Mobilità

Aeroporto: un progetto per il cargo ma il territorio chiede voli di linea

10 Giu 2026

di Silvano Trevisani

Quale futuro per l’aeroporto di Grottaglie? La domanda, che vaga ormai da decenni senza esaurienti risposte, riprende senso dopo l’Open day del nuovo Terminal passeggeri dello scalo di Grottaglie, i cui lavori sono in fase avanzata. E anche dopo la recente presentazione fatta a Roma dal ministro Salvini del piano nazionale aeroporti, che attribuisce all’aeroporto di Taranto Grottaglie “una preminente funzione cargo-logistica e costituisce un esempio di respiro internazionale di integrazione tra trasporto aereo e industria aerospaziale”.

Insomma, lo scalo di Grottaglie, che fu il principale scalo passeggeri in Puglia, viene ridimensionato, nonostante le belle parole, a scalo cargo e a stazione aerospaziale. Una condizione, quest’ultima, troppo proiettata in un futuro nebbioso e dalla funzione fortemente elitaria, per interessare veramente, mentre la funzione cargo, al di là dei bei propositi, sicuramente più realistici, è comunque limitativa.

Proprio sulla funzione cargo è stato presentato un “progetto sperimentale” nel corso di una conferenza stampa degli assessori regionali Raffaele Piemontese e Francesco Paolicelli, con il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile, che punta a trasformare lo scalo ionico in una piattaforma logistica al servizio delle imprese, delle produzioni fresche e dell’export regionale.

La Regione prevede un investimento iniziale di 1,3 miliardi, mentre Aeroporti di Puglia ha già avviato la procedura per l’attivazione delle nuove rotte merci in partnership con Poste Air Cargo, del Gruppo Poste Italiane. Il primo collegamento partirà con una frequenza settimanale tra Taranto Grottaglie e Istanbul, con la prospettiva di arrivare successivamente al raddoppio dei voli.

Il progetto, secondo le lodevoli intenzioni di Regione e Aeroporti di Puglia, dovrebbe dare una spinta considerevole alle esportazioni soprattutto del comparti agroindustriale di Puglia e regioni confinanti, ma naturalmente anche alle importazioni, visto che proprio da Turchia e Medioriente (oltre che dal Magreb) arriva la più forte concorrenza ai prodotti agricoli meridionali.

Ma cargo e aerospazio appaiono sempre più come argomenti di “distrazione”, proprio poiché il vero interesse del territorio è riservato al traffico passeggeri, anche in conseguenza dell’isolamento che da sempre penalizza Taranto, il suo entroterra ma anche la confinante provincia di Matera.

E così, dopo le prime prese di posizione, tra le quali quella del sindaco Piero Bitetti, oggi intervengono il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, che ha scritto una lunga lettera a Salvini, e Confapi Taranto.

Dopo aver ricordato, con un dettagliato excursus storico, il ruolo svolto in passato dall’aeroporto Marcello Arlotta, D’Alò rimarca come “l’attivazione di collegamenti aerei regolari verso Roma, Milano e le principali destinazioni nazionali rappresenterebbe una risposta concreta alle esigenze di mobilità della popolazione e costituirebbe un forte impulso allo sviluppo turistico, imprenditoriale e culturale dell’intera area ionica”. Allo scopo di avviare un confronto per favorire “ogni iniziativa utile affinché l’Aeroporto possa vedere finalmente affiancata alla sua funzione cargo e aerospaziale anche quella di scalo per voli di linea passeggeri”, il sindaco di Grottagie chiede al ministro la disponibilità a un confronto, che potrebbe aver luogo a Grottaglie o a Roma, “così da poterLe illustrare direttamente le potenzialità dell’infrastruttura, gli investimenti realizzati e le opportunità che essa può offrire”.

Da parte sua, Confapi Taranto sottolinea come “il rilancio economico, industriale e turistico della nostra provincia non può prescindere da una rete di trasporti efficace, integrata e realmente funzionante”.

Le imprese lo chiedono da anni: collegamenti rapidi, certi, competitivi. Non è una rivendicazione corporativa, è una condizione minima per attrarre investimenti, trattenere competenze, sostenere la crescita e legittimare quella vocazione turistica che sarà alimentata dal flusso di visitatori previsto in occasione degli imminenti Giochi del Mediterraneo”.

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