Operazione umanitaria

Striscia di Gaza: arrivati 117 palestinesi, tra cui 26 pazienti

ph Omi
11 Feb 2026

di Daniele Rocchi

“È anzitutto un messaggio di prossimità e di vicinanza a significare che la famiglia umana è solidale. Non si lascia solo nessuno per quanto possano essere sempre delle piccole gocce rispetto ai bisogni reali. Una missione che richiama il valore della pace, della promozione e della fraternità sociale”: così mons. Gianfranco Saba, arcivescovo ordinario militare per l’Italia commenta la nuova operazione umanitaria congiunta a favore della popolazione civile della Striscia di Gaza che nella tarda serata di ieri ha riportato in Italia, dall’aeroporto israeliano di Eilat su tre velivoli dell’Aeronautica Militare 26 pazienti che necessitano di cure mediche urgenti, accompagnati dai rispettivi familiari, per un totale di 117 persone. I velivoli sono arrivati negli aeroporti di Ciampino, Pisa e Milano Linate dove i pazienti sono stati immediatamente presi in carico dalle strutture del Servizio sanitario nazionale per ricevere le cure specialistiche necessarie. L’operazione è stata resa possibile grazie al coordinamento della presidenza del Consiglio dei ministri e alla sinergia tra il ministero della Difesa, il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, il ministero dell’Interno, il ministero della Salute e il dipartimento della Protezione civile, con il contributo della Croce Rossa italiana e delle strutture sanitarie coinvolte. Un lavoro di squadra, spiegano dal ministero della Difesa, che conferma la capacità dell’Italia di agire in modo unitario ed efficace nelle emergenze umanitarie.

Mons. Saba: “Stiamo cercando tutti di impegnarci al di là delle situazioni complesse e critiche che possono esserci – ha aggiunto mons. Saba che era sul volo atterrato a Ciampino -. Ho potuto incontrare i militari operanti nel territorio ed apprezzare la loro professionalità accompagnata da una dedizione totale che rende i nostri soldati molto apprezzati dalla popolazione locale. Ho visitato luoghi dove si sono consumate, spesso ancora continuano a consumarsi, delle tragedie. In modo particolare – ha rivelato – mi sono recato in visita nel kibbutz di Kfar Aza, vicino al confine tra Israele e Gaza” uno di quelli attaccati da Hamas il 7 ottobre del 2023. “Una testimonianza di sofferenza che coinvolge tante situazioni, tanti contesti. Ho anche avuto un incontro all’insegna del dialogo con il rabbino capo dell’Idf, l’esercito israeliano”. Mons. Saba ha poi spiegato di aver avuto diversi contatti con padre Ibrahim Faltas che in varie occasioni ha collaborato con le autorità italiane nell’evacuare in Italia piccoli pazienti bisognosi di cure urgenti. La visita dell’Ordinario militare in Israele è durata 4 giorni e lo ha visto anche pellegrino, con una rappresentanza di militari, nei Luoghi Santi di Gerusalemme. “Vedere la Città Santa – che nelle Scritture è descritta come la Città della pace – immersa in questi sconvolgimenti ci rattrista – ha spiegato mons. Saba – ma al tempo stesso ci rafforza nel convincimento che la pace va costruita senza improvvisazioni”.

Alle parole di mons. Saba hanno fatto eco quelle del ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Questa operazione è il frutto di un impegno corale e di una collaborazione costante tra tutte le componenti dello Stato. L’Italia dimostra di saper tradurre i valori di solidarietà e responsabilità in interventi concreti a sostegno della popolazione civile. Le Forze Armate, insieme al personale degli altri Ministeri e degli enti coinvolti, operano con professionalità e spirito di servizio per garantire un aiuto reale a chi soffre. È così che il nostro Paese contribuisce, con discrezione ed efficacia, alle iniziative a carattere umanitario”. Con questa operazione, il numero complessivo di civili palestinesi trasferiti e assistiti nel nostro Paese supera le 900 unità. Il trasferimento dei pazienti, rende noto il Ministero della Difesa, si inserisce nel più ampio impegno umanitario dell’Italia a favore della popolazione civile di Gaza, che comprende l’invio di aiuti via mare e via aerea, il supporto sanitario e la partecipazione alla missione europea Eubam Rafah, recentemente tornata operativa presso l’omonimo valico.

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