Presentato il programma della Festa dei popoli a cura di Migrantes diocesana
Si terrà domenica 17 maggio, alla parrocchia della Madonna delle Grazie, la ‘Festa dei popoli’, a cura di Migrantes e della Caritas della diocesi con il patrocinio del Comune.
Tante le realtà che collaboreranno alla migliore riuscita della festa: Fondazione Migrantes della Cei, Abfo, parrocchia Madonna delle Grazie, chiesa Santa Maria di Costantinopoli, Movimento Shalom, Missionari Saveriani, La Città che vogliamo, Protezione civile, Children of the Sun, Missionari della Consolata, Fondazione Taranto 25, liceo ginnasio Aristosseno e Amici di Manaus.
II programma è stato reso noto questa mattina, mercoledì 13 maggio, nel salone dell’arcivescovado da parte di don Pino Calamo, direttore di Migrantes, dal vicario generale, mons. Alessandro Greco e da mons. Emanuele Ferro, portavoce della diocesi, che ha introdotto la presentazione.
La festa inizierà in mattinata, alle ore 11, con l’apertura degli stand delle varie nazionalità partecipanti con momenti di intrattenimento; alle ore 15 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la solenne concelebrazione eucaristica con la partecipazione dei sacerdoti che seguono le varie realtà di migranti del territorio e l’animazione dei canti a cura della corale del Rinnovamento nello Spirito; alle ore 17.30, sul sagrato, il grande girotondo fra i popoli; alle ore 18, esibizione degli sbandieratori di Oria; alle ore 18.30, fino a tarda serata, spettacoli e intrattenimento a cura delle rappresentanze delle varie nazionalità. Quest’anno, è stato ribadito, l’incontro assume un significato ancora più urgente per la recente morte di un giovane del Mali che ha scosso la comunità: un fatto che interroga tutti sul valore dell’accoglienza e sulla necessità di contrastare l’indifferenza e la violenza. La festa diventa così,spazio di memoria e di impegno: celebrare le diversità significa anche difendere la dignità di ogni persona. “Dagli stand del mattino alla concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Miniero fino agli spettacoli serali – ha detto don Giuseppe Calamo – vogliamo dire insieme che nessuna vita è straniera e che la convivenza si costruisce giorno dopo giorno, nei gesti concreti”.
“Noi siamo chiamati alla speranza e a costruire una Taranto migliore – ha continuato -. Come ha detto il vicario generale, mons. Alessandro Greco, la nostra è una città sana, di grande bellezza e piena di risorse e potenzialità che dobbiamo ricercare, ritrovare, rinnovare. Sforziamoci soprattutto di valorizzare il positivo che vi è presente e non di sottolineare unicamente ciò che non va. Insieme ce la faremo”.




