Don Carlo Cassatella domenica 1 novembre inizia il suo ministero di parroco alla Don Bosco
Domenica 1° novembre, durante la concelebrazione eucaristica delle ore 18.30, presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, don Carlo Cassatella, salesiano, inizierà ufficialmente il suo ministero di parroco nella comunità di San Giovanni Bosco, a Taranto. Succederà a don Giovanni Monaco, scomparso lo scorso agosto.
Per lui si tratta di un ritorno a Taranto, dove aveva già prestato servizio nel 2003 come direttore dell’oratorio salesiano.
Don Carlo è nato a Lecce il 24 febbraio 1962. La sua vocazione è maturata nell’ambiente dell’oratorio, frequentato fin dagli anni della scuola media nella basilica leccese di San Domenico Savio. Egli racconta di aver desiderato diventare sacerdote sin da bambino, inizialmente affascinato soprattutto dalla solennità delle celebrazioni e dagli aspetti esteriori del ministero: un’aspirazione che, con il passare degli anni, si è approfondita e purificata grazie all’incontro con la spiritualità salesiana e, in particolare, con l’impegno dei figli di don Bosco nell’annuncio del Vangelo e nell’educazione dei giovani. Questa maturazione non ha tuttavia affievolito il suo interesse per la liturgia, che ha continuato a coltivare anche durante gli studi teologici, culminati nel conseguimento, nel 1996, della Licenza in Teologia Dogmatica alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
Ordinato sacerdote il 15 settembre 1990 nella basilica di San Domenico Savio a Lecce, don Carlo ha operato in numerose realtà salesiane del Mezzogiorno, maturando una lunga esperienza soprattutto nel campo della pastorale giovanile. È stato direttore dell’oratorio a Soverato, in provincia di Catanzaro, a Caserta e a Santeramo in Colle, nel Barese. Successivamente, per quattro anni, ha ricoperto l’incarico di responsabile della Pastorale giovanile salesiana in Puglia. Nel 2003 è giunto per la prima volta alla San Giovanni Bosco di Taranto, dove ha diretto l’oratorio per un anno, nel periodo in cui la comunità era guidata da don Antonio Gisonno; ha poi svolto il ministero di parroco a Lamezia Terme fino al 2008, assumendo poi la responsabilità dell’oratorio di Andria, dal 2008 al 2011.
Particolarmente significativa è stata anche l’esperienza vissuta a Napoli, dove, fino al 2015, ha operato come animatore nel centro polifunzionale Don Bosco, accompagnando ragazzi in situazioni di disagio e difficoltà, affidati alla struttura dai servizi sociali: un servizio delicato e impegnativo nel quale ha potuto mettere a frutto la propria esperienza educativa e la sensibilità maturata a contatto con il mondo giovanile.
Dal 2015 al 2020 don Carlo è stato parroco a Cerignola, per poi trasferirsi alla guida della parrocchia del Redentore di Bari, dove è rimasto fino a quest’anno.
Il ritorno a Taranto rappresenta dunque per don Carlo l’occasione di ritrovare una realtà che conosce, pur nella consapevolezza dei profondi cambiamenti negli ultimi due decenni. «Della realtà salesiana tarantina ricordo soprattutto la grande partecipazione dei ragazzi e un ambiente particolarmente vivace, spesso anche sfidante nei confronti degli educatori – racconta –. Naturalmente sono consapevole che, nel frattempo, molte cose sono cambiate: come accade in tante realtà simili, la frequentazione è sensibilmente diminuita e l’ambiente è meno effervescente rispetto ad allora».
Tutto ciò non scoraggia il nuovo parroco, sollecitando un rinnovato impegno educativo e pastorale, nel solco del carisma di don Bosco e con particolare attenzione alle esigenze del quartiere. «Siamo già al lavoro con i miei confratelli (Piero D’Angiulli, don Giuseppe Resta don Luigi Sergio, direttore dell’oratorio) e con l’intera comunità educativa pastorale per elaborare un progetto che sappia rispondere concretamente ai bisogni del territorio – dice don Carlo – Vogliamo raccogliere anche le indicazioni offerte dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero nel suo intervento per l’apertura dell’anno pastorale, con un’attenzione particolare alla salvaguardia del Creato e al mondo giovanile».
“La celebrazione di domenica 1° novembre – conclude – segnerà così non soltanto l’inizio di un nuovo ministero parrocchiale, ma anche una nuova tappa nel cammino della comunità salesiana tarantina, chiamata a proseguire la propria missione di evangelizzazione, accoglienza ed educazione, nel ricordo di don Giovanni Monaco e nella fedeltà allo spirito di don Bosco”.



