Editoriale

Politica: non è più tempo di sovranismi e populismi

29 Mar 2022

di Stefano De Martis

Siamo entrati nell’ultimo anno della legislatura iniziata il 23 marzo 2018 sotto il segno del populismo e del sovranismo. Anche in altri Paesi europei e occidentali le ideologie che si è soliti sintetizzare con questi due concetti hanno trovato ampio spazio, il che non deve meravigliare se si individua il principale fattore all’origine di questo processo in una reazione diffusa agli effetti di una globalizzazione non governata e per certi versi altrettanto ideologica, foriera di disuguaglianze economico-sociali e di profondo disorientamento culturale. È vero, tuttavia, che in Italia la presa in termini di consenso di questi elementi ideologici è stata particolarmente intensa e questo ha reso il nostro Paese più esposto di altri sulla scena internazionale. Sta di fatto che in questi quattro anni è accaduto l’impensabile, prima la pandemia da Covid 19 poi una guerra sanguinosa e devastante nel cuore dell’Europa, provocata dall’invasione russa dell’Ucraina. Sulla pandemia la deriva populista e sovranista si è temporaneamente infranta poiché da un lato è riemersa l’importanza decisiva delle istituzioni e delle competenze e dall’altro si è manifestata con chiarezza la necessità della collaborazione internazionale. Una dinamica che ha trovato riscontro a livello politico nel succedersi delle maggioranze e dei governi, dal Conte 1 giallo-verde al Conte 2 giallo-rosso, fino all’esecutivo omnibus presieduto da Draghi. Ora, però, di fronte all’immane sciagura della guerra gli impulsi populisti e sovranisti sembrano poter riprendere quota. È un tragico paradosso perché la delegittimazione populista delle democrazie liberali e l’ostilità di matrice sovranista contro quelle “organizzazioni internazionali” di cui parla l’art.11 della nostra Costituzione (che non bisogna stancarsi mai di citare), riportate su scala globale sono tra i fattori che hanno contribuito a creare le condizioni per l’aggressione di Putin all’Ucraina. Non solo. La paralisi delle istituzioni del multilateralismo, a cominciare dall’Onu, il loro progressivo svuotamento (in cui si è distinta, non va dimenticato, la presidenza Trump), rendono oggi ancora più ardua la ricerca di una tregua e di un percorso di dialogo.
L’ultimo anno della legislatura è iniziato in un contesto drammatico. Come se non bastassero le incognite sull’andamento della guerra e le conseguenze epocali sul piano umanitario, ci sono da mettere nel conto anche pesanti ripercussioni di natura economica e sociale interna.
Non è il tempo di riesumare effimere scorciatoie ideologiche o di escogitare giravolte strumentali alla ricerca di spezzoni di consenso elettorale. Populismo e sovranismo hanno già fatto troppi danni in Italia e nel resto del mondo. Nessuno può avere la pretesa di inchiodare i partiti al loro passato quando si è in presenza di un’evoluzione seria e credibile. Ma a tutti sono richieste scelte limpide unitamente alla capacità di guardare oltre il proprio immediato tornaconto.

VISITA IL MENÙ DEL GIUBILEO

Leggi anche
Editoriale

Il potere logora tutti, davvero tutti

Forse fu la conseguenza collaterale di Mani pulite, la prima e più vasta delle inchieste che descrissero il fenomeno Tangentopoli, il sistema fraudolento che coinvolgeva in modo colluso la politica e l’imprenditoria. Sta nei fatti che svanì la concezione della politica come servizio, missione, ministero, diaconia, come alto compito, come la forma più alta di […]

Domenica 28 a Mercato nuovo, la presentazione di ‘Tracce’, progetto di comunità dal basso

“Piccole azioni, grande impatto. E anche questa volta, insieme”: è uno slogan detto senza urlare, ma con la forza e la determinazione di chi ha alle proprie spalle esperienza, formazione di alto profilo e la convinzione che i traguardi una comunità li raggiunge lavorando di squadra. Per raccogliere consenso ed energie buone attorno al progetto […]

Chi ascolta il pianto dei bambini?

Il tempo ha smesso di scorrere. Pochi hanno un orologio, ancora meno quelli che hanno un calendario: non c’è neanche un muro in piedi per conficcare un chiodo, per appenderlo. Il tempo viene scandito dalla luce del sole, c’è solo il giorno e la notte, e nessuno sa da quanto tempo è così. Nessun bambino […]
Hic et Nunc

Il governo ha scelto: Flacks Group potrà acquisire gli impianti ex-Ilva

Le acciaierie ex Ilva passeranno alla finanziaria statunitense Flacks Group. È la stessa azienda ad annunciarlo su Likedin, affermando di aver raggiunto un’intesa con il governo, dopo il parare positivo dei commissari sia di AdI (Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli) che di Ilva in AS (Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi), che […]

Bitetti: “Le casse del Comune sono vuote, lavoriamo in emergenza”

Una città in emergenza che fa tutti gli sforzi possibile per uscire dall’angolo in cui è stata messa, in un momento storico complicato dalla situazione industriale. È il quadro in chiaroscuro che il sindaco Piero Bitetti e la sua giunta comunale hanno proposto alla stampa nell’incontro di fine anno. “La situazione economica dell’ente non è […]

Domani, 31 dicembre, a Catania la Marcia nazionale per la pace

Il 31 dicembre, Catania ospiterà la 58ª Marcia nazionale per la pace, promossa dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, insieme all’arcidiocesi di Catania e a numerose organizzazioni cattoliche e realtà della società civile. Il titolo scelto – “La pace sia con tutti voi: verso una […]
Media
01 Gen 2026