Ecclesia

La Cei aggiorna le linee-guida sugli investimenti etici: no a criptovalute, armi e aborto

ph Marco Calvarese-Sir
21 Mag 2026

“La Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nel­la promozione di un’economia giusta e solidale, a condizione che essa sia animata da un autentico desiderio di contribuire al bene comune”. È il presupposto delle “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, diffuse oggi. Approvato dal Consiglio Episcopale Permanente il 24 marzo scorso, rivedono le indicazioni proposte nel 2020 per rilanciare una finanza al servizio del bene comune. “Insieme al vademecum per la gestione dei fondi 8xmille, questo documento segna un ulteriore passo della Conferenza Episcopale Italiana nel promuovere trasparenza, responsabilità e coerenza evangelica nella gestione delle risorse, orientata al servizio del bene comune e a una visione etica e sostenibile, in attuazione concreta delle indicazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia”, spiega don Claudio Francesconi, economo della Cei. Le linee-guida saranno presentate a Milano alla Borsa italiana (Piazza degli affari, 6) il 9 giugno, dalle 11 alle 12.30: interverranno il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, e Stefano Caselli, Dean della sda Bocconi School of Management. Modera Marco Ferrando, vicedirettore di Avvenire.

“Nelle strutture economiche odierne il risparmio è sempre investimento e questo vuol dire sia occupazione sia produzione di beni”, si legge nel testo, in cui partendo dai principi della dottrina sociale della Chiesa – la destinazione universale dei beni, il giusto profitto e l’impegno per un’economia inclusiva –  si fa presente che “la ricchezza investita è già in qual che modo resa disponibile per i bisogni della società, dei disoccupati, dei poveri, a condizione di conoscere la destinazione finale dell’investimento e senza necessariamente scegliere l’investimento più remunerativo, perché, come sottolinea papa Francesco, ‘in questo momento gli investimenti che danno più reddito sono la fabbrica di armi e gli anticoncezionali: uno distrugge la vita, l’altro impedisce la vita’, bensì quello più conforme alle esigenze cristiane”. Prudenza e competenza, quindi, sono i criteri a cui ispirare una gestione finanziaria professionale, trasparente e responsabile.

 “Sebbene non immorali intrinsecamente, nate anzi per favorire l’innovazione tecnologica in ambito finanziario”, le cripto-attività “registrano la mancanza di un quadro normativo di riferimento completo”, il monito su una tipologia di investimenti molto recente, definita non opportuna poiché “caratterizzata da un elevato grado di volatilità e opacità” e spesso finalizzata a finanziare attività illecite, come il riciclaggio del denaro o il finanziamento al terrorismo.

“Nella realizzazione delle proprie decisioni di investimento, anche, e soprattutto, la Chiesa e gli enti religiosi sono chiamati a porsi interrogativi ben precisi in relazione agli obiettivi che si intendono perseguire”, l’appello della Cei, sulla scorta del concetto di “ecologia integrale” richiamato da Papa Francesco e ribadito da Papa Leone. Nel testo, si dà ampio spazio anche al tema della comunicazione, mettendo in guardia dal  fenomeno del ‘green washing’ o ‘social washing’, ossia la tendenza tipica della strategia di comunicazione e marketing di certe imprese, organizzazioni o istituzioni “finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva, sotto il profilo dell’impatto ambientale, sociale o di governance”.

Nella parte finale delle linee-guida, si dà spazio alle linee operative: “Favorire imprese che si assumono la responsabilità per le condizioni di lavoro vigenti nei propri ambienti e nelle aziende terze; sostenere eque politiche salariali e assistenziali, in concomitanza di precise linee guida sulla sicurezza dei lavoratori;  esercitare un sostegno attivo alle risoluzioni degli azionisti finalizzate a proteggere e promuovere i diritti umani;  scegliere le imprese che attuano la formazione continua dei loro dipendenti;  selezionare imprese che favoriscano la maternità e la paternità, attuando scelte di sostegno diretto alle famiglie, e indiretto attraverso interventi infrastrutturali”. “Selezionare imprese che si adoperano per la riduzione del consumo di materie prime, acqua, energia e delle emissioni di sostanze inquinanti”, e che sviluppano e promuovono l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

“Sostenere le imprese che permettono una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia, diffondere politiche aziendali sulla parità salariale, le opportunità di promozione per le donne e l’adeguamento alle legittime esigenze familiari, sostenere la partecipazione attiva delle donne nella vita dell’azienda, in particolare in termini di politica e processo decisionale e inclusione nelle posizioni di leadership”.
Aborto, contraccettivi, ricerca su cellule staminali embrionali, eutanasia, commercio di armi, pedopornografia, corruzione, pena di morte sono invece i settori di attività in cui la Cei consiglia di non investire.

“La dottrina sociale della Chiesa condanna qualsiasi forma di corsa agli armamenti, di tipo convenzionale e non, e si oppone alle gravi distorsioni derivanti da spese militari eccessive e sproporzionate, anche se, all’oggetto d’arma in sé è riconosciuto anche un uso funzionale di difesa, quale ad esempio pio quello delle forze di polizia per garantire l’ordine pubblico”. Inoltre, per la Cei, “non si deve investire in società o paesi che applicano atteggiamenti discriminatori per etnia, cultura, religione, genere, o in società che hanno avuto gravi controversie per atteggiamenti discriminatori”.

Non è raccomandato investire neanche “in società coinvolte direttamente o indirettamente nella produzione e distribuzione di materiale pedopornografico”, o con controversie legate alla corruzione: “non saranno effettuati investimenti nei paesi che applicano la pena di morte” o in cui vigono regimi totalitari o dittature militari.

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