La parrocchia del Cuore Immacolato in festa per la titolare
C’è un tempo che non si misura con l’orologio, ma con il cuore: è il tempo della speranza. È il tempo che la nostra comunità ha attraversato e continua a vivere, scegliendo di non restare ferma, ma di mettersi in cammino. Un tempo abitato dalla fiducia, sostenuto dalla fede, condiviso passo dopo passo.
In questo orizzonte si inserisce la festa del Cuore Immacolato di Maria, che quest’anno non è semplicemente una ricorrenza da celebrare, ma un’esperienza da vivere: un cammino nella speranza, un vero pellegrinaggio comunitario.
Situata tra i moderni palazzoni del centro direzionale Besta e le zone più popolari circostanti, la parrocchia – affettuosamente chiamata dai tarantini ‘la chiesa buchi buchi’ – diventa il punto di partenza e di ritorno di questo itinerario spirituale, segno di una comunità che si riconosce pellegrina nel tempo.
Sotto la guida del parroco, don Giovanni Chiloiro, affiancato dai vicari parrocchiali don Michele Maggio e don Luisantonio Antonazzo, e con la presenza del cappellano militare don Cosmo Binetti, la comunità vive questo tempo come un vero cammino condiviso, un’occasione concreta per riscoprirsi popolo di Dio in pellegrinaggio, unito nella fede e sostenuto dalla speranza.
Il programma dei festeggiamenti prevede per venerdì 29 maggio, alle ore 18.30 santa messa; al termine la tradizionale processione, accompagnata dalla banda musicale cittadina ‘Lemma’, attraverserà le vie del quartiere. Ma non sarà soltanto un percorso tra le strade: sarà il segno concreto di un popolo che cammina. Ogni passo diventa espressione di questo tempo vissuto nella speranza; ogni volto racconta una storia che si intreccia con quella degli altri; ogni strada si trasforma in spazio di fede condivisa.
Il pellegrinaggio, infatti, non è mai solo movimento esteriore: è esperienza interiore, è lasciarsi trasformare dal cammino. È imparare a vivere il tempo non come qualcosa da subire, ma come dono da attraversare con speranza. È riconoscere che Dio cammina con noi, dentro le nostre fatiche e le nostre attese.
In questo cammino, Maria occupa un posto centrale: il simulacro della Vergine non è soltanto un segno di devozione, ma una presenza viva che accompagna: Maria è la Madre che guida, che insegna a custodire la speranza anche quando il cammino si fa incerto. È l’icona di chi sa vivere il tempo con fiducia, affidandosi alla promessa di Dio.
La partecipazione dei ragazzi del catechismo, delle confraternite dell’Addolorata e di San Domenico, dell’Unitalsi e di tutta la comunità rende visibile la bellezza di una Chiesa che cammina insieme. Nessuno escluso, nessuno lasciato indietro: questo è il volto autentico del pellegrinaggio cristiano.
Il cammino vissuto insieme troverà poi un momento di gioiosa condivisione sabato 30 maggio, alle ore 19.30, in occasione della festa parrocchiale: una serata animata dalla Cim Band, che aiuterà tutti a riscoprire la bellezza dello stare insieme, tra musica, fraternità e semplicità.
Anche questi momenti di festa non sono separati dal pellegrinaggio, ma ne sono il frutto. Perché quando si vive il tempo con speranza, nasce la gioia, cresce la comunione, si rafforzano i legami.
La parrocchia, così, si conferma sempre più come luogo di accoglienza e di ascolto: una casa aperta dove ciascuno può trovare sostegno umano e conforto spirituale. E proprio il pellegrinaggio diventa l’immagine più vera di questa vocazione: una comunità che si fa prossima, che condivide il cammino, che trasforma il tempo in occasione di incontro e di grazia.
Questa festa, allora, è molto più di una tradizione: è un invito forte e concreto.
Un invito a mettersi in cammino, a riscoprirsi pellegrini, a vivere il tempo non nella paura o nell’attesa passiva, ma come tempo di speranza.




