Lavoro

Ilva, dopo l’incontro a Bari il governo convoca, ma altre vertenze incombono

15 Ott 2026

di Silvano Trevisani

La vertenza Ilva tiene ancora banco, con la mobilitazione dei lavoratori diretti e indiretti del gruppo, una cui nutrita rappresentanza, partita all’alba con alcuni pullman appositamente allestiti, ha manifestato a Bari davanti alla sede della Regione. Una delegazione ha partecipato all’incontro organizzato dal presidente della Regione Antonio Decaro, presenti il sindaco Bitetti e il presidente della Provincia Palmisano, oltre a vari rappresentanti politici. Al termine dell’incontro è stato sottoscritto, da parte dei vertici delle istituzioni amministrative e dei sindacati, Fim Fiom Uil Ubs e Ugl, un documento unitario, nel quale si affermano le ragioni contenute nella piattaforma sindacale e si chiede l’Ilva aperta e decarbonizzata.

Al termine dell’iniziativa è giunta la convocazione del governo per il 27 ottobre a Palazzo Chigi. Una data non proprio “prossima” ma sicuramente intesa e verificare prima la decisione della Cassazione, che terrà l’udienza il 20 ottobre.

Intanto, nel documento sottoscritto a Bari, in particolare, si prende atto del decreto legge in corso di pubblicazione e si rileva che esso “costituisce un intervento ‘ponte’ motivato da necessità e urgenza e, pur apprezzandone in tale chiave provvisoria gli intenti”, ma si auspica “l’adozione di ulteriori interventi governativi straordinari per i lavoratori, nonché ogni altro strumento finalizzato a garantire la prospettiva industriale dello stabilimento con il diretto coinvolgimento dello Stato per la tutela del lavoro e dell’occupazione”. Il documento chiede la convocazione urgente a Palazzo Chigi per sostenere e affermare che “la continuità produttiva dello stabilimento sia la condizione prodromica a ogni discussione; la produzione, dunque, deve essere decarbonizzata introducendo progressivamente l’utilizzo dell’idrogeno verde”.

“Ho chiamato tutte le forze politiche del consiglio regionale per incontrare i rappresentanti sindacali – ha detto Decaro – per continuare a fare proposte in questa interlocuzione con il Governo perché dobbiamo tutelare lavoratori e posti di lavoro. Quello che accade a Taranto ha un riscontro sul resto della nostra regione e anche in Italia e in Europa. È importante ribadire al Governo che c’è un tema legato ad un’attività produttiva che a valle vede la possibilità di garantire altre attività produttive”. 

“Il nostro territorio – è il commento del sindaco Bitetti –  ha dato tanto, ha sofferto e soffre ancora, ora merita un risarcimento da parte del Governo. Per questo ci aspettiamo da Roma una risposta immediata, non c’è più tempo”.

Ma la vicenda Ilva, che è sicuramente la più grave e complessa da affrontare, non è certamente l’unica. Sanità, agricoltura e in particolare olivicoltura, autotrasporto, comparto del salotto sono alcuni dei settori in forte fermento, caratterizzati da iniziative di mobilitazione e di lotta. senza dimenticare Kyma Ambiente.

Un ottobre “caldo” si preannuncia anche sul fronte della sanità, settore vitale per una democrazia che si rispetti, che continua a conoscere tagli e limitazioni. Lunedì alle ore 15, nel salone della Cgil Puglia a Bari, si terrà l’attivo unitario regionale di quadri e delegati della sanità, convocato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp Puglia. L’iniziativa si inserisce nella vertenza che ha portato le tre organizzazioni sindacali a proclamare lo stato di agitazione del personale della sanità pugliese, per denunciare la carenza di organici, l’aumento dei carichi di lavoro, il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive e i ritardi nell’attuazione degli impegni assunti dalla Regione.

Al centro delle rivendicazioni, un piano straordinario di assunzioni, la stabilizzazione del personale precario, il rafforzamento della sanità territoriale e ospedaliera, le problematiche delle Sanitaservice e la tutela della qualità dei servizi sanitari.

L’attivo sarà l’occasione per fare il punto sulla vertenza e definire le prossime iniziative di mobilitazione, che, in assenza di risposte concrete da parte della Regione, potranno partire entro la fine di ottobre.

Una protesta che giorno dopo giorno sta impattando anche sui cittadini di tutta la regione riguarda il settore olivicolo che sta facendo i conti, oltre che con il crollo dei prezzi e con il caro caburante, con i distributori vuoti, dato dai blocchi stradali che vengono fatte passare solo le cisterne per ambulanze e trasporti pubblici. Disagi che però servono a mettere in luce quello che i manifestanti denunciano da tempo, ovvero quotazioni dell’extravergine italiano all’ingrosso sempre al ribasso che negli ultimi giorni hanno raggiunto l’assurdo prezzo di 4 euro al litro, contro i 9 di qualche mese fa: troppo poco, sostengono, per coprire produzione e raccolta. Intanto aumentano carburanti, manodopera, fertilizzanti, materiali, ma anche la trasformazione delle olive, perché i rincari energetici si sono fatti sentire anche sulle tariffe dei frantoi.

Ma tutto il settore dell’autotrasporto è interessato da blocchi e fermo attività, un po’ in tutta la regione, ma anche in altre regioni, in particolare in Sicilia, mentre le proteste degli agricoltori stanno penalizzando il settore commerciale.

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