Produrre energie rinnovabili: così la diocesi si avvia alla fase operativa
Risparmio sul costo dell’energia, sensibilizzazione ambientale e risposte ai bisogni delle fasce più fragili della comunità. Sono queste le direttrici in cui si muove la Carsoc (Cooperativa energie rinnovabili e solidarietà condivisa) istituita a livello diocesano, che propone nuove strategie e risposte agli effetti della crisi energetica, acuita dai conflitti in atto.
In una delle parrocchie aderenti risultate più idonee, la parrocchia di Santa Maria in Campitelli a Grottaglie, si è svolto un incontro, fortemente voluto dall’arcivescovo Ciro Miniero, sul tema “Comunità energetica rinnovabile. L’energia siamo noi”.
L’incontro è stato introdotto dal parroco don Gianni Longo, che ha sottolineato l’interesse dalla comunità per questo servizio che la Chiesa Italiana, e in primis quella pugliese, ha scelto di attivare.
È toccato a don Luca Lorusso, economo della diocesi e vicepresidente della Cersoc, illustrare i principali obiettivi del Cer, cui ha dato decisivo sviluppo la Settimana sociale della Chiesa svoltasi a Taranto nel 2021. Il Cer è un soggetto giuridico autonomo, composto da cittadini, enti religiosi, associazioni, piccole e media imprese ed enti locali che producono, consumano e condividono energia da fonti rinnovabili. La cooperativa opera secondo un modello mutualistico, senza perseguire finalità di lucro, per favorire la produzione e la condivisione locale di energia rinnovabile e generare ricadute ambientali, economiche e sociali, che fa leva in primo luogo sulle parrocchie, che hanno mostrato da subito il loro interesse.
Pietro Panzetta, presidente della Cersoc, ha ricordato come la cooperativa, nata il 25 novembre dell’anno scorso, è già operativa e ha raccolto l’adesione di 18 soci, in maggioranza parrocchie, sulle quali sono già stati progettati 8 impianti che potranno produrre energia a sufficienza per le comunità a cui fanno riferimento. “Da qui vogliamo partire per allargare progressivamente la base sociale alle altre parrocchie della diocesi, agli enti ecclesiastici, al Terzo settore, alle imprese e ai cittadini che ne condividono finalità e valori. La gradualità di realizzazione sarà progressiva e indirizzata da valutazioni economiche e finanziarie che sono allo studio. Partner energetico del progetto è Power energia Confcooperative”.
Alberto Cazzulani, presidente di Power energia Confcooperative, che sostiene e accompagna la progettazione, ha sostenuto che Taranto è un laboratorio speciale perché è proprio da Taranto che la Chiesa italiana, nella Settimana sociale del 2021 lancia il messaggio delle comunità energetiche rinnovabili. Da allora sono nate alcune esperienze in alcune diocesi.
È, quindi, intervenuto don Antonio Panico, direttore della Lumsa di Taranto e vicario episcopale per la Pastorale sociale, il lavoro, la giustizia e la custodia del Creato, che ha ricordato il lavoro svolto durante la Settimana sociale della Chiesa, e ha sottolineato come centrale, nel progetto della Cersoc sia il senso di comunità che deve poggiare sull’insegnamento della Chiesa e puntare alla salvaguardia del creato, a partire dal rispetto dell’ambiente e delle persone.
Nel suo intervento conclusivo, monsignor Miniero, ha dapprima ricordato come nella sua diocesi di provenienza, Vallo della Lucania, fosse già in atto un’esperienza simile che, pur nella sua limitatezza, in proporzione all’entità della diocesi, recava importanti vantaggi alla Chiesa e alla comunità e evitando emissioni di quantità enorme di anidride carbonica. “Abbiamo pensato di confrontarci – ha poi detto – con le esperienze già in atto e di avviarle anche nel nostro territorio, conoscendo bene le difficoltà che ovunque si affrontano su questo tema. Molte le adesioni di sacerdoti che, con la cooperativa, puntano concretamente sullo sviluppo di energia alternativa, offrendo un servizio a tutti coloro che ce lo chiedono. Un anno dalla costituzione è stato il tempo necessario per creare mentalità concreta, ora iniziamo il cammino con lo spirito di chi ha la consapevolezza che non possiamo abusare delle risorse del pianeta Terra che mostra tutti i segni della sua sofferenza”.
La Cersoc (Cooperativa energie rinnovabili e solidarietà condivisa) è una cooperativa mutualistica nata per promuovere la produzione e la condivisione locale di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di generare benefici ambientali, economici e sociali per i propri soci e per il territorio, piuttosto che perseguire finalità di lucro. Un modello nel quale la sostenibilità diventa uno strumento di sviluppo della comunità e di sostegno alle persone più fragili. Le realtà che hanno scelto di aderire alla cooperativa e di contribuire attivamente alla costruzione e allo sviluppo di un ambizioso progetto sostenuto dall’arcivescovo Miniero sono attualmente: il Seminario arcivescovile e numerose parrocchie della diocesi, tra cui Santa Famiglia di Taranto e di Martina Franca, Santa Lucia, Spirito Santo, Santi Patroni d’Italia Francesco e Caterina, Cuore Immacolato di Maria, Madonna della Fiducia, Sant’Egidio Maria di San Giuseppe, Sant’Antonio, Maria Santissima del Rosario, Santa Maria Campitelli di Grottaglie, San Nicola di Lizzano e Santissima Trinità.
A colloquio con don Gianni Longo

Al parroco di Santa Maria in Campitelli, don Gianni Longo, abbiamo rivolto alcune domande.
Possiamo dire che con la tua parrocchia sei un po’ il capofila nell’accoglienza di questo progetto. Quali sono gli obiettivi che intravedi?
La cooperativa ha un duplice obiettivo, dal mio punto di vista non è solamente una importante innovazione tecnologica, ma innanzitutto è una risposta all’appello che Papa Francesco ha incominciato a lanciare alla Chiesa universale sulla cura della casa comune. Quindi, il fatto di costituire la comunità è rispondere a questo invito, dove per noi il creato è immagine e segno della presenza del Creatore. E poi altro motivo importante che ho intravista nella partecipazione alla CER è la solidarietà sociale, cioè il fatto di “fare comunità” e di poter coinvolgere anche le persone su un progetto concreto.
In che modo la comunità viene coinvolta?
Viene coinvolta in quanto tutti possono partecipare. L’obiettivo è quello di mettere insieme tutti quanti per fare in modo di produrre l’energia che ci serve, per vivere dignitosamente e quello che avanza, siccome la comunità non ha scopo di lucro, sarà devoluto per progetti di solidarietà sociale.
La parrocchia e la chiesa dispongono hanno anche degli spazi per ospitare un impianto significativo. Le altre persone come fanno a partecipare?
Semplicemente aderendo alla cooperativa con il codice POD, quindi tutti quanti possiamo essere o produttori o consumatori, o produttori e consumatori insieme, e dunque, a seconda di quello che ognuno decide di essere nella comunità, troverà accoglienza e farà rete. E praticamente ne ricaverà beneficio. Anche i consumatori avranno un beneficio nell’essere all’interno della comunità
e consumare l’energia verde. Per questo, alla costruzione della cooperativa, abbiamo dato la nostra disponibilità, per cui quando si è formata la cooperativa per mettere su la CER, noi c’eravamo.
Le prossime fasi sono quelle pratiche. Di espansione e di coinvolgimento.
Adesso, per prima cosa, c’è per noi anche la fase tecnica, per vedere che tipo di impianto sarà realizzato, visto che noi saremo anche dei produttori. L’impianto sarà installato sulle terrazze della parrocchia. Poi, incontri come quelli di oggi servono per coinvolgere la comunità, per farlo sapere alla comunità.



