Taras Teatro Festival

Venerdì 10, «La più grande tragedia dell’umanità»

All’auditorium TaTÀ di Taranto per il «Taras Festival», il teatro interroga il pubblico sul dolore

08 Ott 2025

Il pubblico diventa protagonista al «Taras Teatro Festival / Scena antica e visioni contemporanee» in corso a Taranto con la direzione artistica di Massimo Cimaglia. Venerdì 10 ottobre, alle ore 21, nell’auditorium TaTÀ, gli spettatori verranno coinvolti in un’esperienza interattiva nello spettacolo della compagnia Malmadur «La più grande tragedia dell’umanità» di Jacopo Giacomoni, che proprio l’altro giorno ha conquistato il «Premio Riccione» due anni dopo aver ottenuto nell’ambito dello stesso riconoscimento la menzione speciale Franco Quadri.
Insomma, un’ulteriore prestigiosa conferma per uno dei migliori drammaturghi della nuova generazione, che lo scorso anno ha anche vinto il bando autori della Biennale Teatro di Venezia e di questo spettacolo firma la regia a quattro mani con Gaia Bautista (costumi realizzati da Angie Power).
In scena, Davide Angeli fa coppia con Yoko Yamada, attrice italiana di padre giapponese consacrata dalla tv e da importanti palcoscenici tra le migliori stand-up comedian in circolazione.
Lo spettacolo, che viene presentato per la sezione del festival «Future Stage speciale under 35», funziona così. Il pubblico protagonista viene invitato ad eleggere la più grande tragedia dell’umanità.  Si parte dalla perdita di un cellulare e si arriva a un amore tradito, alla nascita di Facebook, a un bambino caduto in un pozzo, all’estinzione degli elefanti, a un’epidemia, a un genocidio, a un paragone tra una strage vicina e una lontana, tra una recente e una passata.  Gli spettatori devono scegliere fra due tragedie. Quella che viene votata come più grande rimane in gioco, l’altra viene scartata. A sua volta, quella rimasta si confronta con una nuova tragedia. La più grande rimane, l’altra viene scartata. E così via.
In alcune votazioni il suffragio può cambiare: possono avere diritto di voto solo gli spettatori che hanno vissuto la tragedia esaminata, oppure possono averlo solo gli spettatori che non l’hanno vissuta. Ma può anche succedere che possano votare solo tre spettatori.
Non esiste una tragedia vincitrice a priori: sarà il giudizio insindacabile del pubblico a determinare l’esito dello spettacolo. La tragedia rimasta per ultima verrà eletta la più grande tragedia dell’umanità. E al termine dello spettacolo, il pubblico saprà anche quali tragedie sono state elette nelle repliche precedenti.
Insomma, uno spettacolo che spettacolarizza la spettacolarizzazione della sofferenza per chiedersi come si possa rappresentare di questi tempi una tragedia in palcoscenico. Giacomoni ricorda le parole del filologo e sociologo francese Guy Debord, tra i critici più importanti delle società occidentali avanzate, il quale diceva che lo spettacolo «è il momento storico che ci contiene». In altre parole, fuori dal teatro «lo spettacolo costituisce il modello presente della vita socialmente dominante». E allora, come possiamo insieme, dentro un teatro, guardarci da fuori? Osservare i meccanismi che ci fanno implicitamente scegliere ogni giorno a quale dolore dedicare la nostra indignazione?
Pertanto, il dispositivo di questo progetto teatrale ruota intorno a due temi: la spettacolarizzazione mediatica del dolore e la rappresentabilità del tragico per chiedersi come cambia la percezione del dolore a seconda dei mezzi espressivi usati per rappresentarlo. E quale tragedia incarna il muro contro il quale far schiantare questo gioco perverso. Da qui lo straordinario e originale «dispositivo» teatrale di Giacomoni, che diventa occasione di incontro e riflessione tra performer e pubblico, per una riscoperta del teatro come luogo partecipativo che apre mille possibilità.
Taras Teatro Festival è realizzato con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di Taranto e Puglia Culture, con il prezioso sostegno di Itsmobilità academy, TP Italia, Fondazione Taranto 25 e Erredi Consulenze assicurative e i patrocini di Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico, Università di Bari, Museo archeologico nazionale di Taranto – MarTA, Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, Marina Militare Italiana e Istituto e per la storia e l’archeologia della Magna Grecia.
Biglietti 10 euro (5 euro studenti) acquistabili su vivaticket.com o all’auditorium TaTÀ
info 333.2694897

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