L’Italia s’è desta, e vuole chiudere in bellezza
Alzi la mano chi non ha provato un leggero brivido sulla schiena o moto emozionale nel vedere i quattro goal rifilati alla Turchia e quello del pareggio in casa della Francia. Nell’ammirare azioni di prima, rapide e finalizzate sotto la porta avversaria: scampoli di bel gioco di una nazionale guidata da un allenatore che ci ha fatto vincere l’Europeo e divertire cinque anni fa (sono tanti, ma non un’eternità). L’Italia ha superato l’esame di maturità. Lo ha fatto reggendo il confronto con una delle nazionali più forti al mondo, la Francia. E questa sera nel ritorno contro la Turchia proverà a confermarsi nel quarto appuntamento della Nations League, in scena a Bologna.
I cambi
L’Italia dovrebbe scendere in campo con questi giocatori allo stadio “Renato Dell’Ara”: Donnarumma, Kayode, Mancini, Bastoni, Ruggeri, Barella, Romano, Doumbia, Cambiaghi, Scamacca, Vergara. Non ci saranno quindi i fratelli Pio e Sebastiano Esposito. Tra gli insostituibili c’è Gigio Donnarumma, che contro la Francia ha salvato più volte il risultato con parate straordinarie. I dubbi riguardano Michael Kayode, il quale potrebbe essere lasciato a riposo, sostituito da Giovanni Di Lorenzo, e Daniel Maldini nel reparto avanzato a sinistra. L’obiettivo di Roberto Mancini è coinvolgere il collettivo per preservare le energie mantenendo alta l’intensità. Ovvero testare più giocatori, nella ricerca della formazione migliore. Questo gruppo necessita di tempo e di più occasioni per giocare: lo dimostra il percorso di crescita dimostrato nelle tre partite ravvicinate. Il Mancio non ha la bacchetta magica. E non poteva evitare la figuraccia fatta dieci giorni fa. Sebbene il calcio italiano non sia stato ancora riformato (domani si deciderà il futuro di Malagò, e se la Figc verrà commissariata), qualcosa sembra essere celermente cambiato, a partire dalla testa, dalla mentalità.
La Nations League
A condurre il Gruppo 1 della Lega A c’è la Francia a quota sette. Segue il Belgio a 6 punti, quattro per l’Italia al terzo posto; zero la Turchia, fanalino di coda. In testa agli altri gironi troviamo: Olanda, Spagna, Portogallo, Svizzera, Irlanda del Nord, Austria, Svezia, Finlandia, Montenegro, Slovacchia, Islanda, Malta, Azerbaigian. Tra le squadre più in forma c’è il Portogallo che aggiudicandosi 4 partite su 4 è matematicamente qualificata ai quarti. Va ricordato che a passare questa prima fase (la seconda è a marzo) sono le prime dei raggruppamenti, e le seconde. Le finali si giocano a giugno in casa di una delle quattro finaliste. Lo spauracchio, di cui si è parlato sino alla sconfitta inflitta dal Belgio all’Italia, è la retrocessione: in Lega B scendono le due peggiori quarte classificate. Mentre le due migliori quarte e le due peggiori terze giocano il playout. Gli azzurri quindi devono difendere il terzo posto, non essere raggiunti dalla Turchia di Vincenzo Montella. Oltre alla permanenza nella Lega A di Nations League in ballo c’è qualcosa di più importante. Bisogna vincere per garantirsi la certezza del ruolo di testa di serie al prossimo sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028.




