Emergenze sociali

Trasformare il dolore in amore: Rosella, Ciro e l’associazione ‘Andrea Di Terlizzi – Non arrenderti mai’

Abbiamo ascoltato i genitori di Andrea che presentano in Concattedrale l’associazione che intende dar voce al silenzio in cui troppo spesso vivono i giovani che lottano contro la depressione o il senso di solitudine

09 Ott 2025

di Angelo Diofano

“Andrea c’è ancora. È tra noi ma in una dimensione diversa, con una voce nel silenzio. Quella voce che ha spinto noi genitori e suo fratello, a portare avanti il suo sogno: quello di tendere una mano ai giovani in difficoltà, come lui ha fatto nella sua breve vita.
L’associazione ‘Andrea Di Terlizzi – Non arrenderti mai’ è nata per dare una continuità alla vita di nostro figlio e per trasformare il nostro dolore in amore verso gli altri, affinché non accada ad altri genitori ciò che è successo a noi.
Vogliamo che Andrea continui ad aiutare, ad abbracciare e a proteggere tutti i ragazzi che hanno bisogno di non sentirsi soli, attraverso noi e le iniziative, i progetti e l’ascolto che vogliamo offrire.
Andrea era ed è una luce gentile e noi vogliamo che continui a brillare”.
Le parole di Rosella Picuno e Ciro Di Terlizzi sono luce che vuole illuminare gli altri, ma serve a fare un po’ di chiaro nel buio che talvolta li sovrasta.
Andrea Di Terlizzi è venuto a mancare tragicamente lo scorso anno, all’età di 23 anni; ora in sua memoria Rosella e Ciro hanno voluto dar vita a un’associazione che porta il suo nome in aiuto ai giovani che perdono la bussola, tra incertezze e solitudini. Questa nuova realtà, (https://www.nuovodialogo.com/2025/10/07/disagio-giovanile-presentazione-in-concattedrale-dellass-andrea-di-terlizzi-non-arrenderti-mai/) verrà presentata venerdì 10 ottobre in Concattedrale (chiesa inferiore) alle ore 19.15 alla presenza di figure professionali specializzate essenziali a tali finalità, come una psicologa, una sociologa un motivatore e un’assistente sociale.
“Mio figlio – ricorda mamma Rosella – è sempre vissuto nel segno dell’amicizia e dell’accoglienza, al di là di ogni differenza di sesso, ceto sociale ed età. Amava suonare il pianoforte e misurarsi al gioco degli scacchi. Era leale e non aveva paura di esporsi in caso di ingiustizie, come accaduto negli anni adolescenziali.
Si iscrisse poi all’università di Lecce per la laurea triennale in Psicologia e poi all’ateneo di Torino per quella di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni”.
Di Andrea la madre evidenzia la grande sensibilità nei confronti degli altri, fino a farne proprie le sofferenze. “Una volta – riferisce – sorpresi Andrea nella sua stanza mentre piangeva: mentre lo consolavo, mi spiegò che la sua afflizione era dovuta a un suo caro amico alle prese con un melanoma’.
Tutta questa enorme sensibilità, ci chiarisce la mamma, non impediva ad Andrea di esprimere la sua giovialità: “Era sempre circondato da amici, che gli volevano bene e che amavano stare in sua compagnia. Negli anni dell’università, quando lo andavamo a trovare, sembrava che tutti lo conoscessero mentre passeggiavamo. Quanti gli erano vicini mi raccontavano spesso simpatici episodi della sua vita quotidiana, per esempio quando s’imbatterono in un musicista di strada che Andrea volle accompagnare con la tecnica del beatbox, cioè la capacità di riprodurre suoni con la bocca imitando il suono di strumenti musicali, meravigliando e divertendo tutti i presenti”.
“Quando studiava a Lecce, conobbe due ragazzi di Instanbul – continua la signora Di Terlizzi – e l’estate successiva li invitò a Taranto per mostrar loro il nostro mare. Il loro incanto di fronte alle tante bellezze mostrate, portò a eccedere nel tour per la città e così i due ospiti persero l’autobus del rientro. Inutile dire come andò a finire. La mattina dopo, alle 5, andarono via lasciandoci un biglietto di ringraziamento, mentre noi dormivamo ancora”.
Nessuno avrebbe potuto prevedere gesti estremi, come quello del 9 agosto ’24 – continua la madre –: mi sentivo crollare il mondo addosso, io e mio marito come genitori avvertivamo grandi sensi di fallimento. Sembrava che nulla avesse più senso con la sua morte!.
Ma non poteva finire così: quanto accaduto ad Andrea avrebbe potuto essere d’aiuto a tanti altri giovani.
Per questa ragione abbiamo voluto costituire quest’associazione – la ‘Andrea Di Terlizzi – Non arrenderti mai’ con una serie di progetti allo studio. Ma il nostro impegno principale sarà costituito dagli incontri nelle scuole. Alcuni professori e dirigenti scolastici ci hanno già contattati. L’impegno è grande ma, ne siamo sicuri, Andrea ci sosterrà dal Cielo!”.

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