riviste. E’ stato inoltre fondatore delle Edizioni Qiqajon, la casa editrice della Comunità di Bose.

Nel 2000, dopo l’allontanamento per volontà della Santa Sede dalla sua comunità nel Biellese, che aveva guidato da priore fino al 2017, Enzo Bianchi ha vissuto dapprima a Torino, ospite in casa di amici e poi nel 2021 in una filiale nel monastero in Toscana. A 80 anni, fonda la fraternità monastica Casa della Madia e nonostante la malattia, durante quello che definisce un “nuovo inizio” non smette di incontrare “fratelli e sorelle”, viaggiare e progettare il futuro: negli ultimi mesi, ha partecipato ai funerali del suo amico don Antonio Mazzi, ma non è riuscito a passare un pò di tempo al mare della sua amata Sardegna. Nonostante ciò, la sua agenda era ancora piena di impegni: questo autunno, ad esempio, avrebbe dovuto guidare un corso per cuochi. Si è avverato, così, uno degli imperativi affidati alle pagine di uno dei suoi libri: dare “vita ai giorni e non giorni alla vita”, fino alla fine.

A Bose chiunque bussava alla porta viene accolto, senza che gli venisse chiesto il suo nome: giovani in ricerca, senzatetto, politici, preti, filosofi come Umberto Galimberti e Massimo Cacciari  o cantautori come Lucio Dalla e Vinicio Capossela, protagonista con lui il 31 maggio scorso di una serata a Mondovì. Perché l’essenza e il fascino di Bose è l’accoglienza come cifra distintiva della “differenza” cristiana: la fraternità era la parola d’ordine che consentiva a cattolici e protestanti di vivere insieme il celibato e una vita fatta di preghiera, contemplazione e silenzio, meditando in profondità la Scrittura e nello stesso tempo lavorando in mezzo agli altri come infermieri, inseganti, operai. Un “ecumenismo in azione” che ha fatto di Enzo Bianchi uno dei primi interpreti dei dettami del Concilio, lui che poteva annoverare tra gli amici frére Roger Schutz, il fondatore della Comunità di Taizé, e il patriarca ortodosso Atenagora.

Nato il 3 marzo del 1943 a Castel Boglione, dove sarà sepolto, nell’infanzia ha dovuto fare i conti con la perdita della mamma, restando in casa con un padre ateo e comunista che gli ha insegnato ad amare i più poveri. Dopo il diploma in ragioneria, ha intrapreso gli studi in Economia all’Università, ma presto li ha abbandonati per andare a vivere in solitudine in una piccola cascina nella frazione di Bose a Magnano (Biella). Tre anni dopo, nel 1968, la Comunità di Bose – inizialmente formata da un gruppo di amici, uomini e donne – ha cominciato a muovere i primi passi, non senza tensioni con le autorità ecclesiastiche. Nel 2000 è stata riconosciuta come associazione privata di fedeli.

“Un cristiano, un monaco, che con una certa distanza dalla vita del mondo osserva, pensa per poi condividere i pensieri preoccupato di dialogare anche con i non cristiani”.

Con queste parole Enzo Bianchi, nel 2024, spiegava la sua vocazione monastica, tracciando una sorta di bilancio della sua vita: “Perché ciò che mi interessa è l’umanità, quella reale che s’incontra qui e ora sulle diverse strade percorse insieme. E mi sembra di aver accompagnato un mutamento nella società e nella chiesa. Ho osservato eventi catastrofici inattesi: dalla pandemia all’acuirsi della crisi culturale in Europa, dalla rinascita della seduzione della guerra al naufragio della cristianità fino a rischiare di essere ridotta a patrimonio culturale nel nostro Occidente. Il paesaggio umano e religioso è cambiato, un mutamento destinato a continuare”. Ciò che non cambia, però, è la passione per l’uomo e la storia di cui la vicenda del cristiano deve essere nutrita, abbracciandone le contraddizioni, i limiti e le fragilità, accanto alle piccole e grandi gioie quotidiane:  “L’esperienza di fede è esperienza di bellezza, di un incontro tanto reale quanto indicibile, di una presenza più intima a noi del nostro stesso intimo”.

Leggi anche
Diocesi

Martina, La fragilità tra corpo e mente: incontro alla San Francesco

Per ‘Il Portico di Salomone’, la parrocchia San Francesco d’Assisi-santuario Cristo spirante terrà per venerdì 23 alle ore 20.15 in parrocchia l’incontro sul tema ‘La fragilità tra corpo e mente: opportunità o minaccia?’. Il ‘Portico di Salomone’ spiega il parroco don Vincenzo Annicchiarico, è il luogo d’incontro di credenti e non, nella consapevolezza che “oggi […]

I dialoghi di Lourdes con padre Serighelli, al santuario della Madonna della Sanità di Martina

‘I dialoghi di Lourdes: l’esperienza spirituale di Santa Bernadette a Nevers’ è il tema dell’incontro che padre Giuseppe Serighelli, sacerdote passionista, cappellano di lingua italiana al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, terrà venerdì 23 ottobre alle ore 19.30 nel santuario della Madonna della Sanità, a Martina Franca, su invito del parroco don Damiano Nigro. […]

‘Io e Dio… riscopri la tua fede!’: un’occasione per rimettersi in cammino

E se fosse arrivato il momento di fermarsi, fare silenzio e tornare alle domande più importanti della vita? Da questa possibilità nasce ‘Io e Dio… riscopri la tua fede!’, il corso residenziale previsto per il 24 e 25 ottobre al centro pastorale ‘Maris Stella’ di Marina di Pulsano. La proposta della pastorale giovanile e vocazionale […]
Hic et Nunc

Martina, La fragilità tra corpo e mente: incontro alla San Francesco

Per ‘Il Portico di Salomone’, la parrocchia San Francesco d’Assisi-santuario Cristo spirante terrà per venerdì 23 alle ore 20.15 in parrocchia l’incontro sul tema ‘La fragilità tra corpo e mente: opportunità o minaccia?’. Il ‘Portico di Salomone’ spiega il parroco don Vincenzo Annicchiarico, è il luogo d’incontro di credenti e non, nella consapevolezza che “oggi […]

I dialoghi di Lourdes con padre Serighelli, al santuario della Madonna della Sanità di Martina

‘I dialoghi di Lourdes: l’esperienza spirituale di Santa Bernadette a Nevers’ è il tema dell’incontro che padre Giuseppe Serighelli, sacerdote passionista, cappellano di lingua italiana al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, terrà venerdì 23 ottobre alle ore 19.30 nel santuario della Madonna della Sanità, a Martina Franca, su invito del parroco don Damiano Nigro. […]

Produrre energie rinnovabili: così la diocesi si avvia alla fase operativa

Risparmio sul costo dell’energia, sensibilizzazione ambientale e risposte ai bisogni delle fasce più fragili della comunità. Sono queste le direttrici in cui si muove la Carsoc (Cooperativa energie rinnovabili e solidarietà condivisa) istituita a livello diocesano, che propone nuove strategie e risposte agli effetti della crisi energetica, acuita dai conflitti in atto. In una delle […]
Media
22 Ott 2026