Diocesi

Taranto, la Via Crucis di Marinosci alla San Pasquale

ph fp Occhinegro
19 Mar 2026

Sabato 21 marzo, a Taranto, alla parrocchia di San Pasquale Baylon, sarà eseguita alle ore 20 la via crucis con musiche di padre Serafino Marinosci su versi di Pietro Metastasio, a cura del tenore Sebastiano Giotta e dal baritono Gianluca Borreggine, accompagnati all’organo da Pierlugi Mazzoni.
Come riporta la nota di presentazione della serata, la vita di padre Serafino Marinosci si svolge nell’arco di 50 anni (1869 – 1919). Il primo periodo (1891-1898) ha come punti di riferimento il convento S. Pasquale in Taranto, luogo della sua formazione religiosa e teologica, e quello di S. Giacomo in Lecce, dove si svolge il suo primo ministero apostolico e della sua avanzata formazione musicale col rinomato m° Cazzella; questa fase è caratterizzata da composizioni formalmente discutibili, ma piene di grande ispirazione e di mistico pathos.
A Taranto, Marinosci compose diversi canti in onore della Madonna per il mese di maggio nel convento di. S. Pasquale, profondendo i suoi sentimenti di filiale affetto verso la Vergine Madre. In San Pasquale egli diede libero sfogo alla sua vena ispiratrice, componendo le prime Messe, Litanie, Tantum Ergo, ma fra tutte eccelle la struggente via crucis (1894) o più precisamente le 14 stazioni della via crucis divise in 15 pezzi staccati e un mottetto alla Vergine desolata per coro e pianoforte, che lo rese particolarmente famoso e richiesto nelle principali chiese di Lecce e provincia.
Il 1895 rappresenta il momento magico della sua esplosione musicale: il 3 marzo, domenica di quaresima, eseguì per la prima volta nella chiesa di San Pasquale in Lecce (così era chiamata la chiesa del convento San Giacomo, in seguito adibito a ospedale psichiatrico) la celebre via crucis, in cui egli fa prorompere la potenza degli affetti e la tragica solennità del mistero di dolore del Cristo; nel maggio 1895 ottenne uno splendido successo a S. Croce, in occasione delle feste centenarie di San Filippo Neri. Secondo il cronista del Corriere meridionale, le musiche composte per quella circostanza rivelarono la ricchezza e la spontaneità di motivi originali ed ispirati, che manifestavano la finezza e la squisitezza del suo profondo sentimento religioso.

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