Diocesi

Pierangelo Capuzzimati, santa messa a chiusura dell’istruttoria diocesana

foto famiglia Capuzzimati
23 Gen 2025

Come precedentemente annunciato (https://www.nuovodialogo.com/2025/01/09/pierangelo-capuzzimati-si-conclude-la-fase-diocesana-del-processo-per-la-beatificazione/), ci si appresta a vivere, venerdì 24 gennaio, alle ore 18, nella chiesa Maria Santissima Assunta di Faggiano, la celebrazione dell’eucaristica presieduta dall’arcivescovo Ciro Miniero per la chiusura dell’istruttoria diocesana del Servo di Dio, Pierangelo Capuzzimati.

Sarà possibile seguire la diretta della celebrazione sul canale YouTube di TeletrioTV al link: https://www.youtube.com/@TeletrioTV


Pierangelo Capuzzimati nasce a Taranto il 28 giugno 1990. Vive con la sua famiglia a Faggiano, piccolo paese a pochi chilometri dal capoluogo di provincia. Frequenta il primo anno della scuola materna nella vicina San Giorgio Jonico, gli altri due a Faggiano: è un bambino come tanti, sereno e tranquillo, ma che si distingue dai suoi coetanei per la profondità dello sguardo e la serietà dei ragionamenti. Nel 1995 nasce Sara, la sua adorata sorellina. Nel 1996, a 6 anni, inizia il suo percorso scolastico presso la scuola elementare “G. Granata” di Faggiano, dove frequenta i cinque anni, stupendo tutti per la straordinaria capacità di apprendere e l’incredibile sete di conoscenza. Terminata la scuola elementare, nel 2001 si iscrive alla scuola media “Alfieri” di Taranto, che frequenta con grandissimo impegno e ottimo profitto, e comincia a coltivare l’amore per la lettura. Nel 2003 gli viene amministrata la Santa Cresima. Nell’estate del 2004 Pierangelo si ammala di leucemia. La sua vita e quella della sua famiglia vengono completamente stravolte. Iscritto al IV ginnasio presso il Liceo Classico “Archita” di Taranto, è costretto dai continui ricoveri ospedalieri e dai lunghi periodi di convalescenza a frequentare saltuariamente, pur tenendosi sempre in contatto con compagni e professori: studia a casa con l’aiuto di un insegnante latino e greco, materie completamente nuove, si prepara da autodidatta nelle altre materie. Nei brevissimi periodi in cui riesce a frequentare, svolge i compiti in classe, si fa interrogare: i risultati lasciano senza parole compagni e professori. Pierangelo rivela una straordinaria capacità di rielaborazione personale, oltre che una incredibile cultura, frutto anche delle letture sempre più impegnative, divenute per lui insostituibili compagne di interminabili giornate. Promosso a pieni voti alla classe successiva, durante l’estate del 2005 si sottopone a trapianto del midollo: l’intervento sembra essere riuscito bene, ma il protocollo post-operatorio prevede una lunga convalescenza che non gli consente di frequentare la V ginnasio. Continua a studiare per suo conto e a maggio del 2006 sostiene gli esami di idoneità alla I liceo: viene promosso con la media del nove. Un’altra estate tra alti e bassi e un altro anno scolastico, quello della prima liceale, frequentato a singhiozzo: i risultati sono comunque lusinghieri e la sua preparazione risulta sempre superiore alla media. Nell’agosto del 2007 si sottopone a un secondo trapianto: stesso iter, stesso protocollo e stesso continuo impegno per non perdere l’anno scolastico. Lo studio e la lettura riempiono le sue giornate. Purtroppo la malattia ha il sopravvento: il 30 aprile 2008 Pierangelo vola via. A giugno avrebbe compiuto diciott’anni. Quella di Pierangelo sarebbe stata una storia drammatica come tante altre se il protagonista non fosse stato un ragazzo animato da una fede immensa, pur cresciuto in un ambiente familiare piuttosto indifferente ai temi religiosi. In questa storia, la malattia e la sofferenza costituiscono l’humus all’interno del quale il soffio dello Spirito fa nascere e sviluppare una fede che porta un figlio a diventare “padre” dei propri genitori. Pierangelo, che fin dai primi momenti della malattia ha visto in essa un progetto di Dio, abbandonandosi totalmente al suo “amico Gesù”, genera alla fede molti di coloro cha ha intorno, a iniziare dai suoi genitori. Le sue affermazioni sulla malattia come dono, sulla limitatezza della mente umana a comprendere i progetti divini, sull’importanza dell’appartenenza alla Chiesa e della preghiera comune e altre che pronunciò a suo padre e sua madre negli ultimi giorni della sua vita hanno costituito le fondamenta di un cammino di conversione continuo che sta indirizzando la vita dei suoi genitori dopo la sua nascita in Cielo. L’8 settembre 2018 durante il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, organizzato dalla diocesi di Taranto per dare avvio all’anno pastorale, l’arcivescovo monsignor Filippo Santoro annuncia di aver ricevuto da Roma il decreto che autorizza a cominciare il processo di beatificazione per Pierangelo Capuzzimati e per un’altra giovane, Paola Adamo.

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